Una legge di moderna civiltà

A.B.
17-04-2010 | 15:13
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È, di queste ore, la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la nuova legge sull’immigrazione della Campania, approvata dal Consiglio Regionale il 19 gennaio scorso. Il Governo ne contesta le disposizioni normative che garantiscono i servizi socio-assistenziali e sanitari di base anche per i cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno. Si tratta di un passaggio fondamentale della nostra legge, perché fa riferimento alla salvaguardia universale della dignità personale, in linea con quanto è scritto nel nostro Statuto Regionale.

Anche la nuova legge elettorale regionale era stata impugnata dal Governo presso la Consulta. Eppure si trattava di una legge giusta e innovativa, che promuoveva la partecipazione e l’accesso alle istituzioni da parte delle donne. Il ricorso del Governo è stato giustamente respinto. Ed anche alla prova dei fatti la legge elettorale regionale ha funzionato in maniera molto positiva. Sono state, infatti, elette 14 donne in un Consiglio Regionale che, in Campania, è rimasto di 60 consiglieri (circa uno ogni 100mila abitanti), a differenza di altre regioni dove pur avendo aumentato, e di molto, il numero dei seggi, sono state elette pochissime donne.

È sempre di queste ore, inoltre, la notizia che la brutta normativa del Governo sull’immigrazione è stata smentita alla prova dei fatti. I sei immigrati clandestini minorenni, fermi per due giorni su un’imbarcazione nel porto di Napoli, sono stati infatti affidati ad una struttura di assistenza, dopo essere stati trattenuti nel Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi in aperta violazione dei principi dei trattati internazionali.

L’augurio è che anche sulla nostra legge regionale per l’immigrazione la Consulta possa smentire di nuovo il Governo, confermando che la nostra legge regionale si muove dentro principi di moderna civiltà e dentro quella linea di valorizzazione dei diritti della persona umana che si ritrovano fortemente nello spirito della nostra Costituzione.

No alle sanatorie

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17-01-2010 | 12:04
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di Rosalba D’Arienzo 

Con viva preoccupazione il Comitato degli Idonei Dirigenti sta seguendo le notizie relative al disegno di legge avente ad oggetto “Norme in materia di personale regionale” – in discussione prossimamente in Consiglio Regionale – che potrebbe determinare la stabilizzazione di circa 200 comandati, di cui 66 provenienti da società miste, dipendenti che non hanno mai affrontato la prova dura di un pubblico concorso! Leggi tutto »

Meglio il “giovane” Scalfaro

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25-02-2009 | 19:14
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di Lino d’Antonio

Come riuscire a trovare nel linguaggio corrente un termine, un’espressione, che possano essere sintesi simultanea tra quella che è una forma di insorgenza civile di una parte cospicua di Paese e la vacua etichettatura, che ad essa vorrebbe imprimere una destra politica e culturale, priva di argomentazioni da obiettare? Leggi tutto »

La normalizzazione e il gioco delle tre carte

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20-02-2009 | 19:34
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di Lino d’Antonio

Ci sono posti nel mondo, veri e propri supermercati, dove si vendono a iosa progetti destabilizzanti, idee per colpi di Stato, tecniche per realizzarli. Forse colà agognerebbe far spesa Berlusconi, ma la premessa è che i suddetti progetti possono attuarsi solo presso popoli poco assuefatti all’idea della libertà e per i quali si tentano di chiudere ancora per lungo tempo eventuali spiragli. Allora, proprio per la presenza in Italia di un tipo come Berlusconi, bisogna infilare un metaforico termometro nella società italiana e misurare lo stato di salute della nostra democrazia. Per appurare se il “berlusconismo” abbia arrecato danni irreversibili, o se sia possibile, in un medio termine, il ritorno ad una piena agibilità. Leggi tutto »

A difesa della Costituzione

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18-02-2009 | 20:27
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di Lino d’Antonio

Ho rivolto il pensiero all’iniziativa straordinaria promossa da “Libera Cittadinanza”, “Berlusconi al Quirinale mai”, che ha raccolto molti consensi nel Paese. Nella politica italiana, però, contano i numeri e una massiccia dose di pragmatismo, al di là di quelli che possono essere i desideri e gli auspici di una parte politica. Leggi tutto »

Bravo Prodi e la sua “versione dei fatti”

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03-09-2008 | 15:22
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di E.L.

Ho letto con piacere il libro di Romano Prodi “La mia versione dei fatti” e l’ho fatto con immenso piacere per diversi motivi. In questo brevissimo periodo di riposo dal lavoro e dal terrazzino di una pensioncina familiare accanto a Casa Marconi a Cattolica, posto incantevole per la gradevole brezza, con una birretta fresca sul tavolino nelle ore quando non batte il sole, mi immergo nel piacere della lettura. Cinque anni di governo in Europa, Prodi racconta la sua avventura ricordandoci appunto che l’Europa esiste, è viva e progredisce anche oggi, nonostante tutte le incertezze e le difficoltà che deve affrontare, nessuno dubiti che c’è fermento, così sulla quarta di copertina Romano chiude il suo racconto.

In questi giorni soprattutto, dove grande è la preoccupazione dell’Unione Europea di fronte all’incalzare della iniziativa russa, una riflessione seria su quella che dovrebbe essere la nostra posizione o meglio quella che dovrebbe essere la posizione della Europa Unita si impone e il libro di Romano Prodi come sempre contiene alcune significative risposte. Già durante la campagna ultima elettorale vi erano stati da parte della attuale maggioranza degli svarioni eclatanti, evidenziati giustamente da Massimo D’Alema, che ricordiamo essere stato invece, insieme a Nessuno Tocchi Caino, il traghettatore che ha condotto il nostro paese all’ottenimento su scala mondiale del successo insperato della moratoria internazionale sulla pena di morte. Ci provò, se ricordate, l’ex ministro Martino, che, dopo aver accusato il Governo Prodi di irresponsabilità per aver coinvolto il nostro paese in un’azione militare in territorio libanese, dichiarò l’urgenza di apportare modifiche alle regole di ingaggio in modo molto più restrittivo.

Il capitolo Georgia trascina inevitabilmente il nostro paese in una visione dei fatti alquanto oscura e per certi versi pericolosa ed ancora una volta a sinistra ci si comporta da benevoli convitati senza chiedere conto di quanto stia accadendo. Ieri ad esempio è toccato a Casini il compito di fare la vera opposizione, focalizzando il suo intervento sull’ esproprio del Parlamento da telefonate private di Silvio Berlusconi, nessun chiarimento sui contenuti ritenuti riservati (?). Un fatto inquietante per un qualsiasi Stato che ama definirsi democratico. La posizione Europea non appare ancora del tutto chiara ed univoca, ma se qualcuno in Europa pensa di poter fare il mediatore tra Stati Uniti e Russia non è solo un atto di presunzione ma un errore politico. Ci vuole saggezza e lungimiranza politica nell’affrontare tematiche delicate come queste, bisogna continuare a ricercare la pace con la Russia nonostante la spinta nazionalistica di quel paese che lo porta ad avere atteggiamenti aggressivi tipici di una democrazia autoritaria, l’unico regalo che l’Europa potrebbe fare alla Russa in questo momento è dividersi sulla politica estera.

La politica estera di un paese è l’abc, nessuno può ergersi a garanzia di qualcosa o di qualcuno. L’Europa dia un segnale di unità con una dichiarazione chiara e univoca e acceleri la Costituzione politica oltre che economica del suo territorio. Mi piace La conclusione del paragrafo del libro di Prodi quando descrive l’Orso Russo: ”Così concludo, con una nota positiva, per non lasciare l’ impressione che non ci sia rimedio alle condizioni attuali delle relazioni tra Unione Europea e Russia… Durante i miei cinque anni alla Commissione ho visto da vicino quali sono le possibilità di cooperazione e collaborazione concreta con un paese che serve e ha bisogno della comunità Internazionale. La Russia è un partner indispensabile dell’Europa: penso al ruolo costruttivo da essa svolto sul dossier relativo al programma nucleare Iraniano o alla centralità della Russia nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell’Europa e, in particolare dell’Italia.” Grazie Romano.�

Ritorno al 25 aprile

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23-04-2008 | 18:01
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di Lino D’Antonio

E’ più che mai necessario ritornare ad una celebrazione solenne, esaltandone il significato profondo, del 25 aprile, festa della Liberazione e dell’insieme dei valori, fondanti della nostra democrazia, dopo il buio del regime fascista e della conseguente sciagurata guerra. C’è attualmente un attacco furioso contro il 25 aprile e la Resistenza da parte di una destra, che non ha memoria eroica e pregnante di libertà da condividere in condominio con le migliori tradizioni politico-culturali del nostro Paese. Le quali, in piena unità di intenti, stilarono la Costituzione, che fu un alto esercizio morale ed istituzionale, da parte di uomini e donne finalmente liberi, i quali ebbero come solo scopo il bene ed il progresso dell’Italia.

Se solo riuscisse l’inganno di equiparare le ragioni dell’odio e dell’oppressione a quelle proprie della libertà, cadrebbe del tutto l’anomalia italiana, consistente nel fatto di avere appunto una destra, non certo liberale e non comparabile alle altre destre europee. Non so fino a che punto ci si possa spingere nella manomissione della storia per meri fini politici dell’oggi, ridicolizzando, ridimensionando ed ammantando di vetustà gli ideali ispiratori della lotta al nazi-fascismo.

Eppur succede ed eminenti personaggi di destra, che non perdono occasione di inneggiare a mafiosi, smarrendo ogni senso dello Stato, dichiarano apertamente di voler riscrivere la storia d’Italia, per quanto riguarda il periodo della Resistenza, quasi fosse essa un falso operato dai vincitori. Perché forse, in tal modo, troverebbe giustificazione il ventennio fascista, ovvero l’unico regime dittatoriale, che mai abbia avuto l’Italia. Ed assumerebbero giustificazione perfino le odiose leggi razziali del 1938. E così le guerre di aggressione e di rapina contro inermi popolazioni e tutto ciò che di nefando italiani fascisti commisero contro altri italiani.

Comprendo ed avverto una specie di scoramento per quello che potrà avvenire dopo la vittoria della destra, con tutta una serie di implicazioni, che già, solo al pensiero, appaiono dolorose. A cominciare dall’attacco, che sarà portato, mediaticamente, al cuore delle nostre convinzioni più radicate.

E se invece proponessimo con grande forza il nostro calendario civile, cadenzato in modo così significativo, partendo proprio dal 25 aprile? Ciò sarebbe per noi tutti un formidabile sprone. Nel frattempo, raccontando ai giovani, coinvolgendone sempre di più, nel tentativo di sottrarli ad un nulla eterno culturale ed ideale e contribuendo a disegnare il futuro, che non ha ragion d’essere, se manca la percezione di un degno passato.

Meglio la responsabilità che le dimissioni

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09-04-2008 | 13:03
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di Marcello D’Ambrosio

Si è discusso molto dell’opportunità di annunciare le dimissioni con largo anticipo piuttosto che rassegnarle ora. Personalmente, credo che questo gesto rifletta la coerenza e la lungimiranza del governatore. Leggi tutto »