Italiani, ghanesi, semplicemente giovani

A.B.
18-09-2009 | 17:48
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Oggi l’Italia intera è in lutto per i sei giovani, e tra questi due nostri concittadini, caduti a Kabul mentre erano impegnati in una difficile missione di pace. Un anno fa sei immigrati ghanesi furono massacrati dalla camorra a Castelvolturno dove erano giunti alla ricerca di un lavoro.

Viviamo in un’era di massimo e impensabile – fino a qualche anno fa – sviluppo tecnologico e globale. Eppure migliaia, milioni di donne, uomini e, soprattutto, giovani continuano a morire nel tentativo di cercare un lavoro che li sfami e gli consenta di vivere in condizioni di pace. Si tratta di due bisogni elementari, a cui ognuno di noi aspira, ma che purtroppo, ancora oggi, non sono affatto scontati.

Sui barconi, in mezzo al mare, all’interno di fabbriche e cantieri, nei campi di raccolta, ai varchi di frontiera, in zone militarmente strategiche, si continua a morire. Un esercito sterminato di vittime, quasi sempre anonime, paga col prezzo della vita uno sviluppo globale distorto e non equilibrato.

La piccola folla radunatasi oggi a Castelvolturno è un monito per tutti. E’ la dimostrazione che la nostra memoria è troppo corta. Così come troppo bassa è la consapevolezza, a tutti i livelli e a tutte le latitudini, che pace e lavoro devono essere i due pilastri fondamentali su cui fondare il nostro futuro.

Con Emmanuel

A.B.
12-11-2008 | 17:23
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Vengono i brividi a leggere le ipotesi degli inquirenti sul pestaggio di Emmanuel Foster. Venivano i brividi anche quella sera del primo ottobre scorso, quando a Matrix, Emmanuel raccontava con tono mite e incredulo quello che gli era successo. Ospite in studio ascoltavo quel ragazzo che senza aggressività, ma con dignitosa fermezza, chiedeva rispetto e verità. Lo faceva assumendosi la responsabilità di mettere in discussione la parola e la credibilità di persone e istituzioni ben più forti di lui.

Dissi che bisognava ascoltarlo con doverosa attenzione. Ora mi auguro che l’inchiesta si concluda in fretta e che questo giovane di 22 anni, che è uno dei volti di questo Paese e del suo futuro, possa sentirsi parte di una comunità più giusta e solidale. Che possa sentire accanto uno Stato sempre più impegnato a garantire la sicurezza di tutti, bianchi e neri, comunitari ed extracomunitari, migranti in regola, come lui, e clandestini, come alcune delle vittime della strage di  Castelvolturno.

Negli ultimi giorni l’elezione di Barack Obama e la testimonianza di Miriam Makeba ci hanno spinto a riflettere sulla capacità della nostra società di accogliere e integrare culture differenti. Il volto di Emmanuel ci pone un altro durissimo  interrogativo su cosa stia diventando il nostro Paese. Sui rischi che corriamo. Dobbiamo tenere alta la guardia. Non lasciar cadere nel silenzio fatti inaccettabili, lavorare ogni giorno per riaffermare i diritti e la dignità di ciascuno.

LA PUNTATA DI MATRIX (01 OTTOBRE 2008)

Cambiare la scuola

A.B.
24-10-2008 | 18:23
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Oggi la nostra Regione ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto legge 154 relativo al dimensionamento della rete scolastica sul territorio.  E’ una scelta impegnativa, resa necessaria dalla decisione del Governo di prendere provvedimenti cruciali per le nostre comunità in assenza di qualunque confronto con le istituzioni locali che, secondo la Costituzione, sono competenti in materia.

Non si tratta di un semplice conflitto “tecnico” di competenze. In gioco c’è il futuro della scuola, cioè il nostro futuro, quello che saremo. Per questo seguiamo con grande preoccupazione l’inasprirsi dello scontro sulla scuola tra forze politiche,  tra parti sociali e produttive e, purtroppo, anche tra i diversi livelli istituzionali. La polemica e il confronto, anche duro, su scelte così importanti è certamente naturale. Ma la preoccupazione deriva dalla sensazione che lo scontro si svolga in assenza di un quadro di valori condivisi, senza quel riconoscimento reciproco necessario a trarre il meglio dal confronto tra differenti interessi e posizioni.

E’ giusto e in certi casi doveroso opporsi a colpi di mano che travolgono i corretti rapporti con le istituzionali territoriali e con le forze politiche e sociali. Ma, al tempo stesso, è fondamentale lavorare da subito per ricucire il filo di un confronto positivo. In primo luogo facendo chiarezza sulle scelte in cantiere e costruendo una visione condivisa delle loro implicazioni per la continuità e la qualità dell’offerta didattica. Sono tante le questioni da chiarire. Due esempi, particolarmente rilevanti per il Mezzogiorno. Tempo pieno: che fine farà? Verrà caricato ancora di più sulle spalle degli enti locali con un inevitabile aumento delle disparità tra Nord e Sud? Piccole scuole: come si darà attuazione alle misure per la chiusura e l’accorpamento delle scuole più piccole?

Cerchiamo di trovare assieme risposte soddisfacenti a queste e ad altre domande, coinvolgendo le migliori energie. La scuola e l’università possono e devono cambiare. Per farle crescere dobbiamo eliminare gli sprechi, trovare margini di intervento e risorse per valorizzare professionalità e impegno, garantire che nuovi investimenti giungano dove sono necessari. E’ ora che le istituzioni e le forze politiche e sociali ritrovino la capacità di lavorare assieme. In questa prospettiva stiamo lavorando per fare degli Stati Generali della Scuola del Sud convocati a Castelvolturno una sede di puntuale critica di merito e di proposta costruttiva.

Far crescere la scuola democratica

A.B.
15-10-2008 | 17:40
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In un Paese povero di politiche attive per l’immigrazione, la scuola è uno dei pochissimi luoghi di inclusione sociale e culturale dei cittadini stranieri. Grazie alla scuola pubblica i ragazzi stranieri spesso assumono un ruolo importante nelle loro famiglie, aiutandole a integrarsi e a orientarsi meglio nel nuovo contesto. In questo quadro istituire classi separate per gli alunni stranieri significa negare l’idea stessa di scuola democratica, emarginando gli alunni provenienti da famiglie migranti e impoverendo il percorso di crescita di tutti i nostri ragazzi, che devono invece beneficiare del confronto tra culture.

Soprattutto nel Mezzogiorno è invece fondamentale moltiplicare le opportunità formative e di socializzazione a disposizione di tutti gli alunni, giovani e adulti, italiani e stranieri, aprendo sempre di più le scuole al pomeriggio e ampliando l’offerta di attività didattiche, culturali e sportive.

Proprio per sottolineare la funzione indispensabile della scuola per la nostra democrazia e per la convivenza civile, abbiamo scelto di convocare all’inizio di novembre gli Stati generali della scuola del Mezzogiorno a Castelvolturno, uno dei luoghi in cui più difficile è la sfida dell’integrazione tra culture.

Le prime risposte

A.B.
14-10-2008 | 12:36
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@ Kevin, Franco Tambaro, Giuseppe Formisano e gli altri che hanno posto domande sull’emergenza rifiuti.

Siamo usciti dalla fase acuta dell’emergenza, e  questo è il frutto di una forte e positiva collaborazione tra tutte le istituzioni. Ma il cammino che ci aspetta è ancora molto impegnativo. Bisogna realizzare i termovalorizzatori, aprire le discariche previste dalla legge e incrementare di molto la raccolta differenziata. Come regione, solo in questi ultimi mesi, abbiamo investito 400 milioni di euro per i termovalorizzatori di Acerra e Salerno, oltre che per sostenere i comuni nella realizzazione della raccolta differenziata. C’è voglia di collaborare, da parte di tutti gli attori coinvolti, indipendentemente dal colore politico. E’ un bene che sia così, perché lavorare assieme – governo nazionale, regione, province, comuni, associazioni, forze sindacali e imprenditoriali, cittadini – è l’unica strada possibile per uscire strutturalmente dalla crisi.

Quanto ai fatti di Pianura, che alcuni di voi richiamano nelle loro domande, io penso che rappresentino uno spaccato preciso, una fotografia fedele di quanto è accaduto in un passato recente. Un groviglio di preoccupazioni legittime, paure ingiustificate, meschini interessi politici ed elettorali. E poi ancora speculazione economica, camorra, teppismo e irresponsabilità. Un groviglio che ha fatto impazzire il sistema dei rapporti istituzionali e della società civile per tanti anni. Mentre si lavora per dare un futuro sempre più sostenibile ai  nostri territori, è giusto che venga fatta piena luce su quanto è accaduto, sull’intreccio tra buona fede e torbidi interessi, sia a Pianura sia in altre parti del territorio.

@Salvatore Storace e i tanti che si interrogano su problemi e prospettive di Bagnoli.

La riconversione di Bagnoli va avanti, nonostante ritardi e le difficoltà.  L’ultimo passo l’abbiamo compiuto poche settimane fa, quando con la Provincia, il Comune, la Camera di Commercio e Bagnolifutura abbiamo avviato la realizzazione di un Polo Tecnologico dell’Ambiente nell’area di Bagnoli – Coroglio, un parco che sorgerà su un’area di 97mila metri quadrati e ospiterà insediamenti leggeri ed eco compatibili nei settori della ricerca e dei servizi, con particolare riguardo alle attività innovative in campo ambientale. Il Polo sarà realizzato e gestito da una società consortile tra la Camera di Commercio e la Bagnolifutura e ospiterà 80/100 aziende, con l’impiego di 600/800 nuovi addetti.

E’ solo l’ultimo passo importante compiuto in direzione di quella nuova Bagnoli a cui stiamo lavorando su più fronti, perché diventi realtà in tempi ragionevoli. Oggi nell’area ex Italsider sono in attività tre cantieri. Quello della Porta del Parco, per il Centro Integrato per i Servizi al Turismo dedicato al benessere e all’intrattenimento; il Parco dello Sport, un polo sportivo di 35 ettari con una pista ciclabile di 3,2 km; l’Acquario Tematico e Centro Espositivo del Mare, ubicato in uno dei 16 siti di archeologia industriale. Per tutti e tre la consegna è prevista entro pochi mesi. In queste settimane si sta inoltre avviando la progettazione definitiva del primo lotto del Parco Urbano, che complessivamente si sviluppa su una superficie di circa 160 ettari e prevede aree a verde e attrezzate per spettacoli ed eventi all’aperto. Sarà il tessuto connettivo tra la spiaggia, la nuova darsena, il Parco dello Sport, Città della Scienza e la zona dell’archeologia industriale.

Per avviare questi progetti, aprire i cantieri e far procedere i lavori con ritmi soddisfacenti la Regione sta lavorando intensamente con i partner istituzionali. Sosteniamo l’impegno del Comune e di Bagnoli Futura con investimenti impegnativi. Finora abbiamo stanziato circa 80 milioni di euro per i i cantieri aperti e in via di apertura, ricorrendo a fondi europei di “Agenda Duemila” e a risorse dell’assessorato regionale al Turismo. A questi fondi si aggiungono altri 15 milioni di euro di risorse europee che la Regione ha stanziato attraverso il  Commissariato di Governo per l’emergenza bonifiche nell’ambito dell’Accordo di Programma per il completamento della bonifica di Bagnoli.

Per i prossimi anni la scelta decisiva è stato quella di inserire la riqualificazione di Bagnoli tra i Grandi Progetti che la Commissione Europea ha approvato nell’ambito del Programma Operativo FESR (Fondo Europeo per lo sviluppo Regionale), su cui concentreremo il 40% del totale delle risorse disponibili. Questo significa che la riqualificazione e riconversione dell’ex area Italsider di Bagnoli – Coroglio potrà accelerare con la realizzazione di interventi di rilevanti dimensioni finanziarie nell’ambito dell’area circoscritta all’ex complesso industriale, con la creazione di nuove strutture di tipo turistico-sportivo-ricettivo e commerciali.

@ TILLJ che ci ha inviato suggerimenti e domande – tra gli argomenti – sul metrò e sul trasporto locale a Napoli.

Nella lunga domanda di Tillj ci sono tante cose diverse. Il senso mi sembra che vi sono zone collegate benissimo e altre no. Tra pochi anni  invece Napoli sarà collegata tutta e per intero al suo interno. Anche Capodimonte.
In questi anni anni abbiamo compiuto uno sforzo enorme.  Complessivamente, per il sistema ferroviario di Napoli, dal 2000 a oggi sono stati assegnati 4 miliardi di euro, di cui il 45% (1,8 miliardi) di fondi regionali. Di questi, sono stati già spesi 1,9 miliardi di euro.
Sono stati aperti al pubblico 23,5 km di binari e 16 nuove stazioni. Sono state riqualificate altre 9 stazioni. Sono in corso cantieri per ulteriori 22,9 km di rete e 24 stazioni tra nuove e riqualificate, per un investimento complessivo di 2,7 miliardi.

Nel periodo 2008-2015 nel capoluogo apriranno al pubblico altri 32,6 km di binari, 28 stazioni nuove e 7 riqualificate. Nei prossimi due anni saranno completate: la stazione di Montesanto di Cumana e Circumflegrea (linee 5-7), completamente rinnovata; la variante Napoli-Caserta delle Ferrovie dello Stato, che consentirà anche a chi proviene da Caserta di entrare direttamente nella linea 2 con la possibilità di scendere a ognuna delle sue fermate; la riqualificazione architettonica delle stazioni Madonnelle, S. Giovanni e Bartolo Longo della Circumvesuviana (linee 3 e 4), e di S. Giovanni-Barra della linea 2; il raddoppio della Circumflegrea (linea 7) nel tratto Soccavo-Traiano-Pianura.

A completamento del progetto (2015), la città di Napoli potrà contare su 118 km di rete (+90% rispetto al 2000) e 84 stazioni (+ 110%), per un investimento complessivo di 4,9 miliardi di euro.

Un’opera pubblica che non ha eguali in Italia.
Basti pensare che nello stesso periodo 2000-2007 in cui a Napoli sono stati completati 23,5 km, a Roma sono stati aperti appena 2 km di metropolitana, e a Milano 14,4 km tra metropolitana e linee ferroviarie nazionali e regionali. Anche a livello europeo, grazie al progetto in corso, Napoli raggiungerà i primi posti per dotazione ferroviaria rispetto al numero di abitanti: nel 2015, per ogni napoletano ci saranno 0,11 km di binari, rispetto agli 0,06 km su cui può contare oggi ogni londinese, agli 0,10 km per ogni parigino, agli 0,04 per ogni berlinese e agli 0,076 per ogni madrileno. In definitiva, il 60 per cento dei napoletani abiterà a non più di mezzo chilometro da una delle stazioni del sistema. Infine, vorrei sottolineare come negli ultimi due anni il governo nazionale ha concesso, per la metropolitana ,245 milioni di euro, mentre la Regione ha stanziato 1 miliardo di euro.

@ Eugenio Lucente e gli altri che ci chiedono un approfondimento sullo sviluppo economico della provincia di Caserta.

L’economia casertana ha vissuto  una grande e per molti versi drammatica  trasformazione. Una lunga fase di dismissioni che hanno coinvolto i settori dell’elettronica e delle telecomunicazioni su cui, per tanto tempo, si era fondato lo sviluppo di Terra di lavoro. Nelle ultime settimane inoltre, la strage di Castelvolturno ha portato sotto gli occhi di tutto il Paese le difficoltà e la situazione di disagio in cui sono costretti a vivere tanti abitanti – italiani e immigrati – di quest’area del casertano.

Accanto ai problemi, dobbiamo avere chiari però anche le potenzialità e gli aspetti positivi. E su questi che occorre fare leva e insistere. Partiamo dallo sviluppo: Terra di Lavoro è caratterizzata da un’attrazione localizzativa molto forte, pari a circa il 24%: un indice sensibilmente superiore al dato medio della Campania, attestato poco al di sopra del 20%. Anche dalle esportazioni arrivano notizie positive, soprattutto sul fronte agroalimentare: attualmente circa il 18% del valore aggiunto provinciale proviene dai mercati internazionali. Nei  poli di eccellenza casertani  -  Polo della Qualità, al Tarì – si concentra la creatività, la commercializzazione e la promozione dei prodotti campani. Una delle più importanti novità è rappresentata dall’ Università. Grazie alla quale abbiamo potuto rafforzare la spinta alle sfide della qualità e dell’innovazione tecnologica.

La parola chiave è fare squadra. Massima collaborazione, sinergia e concertazione per costruire nella provincia di Caserta un articolato sistema di sviluppo, che trovi i suoi punti di forza nel turismo, nella rete infrastrutturale, nel “made in Campania”, nella ricerca e innovazione, in un intelligente sfruttamento degli enormi giacimenti culturali.

In questa direzione vanno alcune importanti novità: la creazione di una rete di alberghi, ultimi il Crown Plaza di Caserta e l’Holiday Inn Resort di Castevolturno, accanto al quale è sorto uno dei più bei campi da golf di tutta Italia. I notevoli investimenti fatti per il Distretto del Lusso, tra Tarì e Polo della Qualità. Le importanti novità che riguardano l’aeroporto di Grazzanise.

Pieno recupero della legalità in tutta la provincia di Caserta, iniziative e servizi di welfare strutturati, rafforzamento delle filiere produttive, del sistema della pmi, del turismo e dell’agroalimentare.  E’ questa la strada giusta da seguire  perché Terra di lavoro possa recuperare la centralità che le spetta nell’economia della Campania e del Mezzogiorno.