Berlusconi oggi a Milano ha detto che, dopo la Campania, altre regioni potrebbero andare incontro alla crisi dei rifiuti. Il premier ha aggiunto: “in otto mesi abbiamo costruito il termovalorizzatore di Acerra, che non soltanto è importante per la Campania ma che è il prototipo che potremmo ricostruire in Sicilia, in Calabria, nel Lazio, dove fra poco saremo all’emergenza”. Vorrei ricordare, se Berlusconi me lo consente, quanto tempo, fatica e sudore ci è costata la realizzazione del termovalorizzatore di Acerra. Il cantiere fu aperto in mezzo a mille proteste nell’estate del 2004, grazie anche al fermo intervento dell’allora ministro dell’Interno Pisanu.
Poi quante marce di destra e di sinistra, proteste di piazza, processioni, ricorsi e controricorsi al Tar. Gli otto mesi di cui parla il premier sono serviti a completare l’impianto, grazie ai giusti interventi legislativi del suo Governo e grazie anche a 25 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Campania. Sarebbe stato, infatti, semplicemente e tecnicamente impossibile costruire in otto mesi un termovalorizzatore. Leggo con piacere che il premier definisce l’impianto di Acerra come un prototipo da esportare. Quanti guai politici e giudiziari ho passato e sto passando per aver contribuito alla realizzazione dell’impianto.
L’apertura del termovalorizzatore di Acerra è una importante vittoria dello Stato e delle istituzioni democratiche. E’ un segno tangibile che la nostra regione lavora per uscire definitivamente dall’emergenza, dotandosi di un sistema di smaltimento avanzato e rispettoso delle normative ambientali. In questi anni abbiamo affrontato tante difficoltà, spesso in totale solitudine. Ricordo bene l’estate del 2004, i giorni dell’apertura del cantiere, le continue manifestazioni di protesta, i presìdi con i gazebo, gli scontri di piazza, i blocchi dell’autostrada e della linea ferroviaria. In quella fase la comprensibile preoccupazione dei cittadini, le strumentalizzazioni politiche di destra e di sinistra e gli interessi criminali della camorra avevano dato vita a un mix esplosivo che impediva qualunque tipo di soluzione. Il sistema era come impazzito: da un lato il “fronte del no” si batteva per bloccare qualunque passo in avanti, dall’altro lo Stato non riusciva ad attuare le decisioni assunte per uscire dall’emergenza. Quanta preoccupazione, riunioni, incontri, scontri, proposte, per superare le difficoltà.Ci sono volute leggi speciali – come quella che ha equiparato gli impianti di smaltimento ai siti militari – l’impegno di commissari di grande valore come Catenacci, Pansa, De Gennaro, Bertolaso, la determinazione del presidente del Consiglio Berlusconi, il lavoro costante delle istituzioni locali. Ma quei giorni di crisi acuta, dove ogni soluzione sembrava impossibile, oggi sembrano essere superati. Il termovalorizzatore di Acerra, completato grazie anche ai 30 milioni di euro stanziati dalla Regione, è un anello fondamentale dell’intero ciclo di smaltimento integrato. Nel giro di un anno, è stato possibile aprire le prime discariche attrezzate, avviare le procedure per il termovalorizzatore di Salerno – che la Regione finanzia con 75 milioni di fondi europei – mentre tantissimi comuni campani stanno innalzando in modo significativo la percentuale di raccolta differenziata. Secondo gli ultimi dati che arrivano dai capoluoghi, Caserta è passata dal 7 al 40%, Benevento dall’8 al 23%, Avellino dall’8 a oltre il 40%, Napoli dal 13 al 19%, la provincia di Salerno intorno al 35%. Buone notizie arrivano dal fronte dei comuni più piccoli, dove la differenziata in molti casi supera il 50%. Per sostenere questi sforzi la Regione ha finanziato con 100 milioni di euro di fondi europei la realizzazione di 10 impianti di compostaggio su tutto il territorio regionale, con l’obbiettivo di rendere la Campania sempre più autosufficiente nello smaltimento dell’umido.
Termovalorizzatori moderni e sicuri, differenziata, discariche attrezzate. La strada che abbiamo sempre indicato è ora la via su cui convergono tanti che in passato la pensavano diversamente. E’ un segnale positivo. C’è ancora tanto lavoro da fare, diverse difficoltà da superare. Ma l’incremento della differenziata – ormai a livelli di gran lunga superiori rispetto al resto del Mezzogiorno – e l’apertura di Acerra dimostrano all’Italia e al mondo che anche qui con l’impegno dei cittadini e la collaborazione tra le istituzioni si superano i problemi e si costruisce il futuro.
Vorrei tornare a parlare di rifiuti alla vigilia di una nuova visita del presidente Berlusconi. Rispetto al passato, quando tutto sembrava bloccato da veti, paure e proteste, finalmente si intravede una via di uscita. Cosa è cambiato? Per prima cosa va detto che da settimane èin ritirata, a tutti i livelli, il partito del No. Nella Campania dei rifiuti come nel Piemonte dei NO TAV. Nel centrodestra e nel centrosinistra, nella società civile, nelle amministrazioni, nel mondo della cultura e persino nei media che talvolta hanno sostenuto e amplificato localismi e paure irrazionali.
In passato era difficile sostenere la necessità di costruire i termovalorizzatori, di aprire una rete di discariche attrezzate e ben dimensionate, e, assieme, di fare il massimo sforzo per la raccolta differenziata. Io non ho mai smesso di lavorare per questi obiettivi, che ora, finalmente, sono condivisi da un “movimento”, un fronte istituzionale, politico e civile sempre più ampio.
Oggi l’esercito sorveglia gli impianti perché finalmente sono stati riconosciuti come elementi cruciali dell’affermazione dello Stato in Campania. Il difficile lavoro di dialogo con le comunità può procedere senza eccessive strumentalizzazioni politiche e più al riparo da infiltrazioni malavitose.
Prima il Governo con un decreto e ora il Parlamento stanno affrontando il problema del giusto equilibrio tra la rapidità di intervento richiesta dall’emergenza e il doveroso rispetto della complessa normativa ambientale.
Anche la Lega – e gliene va dato atto – parla del problema rifiuti con toni diversi dal passato. Perché ora è al Governo e perché l’apertura di nuovi impianti a Chiaiano e in altre località campane, assieme alla volontà di costruire un termovalorizzatore a Napoli, segnano una più forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle comunità locali.
Restano tante difficoltà ma, da diversi punti di vista, sembra di essere in un altro mondo sia rispetto agli ultimi anni, sia rispetto a quando, da commissario del precedente governo Berlusconi, mi battevo per aprire il cantiere di Acerra, per costruire gli impianti di selezione, per trovare le discariche che servivano. Attenzione però. I segnali positivi non implicano che la soluzione sia a portata di mano. La partita è tutta da giocare e coinvolge tutti, istituzioni, cittadini, imprese, chiesa, associazioni. Dobbiamo giocarla con lungimiranza e buon senso. Per completare il ciclo, è decisivo portare avanti la costruzione dei termovalorizzatori, incrementare la raccolta differenziata e, nell’immediato, contare su una disponibilità di discariche che ci garantiscano una capacità di smaltimento superiore alla produzione regionale, in modo da gestire i flussi anche in presenza di imprevisti e difficoltà inattese. Altrimenti un solo anello di questa grande catena, venendo meno per una qualsiasi ragione, magari anche solo per un giorno, rischia di mettere in crisi l’intero sistema.
Questa è la linea che abbiamo seguito, tra tante difficoltà, in questi anni. Su questa strada intendiamo andare avanti.
RIFIUTI: BERLUSCONI, IN CAMPANIA CALO TURISMO 50-60%
(ANSA) – NAPOLI, 11 GIU – ”In Campania, mi hanno riferito gli operatori turistici, c’e’ un calo delle prenotazioni del 50-60%. Me lo hanno riferito i rappresentanti degli albergatori che ho incontrato stamattina in prefettura e che sono molto preoccupati”. Lo ha detto il premier Berlusconi nel corso della sua conferenza stampa. (ANSA).
50-60% in meno? Questi dati sono del tutto fuori dalla nostra pur difficile realtà. Ma a chi giova dipingere un quadro tanto nero? Chi e perché ha dato al Presidente del Consiglio questi numeri sballati? Chiunque lo abbia fatto, irresponsabilmente ha fatto del male a Napoli, alla Campania e al Paese.
Vi proponiamo l’intervista rilasciata mercoledì 7 maggio da Antonio Bassolino durante la trasmissione “Napoli Italia“, andata in onda su Telenapoli. In essa si sono affrontati diversi argomenti di attualità di cui stiamo discutendo anche su questo blog.
PARTE 1 I rifiuti, Berlusconi, la mozione al Senato
La destra e Berlusconi sparano a zero sui rifiuti in Campania. Vorrei farvi notare però che quasi tutte le regioni amministrate dai berlusconiani, in primis Lombardia e Veneto, si sono rifiutate, con grande senso del razzismo e della mancanza di solidarietà, anche il pio Formigoni, di dare una mano concretamente e non a parole per contribuire a risolvere il problema. Leggi tutto »
Non buone notizie arrivano, per la campagna elettorale in corso, dal cosiddetto “Partito della libertà”. Berlusconi, dopo aver candidato Ciarrapico, discusso imprenditore dalla fedina penale non immacolata e pubblico reo confesso di fascismo, salvo smentita di prammatica, ora propone a capo della lista del Senato per il Sud America, l’argentino Esteban Juan Caselli, detto Cacho, personaggio legato alla sanguinaria dittatura militare ed accusato da ministri del suo stesso paese di oscuri traffici e pericolose frequentazioni. Leggi tutto »
Da tempo immemorabile, gli abitanti di Partenope sono abituati a sbarchi invasivi sulle proprie coste: coloni, condottieri, principi e re, interi eserciti, barbari, mercanti, avventurieri, infedeli e cristiani. Per fortuna anche artisti, letterati, uomini dotti e di pace.
Agli albori del terzo millennio, ecco fra noi la Brambilla, incomprensibilmente celebrata dalla stampa locale e nazionale!