Ora bisogna compattarsi su De Luca

Utenti
07-02-2010 | 14:27
commenti assenti »

di Lino D’Antonio

Il candidato dello schieramento progressista, per la sfida elettorale delle regionali in Campania, è Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno. Il quale, anche con l’appoggio del Partito Democratico nazionale, sta riuscendo a compattare l’intera alleanza di centro-sinistra. A questo punto, bisogna prenderne atto con realismo politico. Ogni defezione ed ulteriore tentativo di rimescolamento, diventa nel contesto creatosi, colpevole e riprovevole da un punto di vista etico, di fedeltà a precisi valori, minacciati in modo corposo dalla sola ipotesi di vittoria della destra.

C’era e c’è ancora la possibilità di trovare un nominativo alternativo a quello di De Luca? Magari proveniente dalla “cosiddetta società civile”? Se non si è pervenuti subito ad un nome unitario, perché non si focalizza subito che ciò è dovuto all’insipienza della politica locale, incapace di trovare una sintesi convincente? Secondo il mio modesto punto di vista, la soluzione non politica per individuare il candidato dello schieramento progressista, sarebbe stata nei fatti solo la riprova della sconfitta proprio della politica. Mentre la nostra Regione ha bisogno più che mai di questa pratica, intesa soprattutto come proposizione, assunzione di responsabilità e spirito di servizio. Cose, che, io credo, Antonio Bassolino abbia reso per tutti gli anni delle consiliature da lui presiedute, al comune di Napoli ed in regione, con fermezza e nobiltà. Nonostante il fango, che gli è stato rovesciato addosso negli ultimi anni. E nonostante responsabilità precise, ascrivibili a molti altri soggetti politici, abilmente calatisi oggi nel ruolo di “salvatori della patria”. Ma tempo verrà, in cui sarà fatta chiarezza su tutto ciò.

Che il primato della politica venga, nel tempo presente, avocato a sé dalla destra, nel Paese ed in Campania dall’Onorevole Caldoro, è veramente fuorviante e paradossale. C’è molto da riflettere e da temere, avendo sempre però la capacità di riuscire a guadare il grande frastuono mediatico, che accompagna ogni atto della destra.

Su tutto campeggia la scelta dell’UdC e di De Mita che afferma di non volere “gli sceriffi guappi”, con chiaro riferimento a De Luca. Meglio quindi per il politico irpino ed il suo attuale partito, i Landolfi ed i Cosentino, politici in odore di reati gravissimi, quali quello di collusione con la camorra più feroce dei “casalesi”. Meglio i fascisti non pentiti, i craxiani (non socialisti), gli autonomisti d’accatto ed ex veline più sgambettanti che mai. E pensare che De Mita, della sinistra democristiana ai tempi della prima repubblica, è stato tra i padri fondatori del Partito Democratico, per un progetto di società completamente opposto a quello della destra. Si scopre dunque che il “nostro” ha nella sostanza valori intermittenti, che possono accendersi ora a sinistra, ora a destra. Del resto è bastato molto poco: una candidatura mancata alle elezioni politiche del 2008, per ridimensionare la sua presunta grandezza politica e vederlo arenato adesso nelle secche del programma della destra campana, che tra l’altro comprende anche l’esplicita adesione al programma nucleare governativo. Con la nostra regione altamente sismica, già martoriata da discariche abusive e rifiuti tossici provenienti dal ricco Nord, probabile sede, nell’immediato futuro, di scorie radioattive.

Attualmente, prima dell’adesione totale al programma della destra, De Mita è fermo nel ridotto asfittico e strapaesano, rappresentato dal rebus sulle candidature per le Provinciali di Caserta: Zinzi sì, Zinzi no. E chissà, se alla fine si concluderà nel segno positivo per l’UdC questo vero e proprio mercato delle vacche. Tutto quanto appena esposto porta a considerazioni alquanto preoccupate su cosa sarebbe la Campania nelle mani di costoro. Con in più l’aggravante, nella nostra regione, di vaste zone di sofferenza operaia: Pomigliano, Castellammare di Stabia, la valle dell’Ufita ecc. per colpa del governo in carica, privo del tutto di politica industriale e per l’occupazione.

Per tutti questi motivi, senza alcun indugio, è necessario incominciare già da subito a contrastare le scelte a ribasso di una destra inespressiva ed inquietante, con proposte serie e praticabili, così come già dichiarato da De Luca. Occorre a tal pro l’impegno appassionato di tutti. Tutti!

Dopo, in caso di nostra sconfitta, ogni rivalsa, ogni profferta di riscossa, ogni autocritica o rimpianto, sarebbero del tutto vani.

Creare un movimento politico del territorio

Utenti
10-06-2009 | 18:01
commenti assenti »

di Pasquale Cirillo

A seguito delle ultime elezioni è emersa la necessità di capire meglio il progetto politico del PD in Campania. A parte l’affermazione di Andrea Cozzolino, il risultato di una strategia politica poco attenta alla vita del territorio, basata sempre sui soliti noti, ha creato condizioni veramente deprimenti sia in Regione sia al Comune di Napoli, dove il centrosinista governa da più di 15 anni. Leggi tutto »

Casini e De Mita, “campioni” di coerenza

Utenti
22-05-2009 | 16:32
commenti assenti »

di Aurelia del Vecchio

Dalle pagine napoletane de “La Repubblica” del 21 maggio si apprende che in Campania l’UdC di Casini è alleato con il PdL per cacciare Bassolino. Viene spontaneo pensare che la politica italiana è una strana cosa (a parte l’anomalia berlusconiana), con un che di schizofrenico. Il che la rende ancora più indecifrabile per i cittadini. O forse no! In quanto proprio per effetto delle contraddizioni evidenti di partiti ed esponenti politici risulta più che mai facile leggere nell’intrigato gioco di alleanze, ex alleanze e sopraggiunte inimicizie politiche.

E’ bene ricordare che Casini proviene da quasi un quindicennio di fedele alleanza con Berlusconi, AN, la Lega Nord e destra estrema, dalla quale compagine si è discostato da poco, dopo che il dolo per il Paese si è compiuto in toto. E l’esponente centrista in tutto questo tempo ha assecondato le peggiori pulsioni di Berlusconi, le sue leggi ad personam, la presente e nefanda legge elettorale, per disciplina di schieramento non ha votato per l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tra l’altro nell’UdC fa spicco la presenza di Ciriaco De Mita, transfuga in tal partito dopo l’esclusione dalle liste del PD alle ultime elezioni politiche, scelta effettuata per permettere un reale ricambio della classe politica. Ma vissuta dal leader di Nusco con stizza bizzosa, che ne ha ridimensionato di molto la presunta grandezza politica. Egli per lunghi anni è stato convinto alleato e sostenitore di Bassolino, contro la destra e contro lo stesso UdC. A pieno titolo dunque, corresponsabile della “cattiva politica del centro-sinistra”, così come sostiene il segretario dell’UdC.

Se Casini e De Mita sono alla ricerca per se stessi di una verginità politica e di credibilità, dopo tante ineffabili giravolte, credo modestamente che abbiano scelto la strada sbagliata. In quanto alleandosi con l’inespressivo ed inquietante PdL campano solo per cacciare il governatore ed il sindaco di Napoli Iervolino, senza che nessuno dei due soggetti, PdL e UdC abbiano un credibile ed alternativo progetto amministrativo, non porterà alcunché di buono e di costruttivo per le nostre plaghe. O si condividerà, in caso di una non auspicabile vittoria della destra, solo una grossa bolla speculativa, a Napoli ed in Campania, a favore di soliti noti e contro il bene comune, fino ad adesso tenuta lontano proprio dai “deprecabili” governi di centro-sinistra.

La verità sull’Italsider? Non era un ferro vecchio

Utenti
19-03-2009 | 13:18
commenti assenti »

di Aurelia del Vecchio

La stampa cittadina ha riportato notizia di un convegno presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, a margine della presentazione in anteprima del documentario su Bagnoli “Il cuore e l’acciaio” di Aldo Zappalà, nell’ambito della trasmissione televisiva “La storia siamo noi”. Con interventi del ministro Rotondi, dell’ex ministro De Michelis e dei professori De Masi, Niola, D’Alessandro ed altri addetti ai lavori. Moderatore il rresponsabile del TG3 regionale Massimo Milone. Molte sedie vuote tra il pubblico nel filmato trasmesso a riguardo proprio dal TG3 regionale. Sarebbe stato meglio farle occupare dagli ex lavoratori di Bagnoli, testimoni fortunatamente ancora vivi e vegeti e dotati di formidabile memoria a fronte degli accadimenti relativi allo stabilimento di Bagnoli, non lontani, anzi contigui al tempo presente. Nonché essi direttamente parte in causa. Leggi tutto »

Pina Picierno capolista, perché non Grimaldi?

Utenti
02-03-2008 | 18:41
commenti assenti »

di Marcello D’Ambrosio

Apprendo, da tv e giornali, che Pina Picierno sarà la capolista alla camera nella circoscrizione Campania 2. Ripensando a due anni fa, quando in quella posizione vi era De Mita, non posso che tirare un sospiro di sollievo.

Leggi tutto »

Distinguere il grano dall’olio

Utenti
02-03-2008 | 18:33
commenti assenti »

di Gianni De Luca

Bassolino deve aiutare i cittadini e gli stessi sostenitori del PD in Campania a distinguere e chiarire le sue responsabilità politiche e amministrative e quelle di tanti altri che hanno avuto ruoli fondamentali nella gestione della Regione in questi anni.

Leggi tutto »

La probabile sesta volta di Umberto Ranieri in parlamento

Utenti
25-02-2008 | 20:54
commenti assenti »

di Aurelia Del Vecchio

Il Partito Democratico ha espresso in termini chiari, nel comporre le liste elettorali, la volontà di rinnovare la politica italiana ed i futuri rappresentanti di essa, favorendo soprattutto un ricambio generazionale.

Leggi tutto »

Un sospetto: e se fosse tutta colpa di De Mita?

Utenti
12-12-2007 | 15:34
commenti assenti »

di Luca de Lieto

Gentile Presidente,
la seguo con grande interesse da quando era sindaco di Napoli. Un periodo di grande stimolo per la nostra città, grazie anche alla sua accorta gestione e non solo politica.

Leggi tutto »

Evviva il trasformismo

Utenti
03-12-2007 | 13:31
1 commento »

di Alba Celeste

Governatore le chiedo: lei etichetta Nicolais di fare vecchia politica, di essere un trasformista e si appella all’unità del partito, alle “logiche nuove” su cui vorreste fondare, lei e De Mita, il Pd.

Leggi tutto »