Bassolino a Lunaset

Redazione
16-10-2009 | 19:37
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Di seguito vi proponiamo l’intervista (divisa in cinque parti) rilasciata dal presidente Bassolino al Circuito Lunaset, durante l’ Agorà condotta da Franco Genzale.

 PARTE 1
Columbus Day, Pd, inchiesta bonifiche, politica e magistratura

PARTE 2
Omicidio Tommasino, banca del Mezzogiorno, fondi europei

PARTE 3
Primarie del Pd

PARTE 4
Sanità, Saviano, bilancio legislatura

PARTE 5
Fondi Fas, piano-casa

Questi gli orari e i canali per vedere la trasmissione in tv:  

Lunasat (Canale Sky 852): Venerdì 16 ottobre ore 21.00 – Sabato 17 ottobre ore 20.00 – Domenica 18 ottobre ore 21.00
Teleluna: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 – Sabato 17 ottobre ore 19.00 – Domenica 18 ottobre ore 20.30
Telenostra: Venerdì 16 ottobre ore 22.30 – Sabato 17 ottobre ore 21.30 – Domenica 18 ottobre ore 17.50
Teleluna 2: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 – Sabato 17 ottobre ore 22.00 – Domenica 18 ottobre ore 15.30
TeleBenevento: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 – Sabato 17 ottobre ore 13.00 – Domenica 18 ottobre ore 13.00

Per gli idonei

Redazione
18-08-2009 | 15:14
2.178 commenti »

Oggi è stata approvata una delibera propedeutica al reclutamento degli “idonei”. Considerando le numerose sollecitazioni su questo tema che abbiamo ricevuto in queste settimane, pubblichiamo qui di seguito il comunicato stampa della Giunta regionale.

La Giunta regionale della Campania, su proposta del Vicepresidente e Assessore alle Risorse Umane, Antonio Valiante, ha deliberato l’avvio di tutte le procedure propedeutiche all’assunzione dei candidati idonei ai pubblici concorsi indetti dalla Regione Campania per le categorie C e D.
Le procedure saranno attuate in stretta osservanza della normativa in materia di assunzioni. Per tali assunzioni si prevede anche l’utilizzo delle economie derivanti dalla cessazione dal servizio dei dipendenti regionali collocati in quiescenza nel 2007/2009.

“Con questa delibera – ha detto il presidente Bassolino – manteniamo gli impegni assunti nelle scorse settimane verso tanti giovani professionisti, preparati e motivati, che sono risultati idonei nei concorsi. Procediamo nel pieno rispetto della legalità e nell’interesse della Regione

Al tempo stesso si stanno completando le verifiche per il reclutamento di altre fasce e profili professionali. Il rinnovamento amministrativo – ha concluso Bassolino – che abbiamo portato avanti in questi anni si fonda in primo luogo sulla qualità delle competenze che mettiamo a disposizione della nostra comunità”.

«Agenzia per il Sud e partito del Sud? È solo roba vecchia»

Redazione
13-08-2009 | 15:50
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Vi segnaliamo l’intervista a Bassolino pubblicata su Il Mattino di oggi.

Stufi di essere trattati da italiani di serie B

Redazione
25-07-2009 | 12:09
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Vi segnaliamo l’intervento di Bassolino pubblicato su Il Riformista di oggi.

Buon 1 maggio

Redazione
01-05-2009 | 13:35
433 commenti »

A Napoli, con i lavoratori Atitech

La nostra solidarietà all’Abruzzo

Redazione
10-04-2009 | 14:02
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Vi proponiamo la dichiarazione del presidente Bassolino inerente i soccorsi prestati dalla protezione civile regionale ai terremotati in Abruzzo e il gemellaggio con il comune di Poggiopicenze.


Aiutiamo l’Abruzzo

Redazione
08-04-2009 | 13:23
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La Regione Campania ha attivato un conto corrente per raccogliere fondi da destinare alle operazioni di soccorso e ricostruzione delle zone terremotate dell’Abruzzo. Queste le coordinate bancarie su cui è possibile già da stamane effettuare versamenti:

c/c 1000/00014983
intestato a: Regione Campania Raccolta fondi pro terremotati Abruzzo
Banco di Napoli in via Toledo, 177-178 – 80132 NAPOLI :
Per offerte provenienti dall’Italia:
IBAN:   IT61 J010 1003 4001 0000 0014 983
Per offerte dall’estero:
IBAN:   IT61 J010 1003 4001 0000 0014 983
BIC:  IBSPITNA

Intervista a l’Unità

Redazione
08-04-2009 | 12:01
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Vi segnaliamo l’intervista rilasciata oggi dal presidente Bassolino a Concita De Gregorio, direttore de l’Unità.

Clicca qui per leggere l'intervista (.pdf) ]

Terremoto in Abruzzo

Redazione
06-04-2009 | 16:09
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La Regione Campania ha inviato uomini e mezzi in Abruzzo per supportare le operazioni di soccorso. Lo ha reso noto stamattina il Presidente Bassolino (qui sotto, nelle agenzie, il dettaglio degli interventi). La Protezione civile regionale ha inoltre attivato il numero verde 800232525, a disposizione 24 ore su 24 per chiunque voglia segnalare la presenza di cittadini campani nelle zone colpite dal sisma o ricevere informazioni sui congiunti nell’area colpita.


TERREMOTI: BASSOLINO, IN PARTENZA AIUTI DALLA CAMPANIA

(ANSA) – NAPOLI, 6 APR – ”Siamo pronti da piu’ ore con oltre dieci mezzi attrezzati, una cucina da campo e 130 volontari della Protezione civile regionale per soccorrere le popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto”. E’ quanto ha detto il governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, parlando del terremoto di questa notte.”E’ di queste ore l’accordo con la protezione civile nazionale per mandare li’ i nostri soccorsi – ha detto Bassolino – abbiamo inviato anche 20 tecnici abilitati a compiere le verifiche di stabilita’ degli edifici per vedere quali devono essere evacuati subito e quali invece no”.”La nostra autocolonna si muove in questo momento diretta alla caserma della guardia di finanza in localita’ Coppito nel comune de L’Aquila”, ha spiegato ancora Bassolino. (ANSA).

TERREMOTO: BASSOLINO, CAMPANIA HA DOVERE ESSERE IN PRIMA FILA

 (ANSA) – NAPOLI, 6 APR – ”Gli ospedali di Benevento e di Avellino sono stati allertati e hanno liberato posti di cura, soprattutto le neurochirurgie, i trauma center e il centro di trasfusione regionale”. Lo ha affermato il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, facendo il punto sugli interventi messi in campo per prestare assistenza alle vittime del terremoto in Abruzzo.

”Chi ha conosciuto il terremoto ha il dovere di essere in primissima fila – ha detto – deve essere molto forte un sentimento di solidarieta’ e di vicinanza, da ogni parte d’Italia per l’Abruzzo e soprattutto da parte di coloro che hanno conosciuto cosa vuol dire la tragedia del terremoto. Una realta’che noi abbiamo conosciuto, il 23 novembre del 1980, e nella mia mente quel lungo minuto e mezzo resta incancellabile”.

”Sono momenti delicatissimi, da questa mattina noi stiamo facendo la nostra parte, il nostro dovere. Continueremo a lavorare in stretto contatto con la Protezione civile nazionale perche’ so bene – ha concluso – per esperienza, che ci vuole il giusto coordinamento nazionale per evitare il rischio di creare confusione”. (ANSA).

Intervista al Corriere del Mezzogiorno

Redazione
28-03-2009 | 13:26
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Di seguito pubblichiamo l’intervista rilasciata dal presidente Bassolino a Simona Brandolini del Corriere del Mezzogiorno 

NAPOLI – L’unico lumbard entrato a Palazzo Santa Lucia è il suo portavoce, Stefano Porro. Per il resto Antonio Bassolino, versione casual dopo una due giorni di fuoco, cerca di ridimensionare i titoli di ieri: «Acerra, provincia di Milano», «Acerra, si celebra il successo lombardo». Rispedisce al mittente l’immagine del governatore umiliato, in disparte, ferito. Altro che Napoli da bere, in versione berlusconiana. Rivendica parte del merito. Sì, avete capito, parte della costruzione di Acerra, denaro e lacrime, proteste e inchieste. E se Berlusconi, come ha lamentato Gaetano Cola ieri, non ha ringraziato gli imprenditori e i lavoratori che hanno costruito l’impianto, beh, lo fa lui, «tanto quelli del Nord sono stati abbondantemente apprezzati».

Presidente l’inaugurazione dell’inceneritore di Acerra è stata presentata come il colpo di grazia alla classe dirigente locale. Si sente umiliato? Amareggiato?

«Per nulla. Appena sono arrivato ad Acerra, pensando ai tanti avversari, mi sono detto: eccolo qui. È un moderno impianto industriale esattamente come si può vedere nel centro di Vienna, di Basilea, di Londra. Io stavo bene, casomai il magone lo avevano i politici, gli amministratori, i media che sono stati per tanto tempo contro quell’impianto. Eccolo qui, questo è il mostro di cui tanto si è parlato. Dal punto di vista dell’interesse generale è un passaggio cruciale per il nostro futuro. Per me questo è importante».

Le avrebbe fatto piacere vederlo realizzato sotto il governo Prodi?

«Certo, ma l’importante è che sia stato realizzato. Io sono abituato a pensare in positivo a differenza di altri nel mondo politico che ragionano solo in negativo. Pensando che più vanno male le cose meglio è».

A chi si riferisce?

«A parte del centrosinistra, della sinistra per le quali sarebbe stato meglio che non si fosse costruito l’impianto».

Berlusconi parla di altri quattro impianti. In tutto cinque. Anche per lei è così?

«Andiamo con ordine. Ieri ad Acerra è stata avviata la prima linea, ad aprile la seconda, a giugno Acerra andrà a regime. Poi c’è Salerno dove si sta andando avanti per cui sono stati stanziati 75 milioni di euro. Poi ci sarà l’impianto più dimensionato di Napoli est».

E poi?

«Poi si vedrà. Su questi c’è il pieno consenso».

Torniamo ad Acerra. Perché ora si è riusciti a completarlo?

«Grazie alle nuove leggi sulle quali non solo sono stato d’accordo, ma che ho sollecitato. Quei provvedimenti legislativi hanno consentito di superare tante difficoltà, l’impianto di Acerra e le discariche sono diventati siti di interesse nazionale, quei provvedimenti hanno rafforzato l’uso dell’esercito, già deciso dal governo Prodi e dal commissario De Gennaro. Poi l’istituzione della Procura regionale».

Quindi è vero che è tutto merito di Berlusconi?

«Attenzione, deve essere dato merito al governo attuale ma è anche giusto dare merito alla Regione, al commissario De Gennaro e ai tanti sforzi fatti in precedenza».

Mi scusi ma non è ancora chiaro, perché Berlusconi ci è riuscito e il centrosinistra no?

«Le differenze all’interno dello stesso schieramento hanno inciso, ma non è tutta la verità. Per esempio Berlusconi ieri ha detto una cosa vera in parte: in piazza è scesa non solo la sinistra, ma il suo partito, An. E, all’epoca, io ero commissario e lui era capo del governo. La verità è che Berlusconi ci è riuscito ora, ma ha governato anche per quattro anni prima di Romano Prodi».

Dunque, dove vuole arrivare?

«La crisi drammatica ha consentito a Berlusconi di poter spingere di più. Gli ha consentito di essere più forte rispetto al partito del no. Quindi anche altri pezzi di Stato ne hanno dovuto tenere conto. Ci voleva il polso fermo, ma perché il problema era enorme e dunque lo Stato ha fatto sentire doverosamente il suo ruolo».

È un’amara considerazione la sua. Come a dire che in Italia se non ci scappa il morto non si affrontano i problemi?

«Questa è una materia di riflessione che riguarda in un Paese come il nostro il tema delle grandi opere e il rapporto tra decisione e partecipazione, tra decisione e discussione. Per noi è stato evidente sul fronte dei rifiuti, in Piemonte su quello dei trasporti. Dunque certo che sarebbe stato meglio con il governo Prodi, ma va bene così».

Che effetto le ha fatto vedere sul palco rappresentanti dell’Impregilo?

«Per ragioni di stile, perché sono imputato in rapporto a Impregilo, con cui, scusate il gioco di parole, non ho avuto nessun rapporto, mi tengo fuori da ogni considerazione personale. Anche se sono fiducioso che verrà verificata la mia totale estraneità. Ma, certo, ieri faceva impressione il contrasto tra la rappresentazione dell’Impregilo dei mesi scorsi, di un’impresa con gravi responsabilità nei confronti dello Stato, e la definizione di Berlusconi che li ha chiamati eroi».

Lei si è affrettato a dire chapeau a Berlusconi. Dopo ieri si è pentito di averlo fatto?

«Sono semplificazioni. Il merito è indubbio, ma non è solo del governo attuale. Bisogna, però, avere la forza di riconoscere ciò che deve essere riconosciuto, il che non significa che su tante questioni non ci si confronti. Sul piano casa per esempio anche in maniera forte. Sul Sud ci vediamo a Bari, tutti i presidenti delle regioni meridionali, perché continua anno dopo anno il taglio ai finanziamenti destinati al Mezzogiorno. Ma il merito va riconosciuto senza problemi. È dal ‘94 che dico che l’antiberlusconismo ideologico e pregiuziale non sia il modo giusto per fare avanzare le forze di centrosinistra. Più si semplifica e si demonizza Berlusconi più lui vince».

E l’antibassolinismo cos’è? Il rovescio della stessa medaglia?

«Essere anti è sempre sbagliato. È un segno di debolezza non di forza. E penso che in diverse occasioni esponenti del centrodestra abbiano commesso lo stesso errore rovesciato. Non proporsi come alternativa è una delle ragioni per le quali da tempo il centrosinistra qui ha governato».

E l’antibassolinismo di sinistra, per esempio quello veltroniano?

«Per me resta un fatto singolare. Quando Veltroni venne qui a Napoli, al Mercadante, a tenere una lezione di politica è stato con me a lungo. Fui io a usare la frase di Troisi “scusate il ritardo”, nel senso che si costruiva il Pd con ritardo. Io con lui ne parlavo dal ‘96. Dunque avrebbero dovuto esserci più sintonie tra di noi, tanto che l’ho appoggiato durante le primarie con lealtà e determinazione».

E poi?

«E poi, e poi, e poi. Non so se per sua convinzione o per le informazioni che riceveva o per l’ambiente che frequentava ci siamo divisi sulla grave crisi dei rifiuti».

Però Veltroni non c’è più, lei sì.

«Ci siamo detti lealmente ciò che pensavamo e io mi sono assunto la responsabilità di attraversare la tempesta rimanendo sulla nave. Ma l’ho fatto per questa terra, il Pd viene dopo. E, siccome si può immaginare quanto ci abbia riflettuto, nel complesso direi che è stata una scelta giusta, anche guardando Acerra oggi, pensando allo Statuto, alla legge regionale, alla crisi economica che cambia tutto e purtroppo a mio avviso governo e partiti, maggioranza e opposizione si devono sintonizzare molto di più su questa novità. Il Pd avrà una prospettiva solo se comprenderà i bisogni del Paese».

Cosa pensa del regolamento Pd secondo il quale governatori e sindaci non si possono candidare alle Europee?

«Il regolamento è una riflessione autocritica perché evidentemente hanno capito che è stato incauto in Sardegna andare alle elezioni anticipate. Io, che sono rimasto, voglio rimanere un’ora in più, non una in meno. È così con le norme attuali, altrimenti molti di noi presidenti di Regione qualche sfizio ce lo saremmo tolto, ci saremmo confrontati con gli elettori. Ma la legge non è cambiata, dunque il problema non è più mio».

E di chi è?

«Del partito. Fatto il regolamento che vieta a presidenti e sindaci di mettersi in gioco, quali saranno le candidature con grande radicamento popolare che farà il Pd?».

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