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18-11-2009 | 11:28
di Paolo Brescia
Perchè si parla solo di Casamicciola che ha prodotto solo un morto ed è stato decretato lo stato di calamità stanziando 1 milione di euro, mentre le strade di Napoli fanno molte più vittime all’anno e soprattutto feriti gravissimi? Leggi tutto »
A.B.
11-11-2009 | 17:39
La frana di Casamicciola e, prima ancora, il disastro di Messina
ripropongono il grande e grave tema della difesa del suolo e della
sicurezza del territorio.
Stime prudenziali indicano in almeno 3 miliardi di euro il fabbisogno
di risorse per mitigare tali rischi. A fronte di tale dato, la Regione
in questi anni ha potuto impiegare non oltre 700 milioni di euro
dovendo affrontare emergenze quali la frana di Montaguto, la più
imponente del nostro paese con i suoi 12 milioni di metri cubi di
argilla che incombono sulle connessioni stradali e ferroviarie al
confine con la Puglia, o il tendenziale dissolvimento dello
straordinario Arco di Palinuro sulla costa del Cilento.
La questione va, comunque, ben oltre la Campania. Non si può
dimenticare, ad esempio, il rapporto del 2000 dell’Autorità di Bacino
del Po che, dopo i disastri valtellinesi in Lombardia e le esondazioni
nell’alessandrino in Piemonte, stimava in 14mila miliardi di vecchie
lire (in euro circa 7 miliardi, pari ai costi per l’eventuale
realizzazione del ponte sullo Stretto), l’impegno necessario per
eliminare fenomeni di dissesto in tutta l’area padana in grado di
mettere a rischio l’incolumità di tanti cittadini.
Per lo sviluppo sostenibile – che è l’unico percorribile – del nostro
straordinario paese è dunque necessaria una politica strutturale, nel
medio-lungo periodo, di manutenzione del territorio.
Manutenzione non significa l’opera indefessa di squadre di manovali
muniti di vanghe e picconi. Oggi manutenzione significa conoscenza e
controllo degli effetti dell’antropizzazione, progetto e gestione di
riqualificazione della nostra costa, controllo del territorio, ricerca
e applicazione delle nuove tecnologie.
Preoccupa che, mentre una tale sfida è stata ben colta dagli Stati
Uniti di Obama e dall’Unione Europea, il nostro bilancio dello Stato
per il 2009 preveda non più di 200 milioni di euro per le Regioni nel
contrasto al dissesto. Alla Campania sono stati assegnati appena 8
milioni di euro.
È allora importante che si negozi con Bruxelles la possibilità di
estendere anche alla manutenzione territoriale l’utilizzo dei fondi
strutturali a cui l’Italia potrà accedere nei prossimi anni.
La negoziazione con Bruxelles può essere un grande passo in avanti nel
reperimento delle risorse necessarie, ma è chiaro che va inserita nel
quadro di una programmazione decennale su scala nazionale a cui
debbono concorrere, dando il loro contributo, tutte le istituzioni
coinvolte: Governo, Parlamento, Regioni ed enti locali. La difesa e la
messa in sicurezza del territorio è una priorità nazionale e tutti
dobbiamo fare la nostra parte, muovendoci nella stessa direzione.