Ho appena parlato al telefono con Davide Melisi, il giovane ricercatore napoletano che oggi a Berlino ha presentato i risultati del suo lavoro grazie ai quali la cura del tumore al pancreas potrà fare importanti passi in avanti. A soli 33 anni, Melisi è già uno scienziato riconosciuto a livello internazionale.

Il suo studio, realizzato al M.D. Anderson Center di Houston, sarà ora sviluppato al Pascale. Perché Davide fa parte già da alcuni mesi della squadra di ricercatori dell’istituto oncologico di Napoli, e da domani prenderà ufficialmente servizio. Ma quello che soprattutto mi ha colpito di Davide è la volontà di portar avanti il suo lavoro e le sue ricerche nella nostra città dove, dice lui, spera di trovare “terreno fertile”.  Quel terreno lo stiamo curando da diversi anni, attraverso ingenti investimenti sul fronte della ricerca e dell’università.

Siamo la Regione italiana più impegnata su questo fronte, grazie alla scelta di destinare prioritariamente i fondi europei alle infrastrutture e alla ricerca. A Napoli e in Campania ci sono realtà scientifiche di livello internazionale: penso al Tigem di Andrea Ballabio, al Crom di Mercogliano dove lavora Antonio Giordano, al Biogem di Ariano Irpino, al Ceinge della Federico II, all’Anton Dohrn, e a diversi altri centri dove giovani ricercatori di talento si impegnano ogni giorno per creare benessere e sviluppo. Melisi al telefono mi ha ripetuto: “Scommetto su Napoli”, ed io gli ho risposto: “Grazie, per noi è una grande soddisfazione. Scommettiamo su di te e sui giovani ricercatori come te”. E’ su questa strada che intendiamo andare avanti.