Il vento nuovo delle città

A.B.
02-06-2011 | 16:28
263 commenti »

Potranno tornare, a Napoli e in Italia, nuove primavere. Così si conclude Napoli Italia. L’importante risultato delle amministrative è come un ritorno al futuro. I candidati di sinistra, e di centrosinistra, vincono perché parlano a tutta la città, al di là dello schieramento di appartenenza. Nella politica italiana torna dunque a spirare il vento delle città. Il vento da cui è nata la forza della sinistra e dell’Ulivo negli anni ‘90. Spira in modo nuovo, come è naturale e giusto che sia.

Conquista la scena una nuova generazione politica. Entrano in campo nuovi protagonisti, da Pisapia a de Magistris.

Era dunque vero, come avevo scritto nel post precedente, che a Milano per la prima volta dopo 20 anni poteva essere eletto un sindaco di sinistra. Era vero che anche a Napoli la partita era aperta e che forte era, malgrado tutto, un sentimento di sinistra. L’amara vicenda delle primarie aveva poi portato alla candidatura di una persona seria e competente come Mario Morcone ma sconosciuta a gran parte della città. In una campagna elettorale che dura appena un mese, e con l’elezione diretta, la conoscenza e la popolarità sono fattori importanti. Evidente era anche il sovraffollamento, al centro, di candidati moderati. Morcone, Pasquino, Lettieri si facevano concorrenza nelle stesse aree. Restavano scoperti due grandi fianchi. Uno a sinistra, l’altro a destra. De Magistris ha saputo riempire il versante di sinistra e spostare un’area di destra che non si riconosceva in Lettieri. In una città come Napoli, sono diverse le aree sociali che possono tumultuosamente oscillare da destra a sinistra e viceversa. Dipende dai candidati, e dai momenti. Rilevante, infine, è stata la vicenda dei rifiuti. Una nemesi. Berlusconi, che se ne era giovato nel 2008, ne ha oggi pagato il prezzo. Un Berlusconi indebolito non è riuscito ad imporsi sui vari potentati locali che si sono sottratti ad ogni responsabilità sull’uso delle poche discariche esistenti e sull’individuazione di nuove e indispensabili discariche.

Adesso, dopo che si è “scassato”, per usare l’espressione di de Magistris, bisogna governare e rilanciare la città. E’ indispensabile mettercela tutta, senza demagogie, con tenacia quotidiana. Riprendendo l’esperienza di governo municipale nata nel ’93. Senza ripetere gli errori romani che tarparono le ali di quella esperienza e gli errori nostri, di eccessivo allargamento delle maggioranze fino all’ingovernabilità dell’Unione. Sono evidenti, oggi, sia le analogie che le differenze con il ’93. Politiche, di contesto, di quadro nazionale. Anche personali, di modo di essere, di carattere. Con una bandana in testa a piazza Municipio, per esempio, non riesco proprio ad immaginarmi. Ma io venivo da un’altra esperienza politica, da un altro mondo, da un’altra storia.

Buon lavoro a Luigi de Magistris. La sfida è grande e difficile. Fare il sindaco di Napoli è bello e terribile, più di qualunque altra cosa. Tutte le persone che vogliono bene alla nostra città devono augurarsi che il suo impegno di governo sia coronato di risultati positivi. Dipende da lui e da ogni cittadino napoletano.

Alternativa, necessità nazionale /2

A.B.
13-04-2011 | 13:00
49 commenti »

Le ultime vicende europee confermano che il versante internazionale è il vero tallone d’Achille di Berlusconi e della maggioranza di centrodestra. L’isolamento del governo italiano sui migranti è impressionante ed i primi a prendere le distanze sono proprio i governi di centrodestra dei più importanti paesi europei. In Europa è più difficile giocare sui numeri, sia su quelli in Parlamento sia su quelli dei migranti giunti in Italia. E’ davvero indispensabile che il centrosinistra sappia dare un orizzonte meno provinciale e più alto alla sua battaglia per costruire un’alternativa al governo. L’Italia è nel cuore del Mediterraneo ma il nostro mare è lontanissimo dai pensieri e dalle priorità dell’Italia.

Alternativa come necessità nazionale

A.B.
21-03-2011 | 17:16
133 commenti »

La mancata sfiducia sembrava aver rafforzato, ed in effetti aveva rafforzato nell’immediato, la maggioranza di centrodestra. Ma in realtà il temporaneo consolidamento parlamentare non riesce a coprire e a risolvere le stridenti contraddizioni che esplodono e che sono segno di una crisi di strategia, di una difficoltà di progettazione del futuro. Dal nucleare alla Libia il governo si dimostra del tutto inadeguato a fronteggiare le drammatiche vicende internazionali. Neanche il Giappone e il disastro di Fukushima sono stati sufficienti a provocare un doveroso e serio ripensamento delle politiche governative. Per giorni e giorni si è sostenuto che nulla cambiava prima di giungere, con grave ritardo, a timide e strumentali (referendum) riflessioni.

Per quanto riguarda la Libia, lo spiazzamento italiano è stato evidente e clamoroso. Prima, nei mesi scorsi, l’inaudita accoglienza riservata a Gheddafi a Roma. Adesso, le divisioni interne alla maggioranza e il ruolo di secondo piano avuto dall’Italia nel vertice di Parigi e nelle relazioni internazionali. In realtà, ed è questa la vera novità, il governo di centrodestra è molto debole sul piano internazionale. Più che su quello interno. Lo sconcerto suscitato sulla stampa estera e nelle cancellerie di diversi paesi dalle vicende politico – personali del premier italiano ha provocato un cambio di atteggiamento nei confronti del governo di centrodestra. Si è passati dalla “simpatia” all’imbarazzo. E’ soprattutto il versante internazionale che rende tuttora fragili e precari gli equilibri italiani. Spetta al centrosinistra delineare in modo più unitario le ragioni di un’alternativa che sia percepita dalla maggioranza degli italiani come giusta e necessaria nell’interesse del Paese. Rilancio del ruolo internazionale dell’Italia e nuove strategie di sviluppo capaci di valorizzare il Mezzogiorno sono due facce della stessa medaglia.

Fuga dalle responsabilità

A.B.
13-11-2010 | 15:41
17 commenti »

Parte I

“Rischiamo una crisi peggiore di tre anni fa”

Parte II

“Fossi Berlusconi, chiamerei Bersani”

Idee per Napoli

A.B.
22-09-2010 | 16:24
58 commenti »

Dal punto di vista politico, l’estate appena trascorsa è stata tra le più brutte degli ultimi anni. Sul piano nazionale ed anche su quello locale. Enorme è stato il rilievo dedicato alla lotta e alle beghe interne al Palazzo, mentre sono stati relegati nell’ombra i problemi più urgenti del Paese: la crisi economica, l’occupazione giovanile e il Mezzogiorno.

Le parole usate dalla politica si allontanano sempre di più dalle cose vere e dalla realtà. Il discorso pubblico, dunque, si fa molto difficile. Tanti parlano tante volte ogni giorno. Ma è come se nessuno parlasse più.

La linea tenuta in queste settimane da Pierluigi Bersani è stata, invece, corretta ed anche coraggiosa. Navigando contro questa pericolosa deriva, il segretario del Pd ha cercato di parlare dei temi che più guardano al futuro dell’Italia, senza l’ossessione di far clamore, ma con l’obiettivo concreto di produrre qualcosa di utile e di nuovo sul piano della proposta politica e programmatica. È questo l’atteggiamento più giusto da tenere, anche in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera.

Per tutte le forze politiche è il momento di  riaprire un dialogo profondo con la città. Rossi Doria ed altre personalità in queste ore stanno organizzando appuntamenti pubblici di discussione. Produrre confronti, ascoltare tutte le voci è un fatto utile e positivo. Dovrebbero farlo i partiti, in primo luogo. La Fondazione Sudd vuole dare il suo contributo promuovendo dibattiti, seminari e utilizzando questo blog e il sito sempre più come luoghi aperti. Sviluppo, welfare, sicurezza, cultura e ambiente sono gli argomenti di discussione. Vogliamo riflettere dando spazio a tutte le posizioni, ma sempre con un tono giusto e con un atteggiamento costruttivo . È necessario, infatti, produrre “idee per Napoli”. È questa la priorità.

In questo momento, tutti i movimenti e le forze politiche, di centrosinistra innanzitutto e pure di centrodestra, dovrebbero lavorare intensamente proprio sul terreno delle idee. Su programmi condivisi possono infatti essere costruite quelle alleanze ampie in grado di far vincere le elezioni e, poi, di governare il Comune e la città.

È dentro questo quadro di idee, di programmi e di alleanze che acquista più senso e più forza la stessa scelta dei candidati alla responsabilità di Sindaco. Ai cittadini e agli elettori bisogna dare l’opportunità di giudicare sia il passato ed il presente, sia le proposte e le idee per il futuro della città.

Come mai?/2

A.B.
10-06-2010 | 13:18
207 commenti »

Nella rubrica L’Amaca su Repubblica di oggi, Michele Serra scrive: “I rifiuti che sommergono Palermo devono essere meno telegenici di quelli di Napoli. Nessuna comparazione possibile tra l’oceano di immagini e parole speso attorno allo scandalo della monnezza campana e lo scarso e intermittente rilievo mediatico che spetta al tracollo della nettezza urbana in Sicilia. Sorci e falò, liquami e puzza sono gli stessi, simile è il mix di inefficienza pubblica e inciviltà privata. Quello che è cambiato, evidentemente, è il fiuto mediatico specie quello dei telegiornali, che ebbero froge molto sensibili e dilatate, quando si trattò di percepire l’odore di decomposizione del Regno bassoliniano, e oggi si turano il naso di fronte al replay di quella stessa indecenza, però nella regione più berlusconiana d’Italia. Si tratta, in termini tecnici, di un imbroglio ai danni della pubblica opinione, e senza necessità alcuna di bavagli e leggine fetenti: diciamo un imbroglio spontaneo, una libera manipolazione della realtà da parte dei pretoriani di governo che controllano i media più importanti (compresi quelli pubblici) senza che nessuno ne chieda l’ostracismo o l’esilio, come per i quattro gatti che ancora disturbano il manovratore. Poi adesso viene l’estate, i palinsesti chiudono per ferie, l’immondizia di Palermo ha di fronte due o tre mesi di quieta superfetazione”.

Mi sembra un’interessante risposta al quesito posto dal signor Daniele Mosconi, il lettore di Fondi, e da noi ripreso su questo blog, riguardante il silenzio delle televisioni.

Sarebbe interessante, ora, leggere qualche altro contributo sulla seconda parte del quesito posto dal signor Daniele Mosconi, e da noi ripreso: “Non sento una sola voce dell’opposizione che dica: a Palermo c’è il caos rifiuti. Nulla di nulla! Come mai?”.

Operazione verità

A.B.
11-05-2010 | 14:54
123 commenti »

Il prossimo 25 maggio presso la sede di Sudd sarà presentato l’ultimo saggio del professor Gianfranco Viesti “Più lavoro, più Talenti. Giovani, donne, Sud. Le risposte alla crisi”. Sarà una ulteriore occasione per continuare a discutere di Mezzogiorno. Si tratta di un tema che, come dimostra anche il ricco e interessante dibattito che è scaturito dagli ultimi due post di questo blog, è sempre di stretta attualità.

Il saggio di Viesti – che vi segnalo anche per l’immediatezza e l’elevata comprensibilità nella lettura – stabilisce un nesso fondamentale tra la questione dei giovani e il Mezzogiorno. In Italia, la soluzione alla crisi “è proprio laddove oggi ci sono i maggiori problemi. Il lavoro e il talento dei giovani e delle donne, anche al Sud, sono il possibile motore della ripresa”, scrive Viesti. Il Mezzogiorno è, quindi, questione nazionale.

Purtroppo, in questi ultimi anni, il modello che si è affermato, è esattamente all’opposto. “Lo strumento principale per affrontare la crisi è stato un enorme trasferimento territoriale di risorse: dal Sud verso l’insieme del paese”. Il tutto è avvenuto secondo un modello di solidarietà inversa in cui le regioni più deboli hanno sostenuto le difficoltà economiche delle regioni più ricche. Il conto di questa “solidarietà” è presto fatto: dal fondo delle risorse per il Mezzogiorno negli ultimi due anni “sono spariti 25 miliardi di euro, prelevati come da un bancomat. In aggiunta a questi tagli il governo ha bloccato la disponibilità della quota di fondi Fas di competenza delle regioni tanto del Sud (più cospicui), quanto del Nord: in totale altri 21 miliardi di euro”, documenta Viesti. Ma quello che è ancora più impressionante è l’assordante silenzio in cui si è prodotto tutto questo. Un assordante silenzio di stampa, televisione, di parti del mondo sindacale e industriale, ma soprattutto del mondo politico. “Totalmente silente il centrodestra meridionale, con l’eccezione di alcuni politici siciliani. Ma quasi altrettanto silente il centrosinistra, quantomeno a livello nazionale”.

Questo assordante silenzio va di pari passo con l’affermazione di un modello culturale che Viesti definisce “teorema meridionale”. Attraverso caricature, semplificazioni e luoghi comuni, si dipinge il Sud come un’area refrattaria allo sviluppo, dove le politiche pubbliche e gli investimenti non attecchiscono e, quindi, tanto vale cancellare tutto.

Questo teorema va sfatato innanzitutto attraverso un’operazione verità sul Mezzogiorno. A partire dallo “scippo” delle risorse e da una seria riflessione sulle responsabilità delle classi dirigenti locali (di cui si parla, giustamente, molto) e di quelle nazionali (di cui si parla, ingiustamente, poco).

La Fondazione Sudd, e questo nostro blog, vogliono essere una sede aperta a tutti di discussione e di rilancio della questione meridionale.

Grecia a chi?/2

Redazione
27-04-2010 | 13:08
23 commenti »

Sui conti della Regione Campania e sul patto di stabilità, vi segnaliamo gli articoli principali usciti sulla stampa napoletana.  

Corriere del Mezzogiorno, Il Mattino 1-2, Roma, Repubblica

Inoltre, vi segnalo, sempre sullo stesso tema, un intervento su Mezzogiorno Economia di ieri (ripreso anche su Napolionline.org) e un’intervista odierna al Mattino all’economista Mariano D’Antonio. Come si vede, Caldoro avrebbe fatto meglio a leggere con più attenzione l’intervento di D’Antonio. Spero che ora, dopo aver letto l’intervista al Mattino, sia almeno più cauto.  Capisco, infatti, che tutto questo infondato allarmismo aiuta a coprire le difficoltà politiche dentro il centrodestra, a Napoli come a Roma, e i problemi legati alla composizione della nuova Giunta, ma insomma…

è ora di cominciare ad essere più istituzionali.

A.B.

Telese, la protesta dei docenti

Utenti
08-09-2009 | 16:34
commenti assenti »

di Maria Mucci

Vi trasmetto la mozione approvata dal Collegio dei docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore di Telese Terme il 2 settembre 2009.

Il Collegio dei docenti dell’Istituto Superiore di Telese Terme esprime solidarietà e sostegno alle lavoratrici precarie di Benevento che da giorni stazionano sul tetto dell’USP, per protestare contro la perdita di centinaia di posti di lavoro nella scuola in provincia di Benevento, e a tutti i precari mobilitati in varie regioni d’Italia per difendere il loro diritto al lavoro. Leggi tutto »

Ci vorrebbe la rivolta delle donne

Utenti
07-09-2009 | 16:41
1 commento »

di Lino D’Antonio

Nella denuncia di Berlusconi contro “L’Unità” è chiaro, relativamente alla richiesta esorbitante di risarcimento, l’intento del presidente del Consiglio di colpire economicamente una testata giornalistica a lui avversa. Allo stesso modo di come egli ha proceduto nei confronti de “La Repubblica”, citata in giudizio per le ormai famose dieci domande rivoltegli ed a tutt’oggi inevase.
L’enorme gravità di una simile decisione, cioè quella di attaccare quotidiani, riconducibili all’area culturale vicina alle opposizioni, ha valenza politica, ma anche economica.

Leggi tutto »

successivi »