Cosentino, il Pd e la moralità pelosa

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12-02-2009 | 13:25
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di Lino D’Antonio

Ho letto un po’ di giorni fa che in Parlamento è stata bocciata la mozione contro il sottosegretario Cosentino, di Forza Italia, nonché responsabile del suo partito in Campania, accusato di organicità alla camorra da ben sei pentiti casalesi e indagato per reato di camorra dalla Dda di Napoli. Le sue dimissioni erano state richieste tramite la suddetta mozione e con la seguente motivazione: “Lede gravemente non solo il prestigio del governo, ma anche la dignità del Paese”. Leggi tutto »

Comunque una tragedia

A.B.
04-02-2009 | 16:59
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L’omicidio di Castellammare è in ogni caso una grande tragedia. E’ davvero un fatto terribile che un uomo, un consigliere comunale venga ucciso in un agguato camorrista, con killer che sparano tanti colpi in pieno giorno, ed in presenza per di più di un ragazzo di tredici anni.

Si ripropone con drammatica forza il grande e tuttora irrisolto tema del controllo del territorio in tante e difficili realtà, come a Castellammare dove pure in questi anni sono stati fatti tanti sforzi per contrastare e ridurre il peso della camorra. Più risorse e più mezzi per le forze dell’ordine e per la Magistratura. Per il Governo e per il Parlamento questa è un’assoluta priorità.
E’ questa la strada maestra, assieme alle politiche di sviluppo e di crescita culturale e civile, per combattere la criminalità organizzata.

Al fianco di Radio Onda Pazza

A.B.
22-01-2009 | 18:58
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Oggi la stampa napoletana ha dato spazio alle difficoltà di Radio Onda Pazza, la webradio anticamorra di San Giovanni a Teduccio, che corre seriamente il rischio di chiudere i battenti. E’ un’iniziativa che seguo con attenzione fin dall’inizio. L’ultimo incontro con Michele, presidente dell’Arci di San Giovanni, risale a pochi giorni fa. Avevamo parlato delle difficoltà del progetto e individuato prime soluzioni per aiutarlo a decollare. Dopo aver saputo della situazione critica, mi sono attivato per trovare un percorso che dia respiro al progetto. Per prima cosa abbiamo verificato che il finanziamento di 7000 euro assegnato dalla Regione potrà essere sbloccato entro la fine del mese (come nel caso di tante altre associazioni, imprese ed enti le difficoltà nascono dai vincoli del patto di stabilità e dalla necessità di attendere la formazione del bilancio).

Oltre a questo, per dare una prospettiva più ampia al progetto, abbiamo individuato due importanti fronti di collaborazione: in sinergia con la Regione e con Libera, Radio Onda Pazza sarà la “radio ufficiale” della prossima Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che si svolgerà il prossimo marzo in Campania, con due manifestazioni a Casal di Principe e a Napoli, che accoglieranno partecipanti da tutta Italia. Questo significa che sosterremo la radio nell’ambito della mobilitazione per questo momento così importante. Con la Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’Infanzia i ragazzi di Radio Onda Pazza contribuiranno alla realizzazione di corsi di informatica e multimedialità dedicati dalla Fondazione ai bambini di San Giovanni. Questo impegno consentirà loro di ricevere ulteriore sostegno finanziario per le loro attività. Radio Onda Pazza non deve chiudere, ma crescere, diventare sempre di più la voce di San Giovanni a Teduccio, la vera San Giovanni, onesta e concreta, che testimonia ogni giorno il suo impegno per la legalità, per la solidarietà e la convivenza civile.

Credere nei giovani

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29-12-2008 | 19:51
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di Radio Onda Pazza

Noi ragazzi di Radio Onda Pazza volevamo ringraziarla pubblicamente per la vicinanza e l’interesse che dimostra nei nostri confronti e del nostro territorio. Da anni facciamo appelli per essere supportati e aiutati nel portare avanti le nostre iniziative per i giovani del quartiere e contro la camorra, nessuno ci ha mai risposto. Lei è l’unico che ha creduto e crede in noi. Grazie ancora.
I ragazzi e le ragazze di Radio Onda Pazza

Sostengo Saviano, ma controcorrente

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29-12-2008 | 19:06
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di Lino D’Antonio 

Vorrei iniziare il 2009 con l’auspicio che la politica possa dissuadere se stessa dalla continua suggestione mediatica e da dichiarazioni enfatiche e di effetto, di cui spesso non si valutano a fondo le contraddizioni, i limiti ed i pericoli. Confesso di non essere tra i sostenitori totali di Roberto Saviano. Ne ho rispetto. Seguo con trepidazione la sua vicenda umana, nell’attesa che possano cessare del tutto le minacce nei suoi confronti da parte delle organizzazioni malavitose. Cosa che gli permetterebbe alla fine, un vivere normale, consono ad un giovane della sua età. Leggi tutto »

Bassolino a El Pais

Redazione
11-11-2008 | 14:25
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Vi proponiamo un’intervista al Presidente della Regione Campania pubblicata ieri dal quotidiano spagnolo “El Pais“. Il titolo è Para acabar con la camorra hace falta una rebelión popular (“Per finirla con la camorra c’è bisogno di una ribellione popolare”).   TRADUZIONE ITALIANA 

 

La legalità è la prima condizione per lo sviluppo

A.B.
21-06-2008 | 18:46
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In queste ore sono iniziate le attività della Casa don Diana a Casal di Principe. La dimora blindata di un boss del clan dei Casalesi, dove la giunta regionale si è riunita circa un mese fa, è diventata un centro di accoglienza e recupero per minori che vivono situazioni di disagio sociale. La casa ospita già i primi bambini, e tutti i posti disponibili saranno occupati nel giro di un mese. La settimana prossima invece, a San Cipriano D’Aversa, saranno ultimati i lavori di un altro bene confiscato ai Casalesi, e precisamente al boss Antonio Basco, condannato nell’appello del processo Spartacus a oltre vent’anni di reclusione. Grazie al supporto della Regione, la ex proprietà di Basco diventerà presto un centro sociale e un laboratorio per persone che soffrono di problematiche mentali. Infine, nei prossimi giorni, torneremo a Casal di Principe per inaugurare il Teatro della Legalità, una struttura appartenuta proprio al temibile Sandokan che vogliamo far diventare un centro di formazione culturale e teatrale per i tanti giovani della zona. Si tratta di un evento importante, dal grande valore simbolico, un segno tangibile dei risultati che lo Stato sta ottenendo nella sua battaglia per la legalità. Il processo Spartacus, nei scorsi giorni, ha riportato ancora una volta l’attenzione nazionale sugli sporchi affari dei camorristi. Adesso bisogna andare avanti, e combattere su tutti i fronti la criminalità organizzata, colpendo le sue attività  criminali e portando alla luce i suoi lucrosi e smisurati interessi economici. Avere a cuore il Mezzogiorno oggi significa creare le condizioni affinché ci sia vero sviluppo, e la prima di queste condizioni si chiama legalità. E noi siamo impegnati giorno per giorno su questo fronte, insieme a tanti cittadini e a tutte le forze sane della nostra regione.

Quella testimonianza al processo Spartacus

A.B.
19-06-2008 | 17:52
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Appena ho saputo la notizia della conferma degli ergastoli ai boss del clan dei Casalesi, mi è tornata alla mente una fredda giornata di 7 anni fa. Era il 10 dicembre 2001, quando i pm del processo Spartacus mi convocarono come teste davanti ai giudici della corte d’assise di Santa Maria Capua Vetere per raccontare un episodio che era accaduto dieci anni prima. Il 25 aprile 1992 infatti ero andato nella sezione del Pci di Casal di Principe per intervenire ad un’assemblea. A un certo punto, irruppe nella stanza il capostipite del potente clan Zagaria, che iniziò a lanciare invettive e minacce contro di me e noi del Pci, colpevoli di “disonorare il paese” solo perché denunciavamo i loschi interessi dei clan. Proprio questo raccontai ai giudici in aula. Ricordo che, mentre parlavo, mi colpirono la protervia e l’arroganza degli imputati, del tutto simile a quella mostrata da Zagaria. Oggi provo una grande soddisfazione nel vedere che, con la conferma di ben 16 ergastoli, lo Stato ha inflitto la giusta punizione a un clan che, insieme a tanti altri affari sporchi, ha giocato un ruolo chiave nel favorire lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e pericolosi dal nord verso la Campania. E’ davvero una bella giornata per la giustizia e la legalità. Certo, la strada è ancora lunga, ma risultati come questo ci confermano che in Campania esiste un tessuto sociale, culturale e politico fatto di giovani, associazioni, magistrati, giornalisti, registi, uomini delle istituzioni, che può infierire tanti altri colpi decisivi alla criminalità per far avanzare sempre più la legalità e la democrazia.

Non dare tregua ai Casalesi

A.B.
03-06-2008 | 17:44
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- 2 maggio: ucciso a Castelvolturno Umberto Bidognetti, padre del pentito Domenico.
- 14 maggio: bruciata a Santa Maria Capua Vetere la fabbrica di Pietro Russo, imprenditore antiracket della zona.
- 16 maggio: Domenico Naddeo, collaboratore di giustizia, ucciso a Baia Verde di Castelvolturno. Nello stesso giorno e sempre a Castelvolturno, viene ucciso Domenico Noviello, imprenditore che aveva denunciato il racket.
- 30 maggio tentata esecuzione di Francesca Carrino, nipote di una collaboratrice di giustizia legata al boss Francesco Bidognetti.

E’ un bollettino di guerra, a cui si aggiungono – negli stessi giorni – nuove minacce nei confronti di magistrati come Raffaele Cantone, giornalisti come Rosaria Capacchione, scrittori come Roberto Saviano e le devastazioni di alcuni beni confiscati, a Casal Di Principe e a Pignataro Maggiore. Domenica, infine, l’omicidio Orsi.

Una settimana fa, su questo blog, avevo invitato a non abbassare la guardia di fronte ai clan dei Casalesi che reagiscono contro il tentativo dello Stato di espugnare roccaforti prima ritenute inattaccabili. Qualcuno, qui sul blog, ci aveva accusato di andare fuori tema, di usare pretesti per non parlare di rifiuti… Purtroppo, invece, il tema è anche e soprattutto questo. Bisogna parlare, discutere, riflettere, anche in modo critico, su come contrastare la criminalità organizzata. Da fine 2006, la camorra, nelle province di Caserta e di Napoli, ha ricevuto colpi, talvolta anche molto duri. Arresti, sequestri, confische di beni, smantellamento di piazze di spaccio, nuove indagini sugli intrecci tra criminalità e politica. La recrudescenza di questi giorni ci spiega chiaramente che, se da un lato l’azione di magistratura e forze dell’ordine sta facendo saltare i nervi ai clan, dall’altro il potere camorristico  è ancora molto forte e gli strumenti per contrastarlo, spesso, inadeguati. Penso all’incertezza della pena, ai programmi di protezione per i collaboratori di giustizia, alla lentezza dei processi, alle lungaggini per il riutilizzo dei beni confiscati – un tema, questo, a cui il nuovo Guardasigilli ha dedicato uno dei suoi primi provvedimenti. In questo senso l’attivazione immediata di una task force della polizia a Casal di Principe è un segnale positivo. Contro i clan dei Casalesi è decisivo fare un salto di qualità e mettere in campo – come nei momenti migliori di lotta alla mafia e ai suoi capi – tutte le energie dello Stato.

I “signori della guerra” di casa nostra

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30-05-2008 | 20:31
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di Francesco Gianpaolo

Il 2 luglio 1993 alcuni reparti italiani impegnati nella missione di pace in Somalia stavano svolgendo un rastrellamento a Mogadiscio alla ricerca di armi. La missione era delicata, ma importante per portare la pace nella zona. Ad un certo punto in una zona denominata “CHECK POINT PASTA” le milizie dei ” signori della guerra” con l’ausilio della popolazione civile, facendosi vigliaccamente scudo con donne e bambini, attaccarono le nostre truppe di pace. Queste ultime pur avendo le armi per difendersi dovettero subire gravi perdite per non colpire donne e bambini. La trama è la stessa degli eventi che si sono verificati nella nostra Somalia che si chiama Napoli, e specificamente Chiaiano, Marano , Mugnano, Calvizzano. Leggi tutto »

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