di E. L.
Tremonti e le sue categorie del male. Un po’ più umiltà e impari dalla Cina. Questa crisi ha radici lontane ed è triste pensare che si sia sciupato in questo primo anno del governo di centrodestra, carente da sempre sul terreno dell’conomia, un tesoretto e due punti di Pil, accumulati dal precedente governo, senza restituire al paese reale nemmeno una quota parte del recupero fiscale tratto dalla efficace lotta alla evasione dei ministri Visco e Padoa Schioppa.
E’ però altrettanto triste, di fronte alle critiche condizioni in cui versa il nostro paese, ai critici scenari economici, all’acuirsi di conflitti sociali, con un governo che sconta gravissimi ritardi nell’affrontare la crisi, per adesso solo finanziaria, ma che presto toccherà purtroppo anche la cosiddetta economia reale, vedere Franceschini, vicesegretario del Pd, affrontare il tema dell’opposizione, dedicando addirittura una conferenza stampa su una ennesima gaffe del Cavaliere come se fosse una priorità, un’emergenza nazionale.
E’ toccato ancora una volta ad altri partiti riempire un vuoto che oramai rischia di diventare una voragine nella conduzione di una vera opposizione al governo da parte del Partito Democratico. Questa volta è toccato a Tabacci Udc dai banchi del Parlamento richiamare il ministro Tremonti ad un comportamento più rispettoso delle rappresentanze politiche, ricordandogli che non gli basterà più dire che tutto quello che è accaduto è accaduto per colpa dei due anni del governo Prodi, in quanto è una difesa ridicola.
La Cina sta facendo esattamente quello che avrebbe dovuto fare il governo italiano attraverso il suo ministro dell’economia e del tesoro Tremonti, il quale aveva annunciato che avrebbe tolto alle banche per dare ai poveri e ha finito per fare l’esatto opposto, cioè sostenere proprio le banche anche se lui parla di sostegno al risparmio degli italiani. Su Repubblica, sempre critica nei confronti della attuale maggioranza, da un po’ di giorni si tessono le lodi del ministro con una serie di articoli elogiativi, l’ultimo in sequenza è quello di Massimo Giannini che riconosce al ministro di aver previsto con grande anticipo e in modo chirurgico quanto stava per accadere nella economia mondiale globalizzata.
Io penso invece che sia sbagliata proprio l’analisi sulle origini della crisi oltre naturalmente le ricette per uscirne. Infatti, il libro di Tremonti è un vero atto di accusa alle distorsioni del mercato globale quasi tutte ricondotte alla responsabilità della Cina. Noi tutti sappiamo invece che la crisi è pervenuta dagli Stati Uniti e riguarda il mondo della finanza. Ditemi voi che centra la Cina? L’economia cinese è basata sull’export, come del resto anche il nostro paese per certi versi. In queste situazioni di recessione economica dei mercati internazionali essa si è accorta di non poter reggere quel tasso, quindi ha provveduto per tempo con un intervento definito eccezionale, mettendo nelle tasche del popolo cinese un po’ di soldi, tentando giustamente di riequilibrare la diminuzione delle esportazioni con un aumento interno dei consumi.
Se lo ha fatto la Cina con 1 miliardo e 200 milioni di persona abbiamo il dovere di farlo anche noi e subito, ma sinceramente credo che sul terreno dell’economia questo governo abbia tutte le carte in regola per farci rimpiangere Romano Prodi.