Oggi il governo è stato battuto alla Camera, dove una mozione del Pd sullo sviluppo del Sud ha ottenuto la maggioranza dei consensi. In particolare, la mozione impegna l’esecutivo a dare vita a un programma concreto di rilancio del tessuto produttivo del mezzogiorno, reintegrando i 35 miliardi di fondi FAS dirottati per altri scopi e verso altre aree del Paese e ripristinando meccanismi di fiscalità di sviluppo quali il credito d’imposta. Il governo ha dato parere negativo, ma l’aula ha approvato la mozione con i voti dell’opposizione e grazie al sostegno delle altre forze meridionaliste presenti in Parlamento, come l’Mpa di Lombardo. E’ un fatto politicamente rilevante.

La scorsa estate, il governo sembrava lì lì per lanciare un grande piano di investimenti per il Sud. C’erano contatti continui tra Berlusconi, Tremonti e gli altri ministri. Noi stessi avevamo dato piena disponibilità a fare la nostra parte. Lo sviluppo del Sud in quei giorni era diventato un tema nazionale, si parlava di una cabina di regia, di project financing, di fondi Fas per le grandi opere. Quel piano non è mai partito. I fondi per lo sviluppo del Sud sono stati destinati altrove e quelli dovuti alla Campania sono tuttora bloccati. Su alcune questioni siamo andati avanti da soli, attivando per esempio il credito d’imposta regionale e integrando il reddito dei lavoratori delle aziende in crisi.

E’ persino assurdo che si debbano presentare mozioni per richiamare l’attenzione dell’esecutivo sullo sviluppo del Sud, un tema su cui dovrebbe confluire l’impegno bipartisan di tutte le forze parlamentari. Davvero serve una grande alleanza meridionalista, bipartisan rispetto agli schieramenti, che sappia portare avanti gli interessi e le idee del mezzogiorno. Come si è visto oggi alla Camera, il Sud può e deve unire le forze per contare di più e tornare ad essere, in modo nuovo e moderno, una grande questione nazionale.