È nello scenario europeo che si decide, in gran parte, il futuro dell’Italia. E’ ormai così da tempo e sarà così ancora di più. Nei mesi scorsi abbiamo sostenuto, su questo blog, che il versante internazionale era il vero tallone d’Achille di Berlusconi e della maggioranza di centrodestra. Questa realistica valutazione è stata confermata dalla realtà. È infatti indubbio che il crescente isolamento internazionale di Berlusconi sia stato una ragione essenziale, ben più di tante vicende interne, della crisi del suo governo e della nascita del governo Monti. Il nuovo premier appare consapevole dell’importanza preminente del fronte europeo e cerca di far valere positivamente le sue competenze e conoscenze, i rapporti istituzionali e personali (che in politica contano molto) costruiti in tanti anni di attività a Bruxelles. In questo senso è davvero curiosa la qualifica di tecnico che viene attribuita a Monti. Tecnico di livello è indubbio. Ma se non è un politico, ed un politico esperto chi ha fatto per dieci anni il commissario (il super-ministro) europeo, chi saranno mai i politici?
È dunque senz’altro giusta l’attenzione e la cura che Monti sta mettendo negli affari europei. Anche perché solo muovendosi unita e dando priorità alla crescita e ad una diversa qualità dello sviluppo l’Europa può farcela ad uscire, tutta assieme, dalla crisi.
Al tempo stesso si avverte il bisogno e la necessità di un cambio di passo sulle questioni interne, ed in particolare sui problemi economici e sociali. La crisi morde in profondità, e molto di più di quanto appare in superficie. È alto il rischio che cadano sotto il livello di povertà tanti altri lavoratori e tante persone deboli, perché senza un lavoro dignitoso oppure perché con pensioni che non consentono di vivere. Questo rischio è forte soprattutto nel mezzogiorno e rende ancor più dura una realtà fatta quotidianamente di tante sofferenze e di incertezze per il domani. Se l’occhio europeo di Monti vede bene, l’occhio italiano è invece troppo chiuso e deve aprirsi molto di più.
Antonio Bassolino


Condivido la riflessione fatta in questo post. E aggiungo da lettrice attenta dei giornali che quell’occhio dovrebbe maggiormente aprirsi e guardare a sud
Di sicuro abbiamo fatto un passo avanti rispetto al periodo berlusconiano, infatti in Europa con Monti che, come è stato ricordato, ha ricoperto un ruolo tutt’altro che tecnico per 10 anni ha fatto si che almeno i partner europei ci vedano rappresentati da una persona “normale” e quindi con cui interloquire in maniera seria e istituzionale. L’incarico a Monti nasce da una forzatura democratica del presidente Napolitano, forse obbligata dalla situazione atipica berlusconiana, che col tempo pagheremo in termini di partecipazione alle scelte dei cittadini per le sorti del paese e dell’Europa, le prime reazioni che si hanno in questi giorni è la frustrazione di molti cittadini che non si sentono rappresentati dalle forze politiche e l’assenza di un soggetto politico che possa farsi portavoce di istanze causando una miriade di piccoli scioperi non sempre comprensibili ai più e quindi poco incisivi sul lungo periodo. Se passa il principio della “delega in bianco” a presunti illuminati in quanto la politica dei partiti non è all’altezza a mio avviso ci inoltriamo per un sentiero inquietante e imprevedibile.
Consentitemi un O.T.
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/01/20/news/cos_sodano_ha_silurato_rossi_ecco_le_carte_acquisite_dai_pm-28445146/
Non depone bene per De Magistris e soprattutto per Sodano!
Elezioni subito!!
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/20-gennaio-2012/occupy-bologna-si-opponealla-laurea-ad-honorem-napolitano-1902945053044.shtml
Condivido on.le Bassolino, ma penso che il Presidente del Consiglio sen. Monti, abbia dato una svolta alla politica Italiana, molto di più che quelli che vengono pagati inutilmente per rappresentare il nostro paese oltre che all’estero, si dovevano fare riforme e guarda caso a Napoli delle vecchia città della Iervolino Napoli si risveglia miliardaria di cinque miliardi di euro da spendere, Lei crede che De Magistris sarà in grado di spenderli oltre di valutare le persone che lavorano, oppure sarà capace di individuare coloro che si “pappano i soldi pubblici”, il senatore Monti con queste riforme avrà pure arricchiti i ricchi, e dando la carità ai poveri, ma doveva pur farlo per i suoi amici parlamentari, mica era capace di dimezzare deleghe e vitalizi, allora ha pensato bene di impoverire i pensionati è di mandare in pensione persone dopo i 70 anni aumentando la disoccupazione, credo che prossimo nuovo Governo riformerà le pensioni, oggi se non si va in pensione i giovani non lavorano, e se non lavorano i giovani il paese si ferma lo stesso, per il resto con Monti o senza, nulla è cambiato, con stima. Giuseppe Formisano
La questione è? Ma c’è davvero bisogno di un Parlamento di 650 papponi per far decidere ed approvare riforme da un “eccellente” professore, ormai sia la destra che la sinistra non hanno le palle per opporsi ad eventuali riforme, questo vale sia per il suo collega Bersani, Berlusconi, Casini, Fini, ecccccc…insomma sempre gli stessi profeti. Giuseppe Formisano
articolo interessante. grazie
Forse perché oggi come oggi, i giornalisti non fanno altro che raccontare che la nave della Concordia si è mossa di qualche centimetro “con TUTTO il rispetto dei morti è del lavoro della magistratura” è non parlano della situazione della Sicilia i quali hanno le palle di dire basta per gli aumenti ingiusti, una domanda? Noi napoletani abbiamo le palle di fare una protesta per gli aumenti della benzina, delle assicurazioni, sulle bollette e tutt’altro, credo di no, siamo delle pecore ai quali i parlamentari ci portano a pascoli quanto vogliono. Giuseppe Formisano
Autotrasportatori, tassisti e forconi….mica vogliono ripetere l’esperienza cilena contro Allende anche in Italia?Chiaramente, senza un finale golpista, ma spianando la strada al loro “amico” BERLUSCONI per un ritorno…in auge…!!!
Profumo al Mattino: «Scuola fino a 17 anni, dal Sud un progetto pilota. Istituti aperti tutto il giorno.>>>>>
Ma cosa né sa il ministro della Pubblica Istruzione delle condizioni di lavoro dei dipendenti “docenti ed ATA” della scuola, ci sono tante persone che hanno lavorato per una decina di giorni in Scuola pubblica, e sono mesi che attendono il loro compenso economico, si informano per quanto devono ancora aspettare per tale compenso, e per tutta risposta da chi dovrebbe effettuarlo ed avendo la pancia piena dice di aspettare, infatti se ne sbattono di chi ha la pancia vuota, cosa ne sa il ministro della scuola pubblica, oggi come oggi ci sono nominativi relativi alla sicurezza della 626, i quali su 15 persone, 8 si sono trasferiti ed altre 6 sono andate in pensione, insomma se succede una calamità non c’è nessuno per interviene perché nessuno è responsabile di quella materia, ed poi arrivano i Carabinieri è vogliono sapere il perché, ma sempre dopo il peggio lo vogliono sapere, cosa ne sa il ministro on.le Profumo delle condizioni di “mobbing” che subbiscono vari docenti e di alcun personale della Scuola, come di sicuro il ministro sà, che tra poco più di un mese ci saranno le elezioni RSU, mi chiedo come è possibile che una docente che fa le vice della Preside, colui che decide le ore e i compensi economici del personale, a candidarsi ad RSU, è una vergogna, come può accadere in una scuola per anni ed anni mobilitarsi una sostituta del DS per anni, facendo pressione verso altri solo perché il DS non è capace di produrre, chissà se il ministro per considerazione e per la Legalità, dico, per la Legalità voglia cambiare per davvero le caste scolastiche, dopo anni di mobbing si faccia un rimpasto all’interno degli Istituti, si dia la possibilità a dei giovani docenti a fare carriera, chi ha fatto per decenni i vice del DS a sfavore del personale e dei genitori, che ritorni in classe a svolgere il proprio lavoro, quanti ministri sono cambiati nei ultimi anni, Moratti, Fioroni, la Gelmini, ed oggi Profumo, cosa hanno fatto per la Scuola Pubblica, NIENTE se non favorire i DS e i suoi compari, unico che davvero aveva dato una svolta alla Pubblica Amministrazione e alla Pubblica Istruzione è stato il piccolino, come si chiama, ha Brunetta, ma era piccolo, ma aveva le PALLE di fare i fatti. Giuseppe Formisano
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