Era del tutto legittima, nei mesi scorsi, la discussione sul dopo Berlusconi. Se era meglio andare subito al voto, come è avvenuto in Spagna, oppure avere un governo di emergenza. Ma Berlusconi non ha avuto il coraggio di Zapatero, ha preferito traccheggiare e i mercati hanno colpito duramente lui e il Paese. È anche mancata una posizione unitaria della sinistra e del centrosinistra a favore di uno sbocco elettorale anticipato. È stata così scelta l’altra possibile strada, quella che ha portato alla nascita dell’attuale governo.
Siamo dunque in una situazione nuova ed inedita, dagli esiti del tutto aperti. Non è una parentesi. Quando questa esperienza si concluderà, tante cose saranno cambiate. Niente sarà più come prima, dall’economia alla politica. È dunque dovere di tutte le forze che vogliono un profondo cambiamento del paese ed un rinnovamento del rapporto tra politica e realtà sociale muoversi con intelligenza e senza schematismi. Assieme all’equità sociale, un grande banco di prova per il nuovo governo e per l’enorme maggioranza che lo sostiene è certamente il mezzogiorno. Negli ultimi anni sono stati saccheggiati i fondi destinati al mezzogiorno e sono stati drasticamente ridotti gli investimenti ordinari per i servizi sociali e civili. Adesso che la Lega è fuori dal governo e dalla maggioranza qualcosa potrebbe cambiare. Anche perché se davvero si vuole puntare sulla crescita, oltre che sulla riduzione del debito pubblico, allora è il mezzogiorno la frontiera per affermare una più alta quantità e qualità dello sviluppo.


riflessione sana ed onesta , ma interroghiamoci forse non è giunta l’ora di prendere posizioni nostre e non sembrare sempre quelli che vengono ghettizzati dal direttorio franco tedesco? vogliamo incominciare a divulgare l’idea di formare un vero governo europeo e quindi rivedere un assetto costituzionale europeista che non si basi solo sull’ economia?
grazie
….equità sociale, credo che ormai siamo di fronte ad un muro insormantabile,,,,mi ricordo che i nostri padri ci hanno cresciuto quando funzionava la sanità, la scuola, i trasporti, quando questi servizi davano forza e solidità alle famiglie, oggi andiamo a cercare nei mercati , nelle borse ed in altri luoghi quello che abbiamo nel nostro paese e mai siamo stati capaci di metterlo insieme, causa le mille divisioni, il nostro paese può essere un grande paese se si incammina verso l’unità, verso uno sviluppo del mezzoggiorno, verso l’ingresso delle giovani generazioni nel mondo del lavoro, nella ricerca e nelle infrastrutture, purtroppo il nostro paese si sta rivelando solo un paese di privilegiati e di corrotti, e che mai vengono puniti, anzi diventano simboli italiani,,,,,,la politica…ormai siamo all’antipolitica e questo non è un fatto buono, quando si è fatta la buona politica qualcosa si è realizzato……e oggi napoli e campania ne stanno raccogliendo quei pochi frutti……ma dopo c’è il vuoto…..
E’ uno dei momenti storici che fanno da spartiacque fra due Ere politiche, questo mi spaventa e mi emoziona allo stesso tempo. Cambieranno i linguaggi e le persone, qualcosa che la mia generazione che è cresciuta fra anti e pro Berlusconi sarà una novità. E’ l’occasione finalmente di mettere al centro della discussione il mezzogiorno dell’Italia come risorsa e non palla al piede dell’economia nazionale ed europea. La Lega per riprendersi da tanti anni al governo fallimentari ci impiegherà anni anzi mi auguro la sua parabola politica sia alla fine. In questo quadro nuovo e indecifrabile abbiamo un governo cittadino che invece di “spaccare” i privilegi e le caste sta “restaurando” un clima ideologico che è stata la causa del fallimento del PCI in passato.
Auspico che alle prossime politiche gli italiani daranno il meglio di se stessi come hanno saputo fare dopo periodi storici molto duri.
Siamo dunque in una situazione nuova ed inedita, dagli esiti del tutto aperti. Non è una parentesi. Quando questa esperienza si concluderà, tante cose saranno cambiate. Niente sarà più come prima, dall’economia alla politica.
Sappiamo bene a Napoli e in Campania, dopo il quindicennio del Bassolinismo, come è andata a finire !
Condivido on.le Bassolino, penso che il presidente Berlsuconi si è dimesso con tutto ciò che aveva la maggioranza al Senato e alla Camera per non portare a termine quello che voleva la Lega, ormai doveva decidere o dividere l’Italia o dimettersi e per lasciare l’Italia unita, non è il governo temporaneo che ha discutere con tutto ciò non vuole dimezzare le cariche politiche e i lori vitalizi, ma è il prossimo governo che sarà di sicuro uno di sinistra, ma che oggi non è in grado di decidere e portare qualche riforma FISCALE, figuriamoci quanto avranno carta bianca hanno oggi carta bianca “Lei sa cosa serve la carta bianca”, mi piacerebbe leggere un suo commento su quanto avviene nella NOSTRA Regione, quanto Lei era presidente della Regione c’era un debito da un miliardo di euro oggi con il presidente Caldoro il debito e arrivato a sei miliardi di euro, dico ma questi amministratori Regionali cosa hanno deciso e cosa hanno deliberato per arrivare a questo, con amicizia. Giuseppe Formisano
A Vicenza riapre il Parlamento padano, Calderoli è il nuovo presidente.>>>>>
Ecco perché il presidente Berlusconi si è dimesso, volevano dividere l’Italia, mi chiedo se Bersani, Ventola, Di Pietro, Casini, Fini, ed altri centinaia e centinaia di Deputati “630″ e Senatori “315″, se domani l’Italia si troverà ad affrontare una crisi civile sono decisi come lo è stato l’onorevole Berlusconi. Giuseppe Formisano
Sembra che il coraggio di Monti non si sia rivelato, solo tasse per i più poveri!! Voglio elezioni subito!!!!!!!
Il presidente del consiglio Giorgio Napolitano dovrà prendere atto che il suo governo non potrà durare fino a fine legislatura. Ops, un lapsus volevo dire presidente Monti!
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Tra poco vediamo tra i banchi del Parlamento o seduti al Senato persone di grande spessore “non hanno mia fatto nulla per la città di Napoli” Peppe Russo, Martusciello, A. Marciano, Corrado Gabriele, insomma i 61 consiglieri Regionali che racconteranno palle purché di aggiudicarsi la poltrona è i cinque mila euro al mese di pensione, GRANDE il neo Presidente del Consiglio Senatore Mario Monti, adesso si comincia a tagliere per davvero gli sprechi fatti dagli disonesti. Giuseppe Formisano
Ieri sera ascoltando Monti e il suo esecutivo mi sono reso conto di più cose:
1. Che se ora da trentenne so che in pensione andrò a settanta anni quindi fra una trentina di anni si andrà a ottanta anni, ergo non andrò mai in pensione;
2. Ne consegue che tutti i soldi che dò come contributi sono un regalo che faccio alle generazioni che hanno vissuto fin ora, che si dice hanno vissuto più di quanto potevano permettersi non pensando alle future generazioni creando il debito pubblico fra i più grandi al mondo;
3. Che le famiglie che almeno avevano acquistato una casa per abitare e che oggi dividono con i propri figli che non posso permettersi di comprarne o fittarne un’altra si vedranno aumentare le tasse con l’IMU ed inoltre hanno la TARSU raddoppiata a causa del fatto che per i comuni in seguito alla cancellazione della vecchia ICI era l’unico strumento rimasto oltre alle multe per far cassa;
4. Ne consegue che l’unico ammortizzatore sociale esistente in Italia verrà meno;
5. Che i consumi diminuiranno ulteriormente e le piccole attività a gestione familiare pressati dalle tasse, permessi e contributi per i dipendenti chiuderanno bottega.
La cosa più divertente è che ormai l’Italia dipende dalla Germania e un po’ dalla Francia, o per essere più maliziosi dalla finanza europea che decide chi governa cosa e dove grazie all’arma dello SPREAD, un entità che ha abolito la politica in Europa e in Italia anche il Welfare.
p.s. Napoli è terzultima in Italia come qualità della vita, è salita di due posti. Che soddisfazione!!!
p.s.s. citando una celeberrima canzone di Paolo Rossi “Era meglio morire da piccoli con i peli del culo a batuffoli che morire da grandi soldati con i peli del culo bruciati.”
Monti è stato un bidone.
La sua manovra non prevede nessun taglio alla casta,ai privilegiati,agli sprechi,ai ben noti buchi della Pubblica Amministrazione.
Ma nemmeno una tassa tipo Una Tantum per fare cassa.
No,ha colpito,come al solito e sempre,i ceti medio-piccoli con provvedimenti strutturale che ci troveremo sul groppone anche se e quando la crisi dovesse passare.
Tutto premeditato,la casta ha bisogno di maneggiare più soldi per il “debito pubblico” e non ridurlo.
L’ipocrisia di De Magistris:”manovra ingiusta ed iniqua” ma già si sa che sfrutterà l’aliquota più alta prevista per l’ICI come ha già fatto per la TARSU
CAMORRA: CHIESTO ARRESTO EX SOTTOSEGRETARIO COSENTINO
http://www.lacampaniagiovane.it
Fonte: ANSA La magistratura di Napoli ha chiesto alla Camera dei deputati di autorizzare l’arresto dell’ex sottosegretario all’economia Nicola Cosentino, deputato del Pdl, indagato per corruzione ed altri reati in un’inchiesta sulle collusioni tra camorra e politica. Da quanto apprende..
SALUTI
Lucarelli: si ai gettoni nelle Municipalità.>>>>>
Penso e spero che il senatore Monti, se ne frega di quello che hanno deciso e deliberato nell’assemblea delle 10 Municipalità l’assessore Lucarelli, credo che si sbaglia nel dare soldi ai parlamentini quanto poi non ci sono i soldi per la cittadinanza, con tante difficoltà che i cittadini si trovano ad affrontare ogni giorno, ho ascoltato alcuni commenti negativi fatti da alcuni consiglieri, in quanto si lamentavano che non c’erano fondi per la cittadinanza, e mi chiedo come possa l’assessore Lucarelli chiedere di dare il contentino ai parlamentini, inoltre sarebbe interessante la decisione del Sindaco Luigi De Magistris, sapere nel dare ai ricchi per toglierlo ai poveri cittadini. Giuseppe Formisano
A distanza di tre giorni dal lieto evento…mi congratulo con i tre Magistrati della Procura di Napoli…per gli arresti e i politici indagati nel blitz contro i Casalesi…..un elogio da piccolo cittadino quale sono….al Dott. Woodcock per la P4 e per quest’altra indagine…controlliamo ancora anche nei quartieri di Napoli gli alleati dei Casalesi e dei politici INDAGATI!!!!! dal testardo LIMATOLA LUIGI ER ROMANO….
Onorevoli senza onore
Dunque, gli stipendi dei parlamentari non saranno tagliati. Si istituirà una commissione (si fa così per non fare niente): si studierà (non esageriamo: dovrebbero saper leggere); si penserà (difficile: dovrebbero avere una scatola cranica che non servisse solo a separare le orecchie); si scriverà (mi raccomando: frasi semplici e brevi, giacché in pochi, ovviamente raccomandati, hanno superato la prova di alfabetizzazione) e, poi, com’è ormai di prammatica, non se ne farà nulla o quasi. Insomma per i mille di Camera e Senato (a cui Garibaldi, al tempo delle celebre impresa, avrebbe consigliato di arruolarsi nell’esercito borbonico, dove però non li avrebbero presi: a tutto c’è un limite), nulla cambia: continua la cuccagna. Forse se ne parlerà a marzo 2012, se se ne parlerà. E’ svanito l’incubo dell’applicazione del comma 7 dell’arte 23 del Decreto di quello scriteriato di Monti, controfirmato da quell’irresponsabile di Napolitano, che voleva adeguare alla media europea gli stipendi di loro signori della Casta (20.486,68 euro).
A dare il solenne annuncio, è stato il relatore della commissione bilancio della Camera, Pier Paolo Baretta: prendiamo atto che fa parte del gruppo del PD: lì i puttani non mancano. Ci corre, però, l’obbligo di precisare che i nostri parlamentari non si sono ribellati ad una vistosa diminuzione dei loro ipermunifici stipendi per amore del vil denaro. Giammai! Sono insorti come un sol uomo per salvaguardare l’autonomia legislativa del Parlamento contro l’intrusione del governo tecnico. Il quale, fin quando è costretto ad affamare i pensionati per salvare l’euro, va bene, anche se un milione e mezzo di italiani e più fa già la fame: Istat 2010; ma la Casta è la Casta e va rispettata. E caspita, se si fa rispettare. Per capire di che parliamo, basta paragonare l’indennità, la sola indennità, del parlamentare italiano, che è di 11.703,64, ai 7.100,15 euro di un parlamentare francese, ai 7.668,80 euro di un tedesco, ai 6350 di un inglese. Né potrebbe essere altrimenti, in quanto, per legge, l’indennità parlamentare è agganciata allo stipendio di un presidente di cassazione con 35 anni di anzianità. Il collegamento con la magistratura calza a pennello. Infatti, tra Camera e Senato, ci sono ben 100 condannati: 25 con condanna definitiva e 56 con condanna in primo o secondo grado. I rinviati a giudizio, metti per mafia, manco li calcoliamo: anzi, prima con Berlusconi (che sant’uomo!), li facevano ministri. Se poi, vedi Cosentino, si beccano pure due mandati di cattura per camorra, non solo continuano a fare i deputati e a non finire in galera, ma dirigono anche il PDL in Campania. Quando si dice culto della legalità!
Ma non finisce qui per lor signori della Casta senza dignità e senza onore. Viaggiano gratis in aereo, treno, pullman, nave; hanno cell., tessere di cinema, teatro, musei.. Sempre gratis sono le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni e decine di altri benefici.
Eppure è unanime il giudizio che, innanzitutto dal punto di vista intellettuale e culturale, si tratta della peggiore classe parlamentare della storia della Repubblica. Che dire? Giacché non è più tempo di tagliare teste come cavoli, speriamo torni Caligola: sarebbe bello rivedere di nuovo qualche cavallo senatore, invece dei soliti asini, dei tanti buoi e delle loro signore.
Luigi Anzalone
Stipendi parlamentari, politici in rivolta Fini e Schifani: saranno tagliati.>>>>>
I tagli ai parlamentari si faranno e non solo questo, spero che alla prossima legislatura non avremmo 630 papponi nel Parlamento ed altri 315 nel Senato per non decidere il nulla, ma che si arriva a una adeguato quota di 100 Parlamentare e Senatori, i tagli ci saranno, ma non basta, direi al Senatore Monti di guardare un po’ più lontano, dove ci sono cariche dei Generali del Esercito, dei Generali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, tassare le caserme, le Chiese, insomma guadare anche in altre deleghe, come i consolati stranieri i quali dovrebbero a loro volta essere tassati per suolo nazionale, se si studia sui stipendi dei Statisti, né verrebbe fuori un enorme spreco di denaro pubblico. Giuseppe Formisano
Ma se anche con questa manovra iniqua lo spread è a 470 e il 2012 già si sà che si è in piena recessione, che dobbiamo fare? Non è meglio fissare le elezioni in primavera e ritornare alla DEMOCRAZIA?
Auguri a Voi tutti di FONDAZIONE SUDD.LIMATOLA LUIGI….ER ROMANO
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