@ Kevin, Franco Tambaro, Giuseppe Formisano e gli altri che hanno posto domande sull’emergenza rifiuti.
Siamo usciti dalla fase acuta dell’emergenza, e questo è il frutto di una forte e positiva collaborazione tra tutte le istituzioni. Ma il cammino che ci aspetta è ancora molto impegnativo. Bisogna realizzare i termovalorizzatori, aprire le discariche previste dalla legge e incrementare di molto la raccolta differenziata. Come regione, solo in questi ultimi mesi, abbiamo investito 400 milioni di euro per i termovalorizzatori di Acerra e Salerno, oltre che per sostenere i comuni nella realizzazione della raccolta differenziata. C’è voglia di collaborare, da parte di tutti gli attori coinvolti, indipendentemente dal colore politico. E’ un bene che sia così, perché lavorare assieme – governo nazionale, regione, province, comuni, associazioni, forze sindacali e imprenditoriali, cittadini – è l’unica strada possibile per uscire strutturalmente dalla crisi.
Quanto ai fatti di Pianura, che alcuni di voi richiamano nelle loro domande, io penso che rappresentino uno spaccato preciso, una fotografia fedele di quanto è accaduto in un passato recente. Un groviglio di preoccupazioni legittime, paure ingiustificate, meschini interessi politici ed elettorali. E poi ancora speculazione economica, camorra, teppismo e irresponsabilità. Un groviglio che ha fatto impazzire il sistema dei rapporti istituzionali e della società civile per tanti anni. Mentre si lavora per dare un futuro sempre più sostenibile ai nostri territori, è giusto che venga fatta piena luce su quanto è accaduto, sull’intreccio tra buona fede e torbidi interessi, sia a Pianura sia in altre parti del territorio.
@Salvatore Storace e i tanti che si interrogano su problemi e prospettive di Bagnoli.
La riconversione di Bagnoli va avanti, nonostante ritardi e le difficoltà. L’ultimo passo l’abbiamo compiuto poche settimane fa, quando con la Provincia, il Comune, la Camera di Commercio e Bagnolifutura abbiamo avviato la realizzazione di un Polo Tecnologico dell’Ambiente nell’area di Bagnoli – Coroglio, un parco che sorgerà su un’area di 97mila metri quadrati e ospiterà insediamenti leggeri ed eco compatibili nei settori della ricerca e dei servizi, con particolare riguardo alle attività innovative in campo ambientale. Il Polo sarà realizzato e gestito da una società consortile tra la Camera di Commercio e la Bagnolifutura e ospiterà 80/100 aziende, con l’impiego di 600/800 nuovi addetti.
E’ solo l’ultimo passo importante compiuto in direzione di quella nuova Bagnoli a cui stiamo lavorando su più fronti, perché diventi realtà in tempi ragionevoli. Oggi nell’area ex Italsider sono in attività tre cantieri. Quello della Porta del Parco, per il Centro Integrato per i Servizi al Turismo dedicato al benessere e all’intrattenimento; il Parco dello Sport, un polo sportivo di 35 ettari con una pista ciclabile di 3,2 km; l’Acquario Tematico e Centro Espositivo del Mare, ubicato in uno dei 16 siti di archeologia industriale. Per tutti e tre la consegna è prevista entro pochi mesi. In queste settimane si sta inoltre avviando la progettazione definitiva del primo lotto del Parco Urbano, che complessivamente si sviluppa su una superficie di circa 160 ettari e prevede aree a verde e attrezzate per spettacoli ed eventi all’aperto. Sarà il tessuto connettivo tra la spiaggia, la nuova darsena, il Parco dello Sport, Città della Scienza e la zona dell’archeologia industriale.
Per avviare questi progetti, aprire i cantieri e far procedere i lavori con ritmi soddisfacenti la Regione sta lavorando intensamente con i partner istituzionali. Sosteniamo l’impegno del Comune e di Bagnoli Futura con investimenti impegnativi. Finora abbiamo stanziato circa 80 milioni di euro per i i cantieri aperti e in via di apertura, ricorrendo a fondi europei di “Agenda Duemila” e a risorse dell’assessorato regionale al Turismo. A questi fondi si aggiungono altri 15 milioni di euro di risorse europee che la Regione ha stanziato attraverso il Commissariato di Governo per l’emergenza bonifiche nell’ambito dell’Accordo di Programma per il completamento della bonifica di Bagnoli.
Per i prossimi anni la scelta decisiva è stato quella di inserire la riqualificazione di Bagnoli tra i Grandi Progetti che la Commissione Europea ha approvato nell’ambito del Programma Operativo FESR (Fondo Europeo per lo sviluppo Regionale), su cui concentreremo il 40% del totale delle risorse disponibili. Questo significa che la riqualificazione e riconversione dell’ex area Italsider di Bagnoli – Coroglio potrà accelerare con la realizzazione di interventi di rilevanti dimensioni finanziarie nell’ambito dell’area circoscritta all’ex complesso industriale, con la creazione di nuove strutture di tipo turistico-sportivo-ricettivo e commerciali.
@ TILLJ che ci ha inviato suggerimenti e domande – tra gli argomenti – sul metrò e sul trasporto locale a Napoli.
Nella lunga domanda di Tillj ci sono tante cose diverse. Il senso mi sembra che vi sono zone collegate benissimo e altre no. Tra pochi anni invece Napoli sarà collegata tutta e per intero al suo interno. Anche Capodimonte.
In questi anni anni abbiamo compiuto uno sforzo enorme. Complessivamente, per il sistema ferroviario di Napoli, dal 2000 a oggi sono stati assegnati 4 miliardi di euro, di cui il 45% (1,8 miliardi) di fondi regionali. Di questi, sono stati già spesi 1,9 miliardi di euro.
Sono stati aperti al pubblico 23,5 km di binari e 16 nuove stazioni. Sono state riqualificate altre 9 stazioni. Sono in corso cantieri per ulteriori 22,9 km di rete e 24 stazioni tra nuove e riqualificate, per un investimento complessivo di 2,7 miliardi.
Nel periodo 2008-2015 nel capoluogo apriranno al pubblico altri 32,6 km di binari, 28 stazioni nuove e 7 riqualificate. Nei prossimi due anni saranno completate: la stazione di Montesanto di Cumana e Circumflegrea (linee 5-7), completamente rinnovata; la variante Napoli-Caserta delle Ferrovie dello Stato, che consentirà anche a chi proviene da Caserta di entrare direttamente nella linea 2 con la possibilità di scendere a ognuna delle sue fermate; la riqualificazione architettonica delle stazioni Madonnelle, S. Giovanni e Bartolo Longo della Circumvesuviana (linee 3 e 4), e di S. Giovanni-Barra della linea 2; il raddoppio della Circumflegrea (linea 7) nel tratto Soccavo-Traiano-Pianura.
A completamento del progetto (2015), la città di Napoli potrà contare su 118 km di rete (+90% rispetto al 2000) e 84 stazioni (+ 110%), per un investimento complessivo di 4,9 miliardi di euro.
Un’opera pubblica che non ha eguali in Italia.
Basti pensare che nello stesso periodo 2000-2007 in cui a Napoli sono stati completati 23,5 km, a Roma sono stati aperti appena 2 km di metropolitana, e a Milano 14,4 km tra metropolitana e linee ferroviarie nazionali e regionali. Anche a livello europeo, grazie al progetto in corso, Napoli raggiungerà i primi posti per dotazione ferroviaria rispetto al numero di abitanti: nel 2015, per ogni napoletano ci saranno 0,11 km di binari, rispetto agli 0,06 km su cui può contare oggi ogni londinese, agli 0,10 km per ogni parigino, agli 0,04 per ogni berlinese e agli 0,076 per ogni madrileno. In definitiva, il 60 per cento dei napoletani abiterà a non più di mezzo chilometro da una delle stazioni del sistema. Infine, vorrei sottolineare come negli ultimi due anni il governo nazionale ha concesso, per la metropolitana ,245 milioni di euro, mentre la Regione ha stanziato 1 miliardo di euro.
@ Eugenio Lucente e gli altri che ci chiedono un approfondimento sullo sviluppo economico della provincia di Caserta.
L’economia casertana ha vissuto una grande e per molti versi drammatica trasformazione. Una lunga fase di dismissioni che hanno coinvolto i settori dell’elettronica e delle telecomunicazioni su cui, per tanto tempo, si era fondato lo sviluppo di Terra di lavoro. Nelle ultime settimane inoltre, la strage di Castelvolturno ha portato sotto gli occhi di tutto il Paese le difficoltà e la situazione di disagio in cui sono costretti a vivere tanti abitanti – italiani e immigrati – di quest’area del casertano.
Accanto ai problemi, dobbiamo avere chiari però anche le potenzialità e gli aspetti positivi. E su questi che occorre fare leva e insistere. Partiamo dallo sviluppo: Terra di Lavoro è caratterizzata da un’attrazione localizzativa molto forte, pari a circa il 24%: un indice sensibilmente superiore al dato medio della Campania, attestato poco al di sopra del 20%. Anche dalle esportazioni arrivano notizie positive, soprattutto sul fronte agroalimentare: attualmente circa il 18% del valore aggiunto provinciale proviene dai mercati internazionali. Nei poli di eccellenza casertani - Polo della Qualità, al Tarì – si concentra la creatività, la commercializzazione e la promozione dei prodotti campani. Una delle più importanti novità è rappresentata dall’ Università. Grazie alla quale abbiamo potuto rafforzare la spinta alle sfide della qualità e dell’innovazione tecnologica.
La parola chiave è fare squadra. Massima collaborazione, sinergia e concertazione per costruire nella provincia di Caserta un articolato sistema di sviluppo, che trovi i suoi punti di forza nel turismo, nella rete infrastrutturale, nel “made in Campania”, nella ricerca e innovazione, in un intelligente sfruttamento degli enormi giacimenti culturali.
In questa direzione vanno alcune importanti novità: la creazione di una rete di alberghi, ultimi il Crown Plaza di Caserta e l’Holiday Inn Resort di Castevolturno, accanto al quale è sorto uno dei più bei campi da golf di tutta Italia. I notevoli investimenti fatti per il Distretto del Lusso, tra Tarì e Polo della Qualità. Le importanti novità che riguardano l’aeroporto di Grazzanise.
Pieno recupero della legalità in tutta la provincia di Caserta, iniziative e servizi di welfare strutturati, rafforzamento delle filiere produttive, del sistema della pmi, del turismo e dell’agroalimentare. E’ questa la strada giusta da seguire perché Terra di lavoro possa recuperare la centralità che le spetta nell’economia della Campania e del Mezzogiorno.