di E.L.
Ieri la Pasionaria Rosy dalle pagine dell’Unità ricorda Aldo Moro, il suo progetto lungimirante stroncato da mano criminale ancora ignota a 30 anni dal suo rapimento.
di E.L.
Ieri la Pasionaria Rosy dalle pagine dell’Unità ricorda Aldo Moro, il suo progetto lungimirante stroncato da mano criminale ancora ignota a 30 anni dal suo rapimento.
di Lino D’antonio
C’è stato su “Il Mattino” del 22 febbraio un articolo a firma di Marco Salvia, “Se l’industria dei libri sfrutta Napoli”, che dovrebbe essere letto un po’ da tutti, perché per la prima volta un intellettuale legge la situazione napoletana attraverso il modo di come essa si rispecchia nei molti libri, che ne traggono spunto. E si evince in questo intervento, oltre la critica per una mancanza di originalità e per impianti creativi di dubbia valenza e credibilità, l’implicita condanna verso la strumentalizzazione, che l’editoria, con sede ovviamente al Nord, esplica, a fine di lucro, intorno alle emergenze della nostra città. Leggi tutto »
di Valeria Frasca
Domenica scorsa il nostro parroco ci ha chiesto di collaborare a risolvere l’emergenza portando i rifiuti riciclabili – plastica, vetro, ecc. ai contenitori che ha fatto posizionare per noi proprio di fronte alla chiesa, S.Maria della Consolazione a Pozzuoli.
di Giovanni D’Elia
E’ veramente uno strano paese l’Italia! Si chiedono le dimissioni di chi si è già dimesso. Il presidente Bassolino, nel febbraio del 2004 si dimise dall’incarico di Commissario dello Stato per l’emergenza dei rifiuti. Un gesto di straordinaria responsabilità, che richiamava anche l’attenzione forte e responsabile del Governo su una situazione ingovernabile, resa tale dalla follia del Partito del no (verdi, rifondazione comunista e comunisti dilibertiani, comitati civici (anche sospetti), pseudo-ambientalisti, amministratori locali di destra e sinistra, parroci e anche vescovi. E in tale battaglia Bassolino lasciato solo perfino dalla tiepidezza di coloro che l’avrebbero dovuto sostenere. Se potessi dare un consiglio al Presidente, gli direi non solo di non lasciare, ma anche di “provocare”, in condizioni di assoluta sicurezza, un incontro con rappresentanze responsabili delle aree più calde per chiarire e ricreare un clima di collaborazione e fiducia, con ampie garanzie sulle soluzioni definitive e per riprendere tutti insieme un percorso di speranza.
di Lino D’Antonio
Al di là dell’immane problema dei rifiuti, per i quali c’è la pubblica dichiarazione da parte dei vertici istituzionali di risolverlo al più presto ed in maniera radicale e che come cittadino auspico fortemente, non posso non essere preoccupato dalla situazione, che si sta creando in città.
di Lino D’Antonio
Nei giorni addietro, nella pagina de “La Repubblica” che ospita le opinioni dei lettori, si è sviluppato un interessante dibattito sul ruolo del Cardinale Sepe in città. Se esso è da ascrivere all’ambito di un molto attento e pregnante compito pastorale o se esso abbia anche e soprattutto il crisma di una vera e propria azione politica.
Sono personalmente convinto che il banco di prova, per fugare ogni dubbio in proposito, sia stata l’adesione seppure ideale, del Cardinale alla manifestazione di protesta del quartiere Chiaia, sabato 10 novembre. Una discesa in campo, senza neanche più il paravento della “cortesia istituzionale” tra Curia ed Amministrazione cittadina, dopo una serie di molti strappi da parte del Prelato ed ormai, secondo mia convinzione, trattasi di atti politici di un certo significato.