Alternativa, necessità nazionale /2

A.B.
13-04-2011 | 13:00
49 commenti »

Le ultime vicende europee confermano che il versante internazionale è il vero tallone d’Achille di Berlusconi e della maggioranza di centrodestra. L’isolamento del governo italiano sui migranti è impressionante ed i primi a prendere le distanze sono proprio i governi di centrodestra dei più importanti paesi europei. In Europa è più difficile giocare sui numeri, sia su quelli in Parlamento sia su quelli dei migranti giunti in Italia. E’ davvero indispensabile che il centrosinistra sappia dare un orizzonte meno provinciale e più alto alla sua battaglia per costruire un’alternativa al governo. L’Italia è nel cuore del Mediterraneo ma il nostro mare è lontanissimo dai pensieri e dalle priorità dell’Italia.

La neutralità dei più forti

A.B.
05-01-2011 | 14:44
166 commenti »

È davvero sbagliato l’atteggiamento del governo sulla vicenda Fiat. Diversi ministri dicono di essere d’accordo con l’invito di Napolitano a un dialogo più costruttivo. Ma i fatti smentiscono le parole. In nome della neutralità non si esercita un ruolo di mediazione.  Non si lavora per una legge sulla rappresentanza che può camminare di pari passo con un autonomo accordo tra le parti sociali. Ma così non si è neutrali. Si sta in modo unilaterale da una parte. Dalla parte dei più forti.

Fare presto

A.B.
28-12-2010 | 17:47
41 commenti »

La situazione dei rifiuti a Napoli è sempre più grave e difficile. In queste settimane la crisi si è allargata anche a molte aree della provincia dove sono ricomparsi grandi cumuli come nel 2008. Ma ciò che ulteriormente allarma è che, con il progressivo esaurimento della discarica di Chiaiano, si può profilare una crisi peggiore del 2008. Perché rischia di essere senza vie d’uscita, se non si interviene subito e con determinazione.

Un moderno ciclo integrato è l’unica soluzione per risolvere stabilmente il problema. Nell’immediato servono nuove discariche. Almeno due. Nel decreto-legge approvato dalla Camera sono state cancellate tre discariche, tutte assieme, senza scegliere contemporaneamente siti alternativi. È stato poco saggio. Bisogna rimediare a questo problema individuando con gli strumenti consentiti dalle leggi i siti possibili e tecnicamente adeguati. Prima che sia troppo tardi. Bisogna farlo con una comune assunzione di responsabilità di tutte le istituzioni interessate: Governo, Regione, Province e Comune di Napoli. Unitario deve anche essere lo sforzo di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. L’interesse generale viene prima di ogni interesse di parte. I rifiuti non sono né di destra né di sinistra. Sono queste le considerazioni, e le vive preoccupazioni per lo stato delle cose, che mi hanno spinto a sentire telefonicamente il Sottosegretario Gianni Letta, così come avevo già fatto con Berlusconi e Bersani.

La priorità oggi per tutti è togliere i rifiuti dalle strade. Sono in gioco la vita della città e la credibilità dell’Italia. Ognuno è chiamato a dare un suo contributo. Nessuno può girare la testa dall’altra parte.

Far prevalere l’interesse generale

A.B.
17-11-2010 | 18:53
182 commenti »

Più passano i giorni e più la situazione diventa allarmante. Le strade sono piene di rifiuti e non si intravedono vie di uscita. In questo senso la crisi di oggi può essere peggio di tre anni fa.
Di questo rischio reale e incombente ho sentito il dovere di parlare con il presidente Berlusconi. Si stanzino le risorse necessarie e si verifichi la possibilità di modifiche legislative. Si faccia in modo che tutte le istituzioni locali e nazionali si mettano ad uno stesso tavolo senza perdersi in dispute sulle competenze. Si parli anche con Bersani e con le forze politiche di opposizione.
I rifiuti non sono né di destra, né di sinistra
. Su di essi, fermo restando la giusta e forte dialettica tra schieramenti su tante questioni, è doveroso far prevalere la collaborazione istituzionale e l’interesse generale.

Fuga dalle responsabilità

A.B.
13-11-2010 | 15:41
17 commenti »

Parte I

“Rischiamo una crisi peggiore di tre anni fa”

Parte II

“Fossi Berlusconi, chiamerei Bersani”

Una storia dell’Italia dei nostri giorni

A.B.
26-10-2010 | 15:04
137 commenti »

Nei 16 anni e 4 mesi di  governo, prima al Comune di Napoli e dopo alla Regione Campania, il punto più difficile della mia esperienza istituzionale è stato certamente all’inizio del 2008. Decisi allora di rimanere al mio posto anche ed innanzitutto per dare un contributo a risolvere l’emergenza. Grazie all’impegno dei commissari De Gennaro e Bertolaso, e con gli strumenti offerti dal decreto di maggio 2008 del governo Berlusconi, si riuscì a togliere i rifiuti dalle strade. Si sbloccarono i 7 impianti di cdr già costruiti, si riuscì a completare il termovalorizzatore di Acerra (realizzato all’80% negli anni precedenti) e si aprirono nuove discariche a norma. Si usciva da una fase acuta di emergenza, ma il problema era tutt’altro che risolto in modo stabile e strutturale. Il pericolo era ed è sempre dietro l’angolo fin quando l’intero ciclo non funziona pienamente: raccolta differenziata, impianti di trattamento, discariche sufficienti e ben attrezzate, termovalorizzatori.

In queste settimane si è purtroppo tornati a quei terribili momenti del 2008 e i cumuli di immondizia hanno ripreso a soffocare la città e la provincia. Sono tornate le manifestazioni di piazza, fatte da tanti cittadini onesti, ma con il dubbio legittimo che dietro si nascondano forze oscure (sarebbe anche strano se non ci fossero) pronte a lucrare sull’emergenza.

Ancora più preoccupante è la fuga e il rimpallo delle responsabilità a cui abbiamo assistito da quando è ripresa l’emergenza. Bisogna assolutamente recuperare uno spirito di collaborazione e di unione tra tutte le istituzioni al di là dei diversi schieramenti politici. Altrimenti può scattare la comune rovina delle istituzioni in lotta tra loro.

È soltanto con la cooperazione che possiamo superare la nuova emergenza.

Alla luce di quanto accade, come non vedere, però, che la vicenda dei rifiuti in Campania è una storia emblematica dell’Italia dei nostri giorni?

I rifiuti per strada sono un pugno nello stomaco. Puzzano, si sentono e si vedono. Ma gravi sono per il nostro Paese anche i ritardi di una linea ferroviaria internazionale ad alta velocità tra la Francia e l’Italia che da anni non si riesce a realizzare, le lentezze clamorose nell’organizzazione dell’Expo 2015, il cantiere interminabile della Salerno-Reggio Calabria, le riforme istituzionali, sociali ed economiche che nessun governo, di centrodestra e di centrosinistra, con due senatori in più o con cento parlamentari di maggioranza è mai riuscito a fare.

L’Italia da 15 anni è un Paese bloccato, fermo, sempre più ripiegato su se stesso, in balia di egoismi e di particolarismi. La sua parte più debole, il Mezzogiorno, è l’avamposto di questa crisi di sistema.

Prendere giusta consapevolezza dei problemi, fare prevalere l’interesse generale è il dovere di ognuno di noi e di ogni soggetto civile, politico ed istituzionale.

“Sceneggiate” contro il Sud

A.B.
22-08-2010 | 15:00
138 commenti »

I telegiornali trasmettono le reazioni alla riunione del vertice Pdl da parte di alcuni esponenti delle forze di opposizione, interne ed esterne, al centrodestra. Casini parla di sceneggiate e stile napoletane. Perché mai? Per attaccare il Pdl può fare altri paragoni. Si vede che è mezzo bolognese e mezzo romano. La sceneggiata, estiva ed invernale, è una forma artistica degna di attenzione. Fortemente rivalutata anche in sofisticati ambienti intellettuali. Un esempio per tutti è il grande Mario Merola.

Il finiano Urso, invece, sottolinea che la parte sul Mezzogiorno è importante e, dunque, aspetta di vedere cosa dirà la Lega. Nulla, penso. Per la Lega il problema è già risolto. Le risorse per il Mezzogiorno sono da tempo bloccate e dirottate verso il Nord. È quello che è successo in questi anni e continuerà a succedere al di là dei cinque punti. Perché mai la Lega dovrebbe avere problemi?

Tout va bien, madame la Lega.

Come mai?/2

A.B.
10-06-2010 | 13:18
207 commenti »

Nella rubrica L’Amaca su Repubblica di oggi, Michele Serra scrive: “I rifiuti che sommergono Palermo devono essere meno telegenici di quelli di Napoli. Nessuna comparazione possibile tra l’oceano di immagini e parole speso attorno allo scandalo della monnezza campana e lo scarso e intermittente rilievo mediatico che spetta al tracollo della nettezza urbana in Sicilia. Sorci e falò, liquami e puzza sono gli stessi, simile è il mix di inefficienza pubblica e inciviltà privata. Quello che è cambiato, evidentemente, è il fiuto mediatico specie quello dei telegiornali, che ebbero froge molto sensibili e dilatate, quando si trattò di percepire l’odore di decomposizione del Regno bassoliniano, e oggi si turano il naso di fronte al replay di quella stessa indecenza, però nella regione più berlusconiana d’Italia. Si tratta, in termini tecnici, di un imbroglio ai danni della pubblica opinione, e senza necessità alcuna di bavagli e leggine fetenti: diciamo un imbroglio spontaneo, una libera manipolazione della realtà da parte dei pretoriani di governo che controllano i media più importanti (compresi quelli pubblici) senza che nessuno ne chieda l’ostracismo o l’esilio, come per i quattro gatti che ancora disturbano il manovratore. Poi adesso viene l’estate, i palinsesti chiudono per ferie, l’immondizia di Palermo ha di fronte due o tre mesi di quieta superfetazione”.

Mi sembra un’interessante risposta al quesito posto dal signor Daniele Mosconi, il lettore di Fondi, e da noi ripreso su questo blog, riguardante il silenzio delle televisioni.

Sarebbe interessante, ora, leggere qualche altro contributo sulla seconda parte del quesito posto dal signor Daniele Mosconi, e da noi ripreso: “Non sento una sola voce dell’opposizione che dica: a Palermo c’è il caos rifiuti. Nulla di nulla! Come mai?”.

Alta fedeltà

A.B.
21-12-2009 | 18:54
48 commenti »

 Sulla prima pagina de Il Giornale di Vittorio Feltri campeggia oggi un grande titolo: “Ecco gli ingrati della politica”. Nel sottotitolo, si dice: “Devono tutto a Berlusconi, gli avevano giurato fedeltà, ma ora sono diventati i suoi più feroci detrattori”. Dentro il quotidiano, poi, una pagina e mezza di articoli e commenti.
Penso sia sbagliato ritenere che la politica sia fatta di patti di sangue e di giuramenti di fedeltà. La politica è confrontarsi e mettersi insieme per realizzare programmi condivisi.
Però, se penso al titolo di Feltri e ripercorro la mia esperienza degli ultimi anni, avrei bisogno di un’edizione straordinaria, di un intero numero di giornale…

Restrizioni su Internet? Andiamoci piano

A.B.
15-12-2009 | 19:00
24 commenti »

La violenta aggressione a Berlusconi è stata un fatto di estrema gravità, che non può avere nessuna forma di giustificazione o comprensione. E’ da condannare con forza. Punto. Senza alcuna virgola. Le esaltazioni in rete del gesto di Tartaglia, poi, sono davvero preoccupanti. Naturalmente, al centro dell’attenzione e dei commenti è il ruolo e l’uso di Internet, un potente strumento di comunicazione dalle infinite variabili, i cui sviluppi non conosciamo fino in fondo.

Se, relativamente alla vicenda Berlusconi, sono stati commessi reati sulla rete, è giusto indagare, individuare i colpevoli e punirli secondo le leggi vigenti.  Dall’altro lato però, c’è chi, legittimamente, si interroga sulla necessità di introdurre una legislazione più restrittiva sull’uso della rete. Il ministro Maroni annuncia provvedimenti ad horas che vanno in questa direzione. Inviterei a una maggiore cautela.

Lo dico proprio io che, da sempre, invito ad abbassare i toni dello scontro politico e della demonizzazione dell’avversario. Come hanno riportato anche alcuni giornali, sono oggetto su Facebook delle odiose istigazioni del gruppo “Uccidiamo Bassolino”, che conta circa 250 membri. Proprio io ritengo che su una materia così delicata non si possa legiferare in fretta e furia.

In questi anni, mentre il nostro Parlamento si è concentrato su altre questioni e ha ignorato la centralità della rete, a livello globale si è discusso molto di quale sia la legislazione  più adatta per Internet. L’opinione prevalente è quella di adottare norme globali, condivise da grandi organismi internazionali, che sanciscano sia la neutralità e l’assoluta pubblicità della rete, sia il rispetto di diritti e doveri da parte di chi la utilizza. E’ un dato di fatto che normative nazionali, specie se restrittive della libertà d’espressione, non servono a nulla e rischiano anzi di essere controproducenti.

Internet è il più grande spazio pubblico di discussione mai creato dall’uomo. E’ una risorsa di tutti, che ha assunto un’importanza sempre maggiore anche nel “mondo reale”. In questo momento via web milioni di persone, in Italia e in tutto il mondo, stanno discutendo di quanto è accaduto a Berlusconi. E’ giusto che ciascuno possa dire la propria opinione, partecipando attivamente alla vita pubblica. Certo, su Internet sfocia anche il malessere sociale: è un bene che sia così, perché con questa parte della società bisogna dialogare e confrontarsi.

E’ quello che cerco di fare anch’io con questo blog, assolutamente libero, dove spesso appaiono commenti sprezzanti. Insomma, bisogna muoversi con cautela. Potenziando innanzitutto le forze dell’ordine come la polizia postale, che ha il difficile compito di individuare chi commette reati utilizzando internet. Tenendo presente quanto è importante educare le giovani generazioni a un uso consapevole e civile di uno strumento così potente.

successivi »