La vicenda politica italiana diventa sempre più incancrenita.
Alla gravità della situazione economica, volutamente sottovalutata dal centrodestra negli scorsi anni e mesi, si accompagna il tentativo del governo di restare comunque a galla. Costi quel che costi. In Spagna Zapatero anticipa la fine della legislatura e così pone comunque le condizioni per l’apertura di una fase politica nuova. In Francia e in Germania l’alternanza e l’alternativa tra sinistra e conservatori hanno alle spalle una lunga tradizione e sono più che possibili, anche a breve scadenza, cambiamenti profondi negli assetti politici e di governo.
In Italia, invece, forte è il rischio della palude, del trascinarsi e dell’avvitarsi delle cose. Il centrodestra mette i suoi interessi davanti a quelli del Paese e per questo punta a prendere tempo, a cercare di arrivare fino all’ultimo giorno di questa orrenda legislatura.
Ecco perché è importante reagire e mobilitare forze e coscienze. Dal punto di vista sociale e politico lo sciopero è stato una giusta risposta alla folle ossessione del governo di dividere i sindacati e i lavoratori e di isolare la C.G.I.L.
Di grande importanza è la raccolta delle firme per il referendum contro il Porcellum. Il tempo è scarso e le firme da raccogliere molte. Diamoci tutti da fare. Se vuole interpretare la spinta del Paese il Parlamento può approvare una nuova legge elettorale. La scelta migliore sarebbe indubbiamente il doppio turno alla francese. Altrimenti c’è il referendum. Pur con tutti i suoi limiti il maggioritario di collegio (il mattarellum) è cento volte meglio della porcata del Porcellum, una legge elettorale inaudita che il centrodestra difenderà con le unghie e con i denti. Tanto che pur di impedire il referendum, è possibile che si possa andare nella prossima primavera alle elezioni politiche. Sarebbe una eterogenesi dei fini e le firme raccolte avrebbero comunque un valore.
Meglio infatti votare un anno prima che trascinare il Paese in un lento e pericoloso logoramento.
È allora evidente che raccogliere le firme e raggiungere la soglia per il referendum è un importante contributo a sbloccare la situazione politica.


Condivido pienamente l’analisi del presidente Bassolino, inoltre se posso aggiungere un pizzico di malizia ritengo che il Partito Democratico darebbe un appoggio pieno e incondizionato accettando qualunque tipo di compromesso per anticipare al 2012 le politiche, onde evitare un referendum per abrogare il porcellum.
Condivido. Mi piacerebbe capire cosa passa davvero, in merito, nella testa dei dirigenti (vari) del PD.
Ho anni sufficienti a capire i limiti del referendum abrogativo, che lascia un vuoto legislativo che spesso permane tale o viene malamente colmato. E le resistenze culturali di tradizione Pci (tanto per parlare solo del para/proprio) Ma siamo su questa piazza e questa platea, quella dove la caduta delle ideologie ha ridotto la politica a (quasi) mero business (l’ha detto, s non ricordo male, Ilvo Diamanti, o un equivalente insospettabile) e certi “vado non vado” provocano danni notevoli. Firmerò nel mio paesello natio dove l’antipolitica da lista civica impazza….Al Comune di Napoli a me pare che abbiano altro di cui occuparsi…Concretezze municipali a parte,diciamo, si preparano alle Primarie del centrosinistra. Le bordate contro Vendola e Bersani, via Sabelli Fioretti, mi paiono significative. Nulla di male intendiamoci, basterebbe non cantarci la litania del “voglio fare il Sindaco”. Continuo a pensare che lei debba rituffarsi nel dibattito pubblico: ora che non ha potere né ruoli istituzionali…La sinistra deve ridarsi una voce in questa città. E non mi dica, please, che ce l’ha già! La saluto cordialmente
Condivido on.le Bassolino, quello che dovrebbe preoccupare i meridionali non è tanto il referendum che guarda caso l’ultimo effettuato sembra che non abbia dato nulla di buono, se non erro erano quattro i punti è uno dei quattro era contro coloro che non potevano usufruire della giustizia per loro comodi, cosa è successo? Insomma anche il referendum non serve a nulla se non dare spiccioli ai partiti, che poi a loro volta questi spiccioli servono solo a rafforzare i partiti per spartirsi le poltrone, le clientele, ed a deliberare le loro stupide delibere, caro presidente, Lei riesce a immaginare come sarà l’Italia e Napoli tra un decennio, Le ricordo che da Napoli partirà una “forte” protesta nazionale e i sindacati saranno la vergogna perchè coloro che protesteranno fermemente saranno eslusivamente cittadini stanchi di vivere è di vedersi sottrare dei propri diritti, credevo che Luigi De Magistris, sarebbe stato il nuovo ma come vedo non è cosi, nei Enti ci sono le stesse facce che governavano vergognosamente le precedente legisaltura, si lo hanno voluti i cittadini e i cittadini si meritano di vivere nella monezza e di avere le strade peggiori d’Italia, come pensare le proposte di eventuali imbrogli elettorali nelle Municipalità lo stesso ex PM De MAgistris non sà se queli eletti sono stati eletti onestamente, Le ricordo tra un decennio la disoccupazione in questo paese sarà il triplo, e Napoli sarà la polveriera d’Italia a dove il PArlamento non conterà nulla se non come quello di oggi, con stima. Giuseppe Formisano
Comunque tanto per cambiare firmiamo TUTTI, che poi alla fine non servirà a nulla, i parlamentari e conto di porcellum se ne sbattono le palle dei referendum, sono soldi che devono girare e facciamoli contenti. Giuseppe Formisano
Al Comune arrivano gli 007 anti-fannulloni
Colpiranno gli abusi e scopriranno i reati.>>>>>
Il Sindaco Luigi De Magistris, dopo aver fortemente ed giustamente punito coloro che non svolgono il proprio lavoro, gli consiglierei di verificare se anche i dipendenti delle società come la Napoli Sociali, la Napoli Servizi e gli ex LSU, i quali sono stati guidati dalla malavita e dalla mala politica in questi ultimi decenni anni, i quali vengano trasferiti da Enti a Enti per evitare che continuano con la loro complicità, insomma non cambiando un dirigente si risolve il problema in questa città, ma cambiato e trasferendo il personale da Scuola a Scuola o da ufficio a ufficio si riprende il controllo della legalità PUBBLICA. Giuseppe Formisano
Forum, Oddati al Comune: «Mi dicano se devo restare o se vogliono che vado via».>>>>>
Fin quanto c’era Bassolino Nicola poteva dormire sonni sereni, ma oggi c’è Luigi e Lui intende rinnovare la dirigenza, dire togliere Nicola Oddati per far posto a qualche amico è meglio che resta Nicola Oddati al suo posto, almeno il posto se lo ha guadagnato onestamente e con lavoro, ma mi chiedo, cosa si può cambiare in questa città con gli sprechi che vengono effettuati giornalmente e ingiustamente dalla politica, su tre milioni di cittadini in questa Regione un milione si rappresenta in vesta politica, ci migliaia di consiglieri per non consigliare nulla, gettoni di presenza per niente, oggi ero presente ad accogliere un amico all’aeroporto di Capodichino è ho constatato che c’erano su cento auto cinquanta erano del servizio politico, auto blu servizio della Regione del Comune della Provincia, per di più non erano andati a prendere i politici ma i lori figli con le loro fitanzatine, insomma noi cittadini paghiamo le tasse per far “fottere” i loro piccini nelle auto blu, per non parlare che queste auto blu si muovono a prelevare questi “avvoltoi” anche nei porti e nelle zone turistiche, come si può cambiare se si tagliano i posti di lavoro ma non gli sprechi che effettuano per davvero la politica. Giuseppe Formisano
Preg.mo Presidente,che la riforma della legge elettorale sia una necessità è un fatto scontato.L’iniziativa referendaria è sicuramente un avvenimento da registrare con favore;anche se ritengo che i tempi per far cambiare la legge saranno lunghissimi.Troppi interessi,troppi equivoci ed una grande confusione sul da farsi.Il parlamento,nel suo insieme,nessuna forza politica esclusa, non sembra seriamente intenzionato a modificare il sistema elettorale e a diminuire il numero dei deputati e dei senatori. Occorre una riforma sostanziale del nostro sistema democratico,a partire dalle regioni,se si avesse la necessaria competenza costituzionale,accompagnata da una ferma volontà di riammodernare il Paese,si accorperebbero le regioni,si diminuirebbe il numero dei consigleri per arrivare senza indugi alla riforma federale dello Stato in un quadro di forte unità Nazionale.Tutto questo,dovrebbe essere oggetto di un ampio confronto,tra le varie rappresentanze istituzionali per giungere ad una riforma condivisa e soprattutto compresa dalla opinione pubblica.A guidare questo processo, di riammodernamento complessivo, del sistema di rappresentanza democratica dovrebbe essere una classe politica di qualità,che al momento non sembra esistere.Oggi viviamo il tempo della superficialità,il Sud non ha una adeguata classe dirigente e non mi riferisco solo alla politica,la questione è molto complessa e difficile,e la mancanza di protagonisti come lo è stato Lei discutibili,criticabili,attacabili ma comunque protagonisti,appiattisce il dibattito,fa scadere la politica,livellando tutto più in basso.Ci vuole una scossa,una ripresa del confronto, delle discussioni,delle contrapposizioni costruttive,della voglia di fare qualcosa per la collettività e non solo per i piccoli interessi di partito o personali.
C’è nella morte di Mino Martinazzoli, così discreta e appartata, eppur tanto dolorosamente preannunciata dalla lunga malattia, nel suo uscir definitivamente dalla scena del mondo, come un amaro segno, una sottolineatura doverosa e dolente della mediocrità e della tristezza farsesca e squallida del tempo che da troppo tempo viviamo. E’ morto, infatti, l’altro ieri, a quasi 80 anni, a Brescia, nella sua città, un cattolico autentico che ha rivestito un ruolo di primo piano nella storia della Democrazia Cristiana e dell’Italia del secondo Novecento e ha esercitato un grande fascino non solo per la sua raffinata ed enciclopedica cultura, per la profondità delle sue analisi e per le sue doti di oratore carismatico, ma soprattutto per la sua assoluta dirittura morale e per la sua capacità di intendere l’impegno politico come una sorta di ascesi intramondana. In quest’Italia berlusconiana dei Lavitola e dei Tarantini, di P3 e P4, di degrado e svilimento di ogni valore e di ogni pur minimo senso di decoro, di misura e di limite, un uomo dotato della personalità inconfutabile di Martinazzoli era un sopravvissuto, costretto ad assistere al più buio Medioevo morale e civile della sua e della nostra Patria.
In un libro-intervista, che è insieme la sua autobiografia e il suo testamento politico-spirituale, che s’intitola non a caso “Uno strano democristiano”, pubblicato nel 2009, l’on. Martinazzoli racconta, tra l’altro, il suo incontro ad Arcore, prima delle elezioni politiche del 1994, con Silvio Berlusconi. In quell’occasione, cercò di convincerlo a far entrare in una sorta di calderone politico, composto da Alleanza Nazionale, dalla Lega e da Forza Italia, anche il suo partito, il PPI, di cui era segretario e che era nato dallo scioglimento della DC, al fine di battere la sinistra e vincere le elezioni politiche. “C’era, dice Martinazzoli, Gonfalonieri che suonava la Rapsodia al piano, ma quando arrivammo al dunque il tono cambio e ci fu concitazione. «Ma perché lei è cosi ostile alla mia discesa in campo?» mi chiese Berlusconi. «Semplice» risposi, «perché l’impresa è fare gli affari propri, la politica è fare gli affari di tutti».
Ma di là dal raffronto triste con la nostra tremenda crisi attuale, quel che ancora e molto colpisce è che, con Martinazzoli, scompare uno dei due autentici e intelligenti eredi del pensiero e dell’opera di Aldo Moro. L’altro è, come si sa, Ciriaco De Mita, costretto, suo malgrado, a fare i conti con un livello scadente incolto, ruffianesco e miserando della politica, che non appartiene né alla sua storia, né, alla sua sensibilità e neppure al suo pensiero. Ma quel che è peggio è che l’intuizione e l’esperienza morotea e della sinistra democristiana, fondata sulla centralità della persona, che trova espressione e sviluppo in una società sempre più solidale, democratica, giusta, prospera sembra ormai quasi del tutto consegnata alla storiografia, essendosi ridotta a qualcosa che non ha più e non fa più storia. Né si può dire che, tranne qualche rara avis, essa trovi spazio nel Partito Democratico, anch’esso, come la destra, incapace di onorare la questione morale e di fare la politica pulita.
Tuttavia, pur non potendo essere neppure biografo minimale di questo grand’uomo, mi scalda il cuore e mi fa piacere all’anima dire qualcosa su Mino Martinazzoli. Può forse consentire, a chi non l’ha conosciuto o l’ha poco conosciuto, di sapere che la sua testimonia, al pari di altre vite di uomini più o meno illustri, che l’Italia, nel secolo scorso, ha avuto una classe dirigente di gran nome e di alta e nobile qualità etico-politica. Basti dire che essa tanto ha contribuito a trarla fuori dalla catastrofe in cui l’aveva piombata il fascismo con l’avventura tragica della Seconda guerra mondiale. Peraltro parlare di Martinazzoli serve anche a comprendere meglio quali sono i valori e i principi da rinnovellare, riprendere, far propri.
Fermo Mino Marinazzoli nacque il 30 novembre del 1931 a Orzinuovi, una cittadella fortificata distante appena qualche chilometro da Brescia. Fin da giovane aderì alla Democrazia Cristiana, spintovi dalla sua profonda fede cattolica, dalla sua indole solitaria eppur sollecita verso l’umana sofferenza. Potentemente operò su di lui l’influenza intellettual-religiosa del bresciano Monsignor Giambatista Montini, il futuro indimenticabile papa Paolo VI.. Il cattolicesimo di Mino era di stampo manzoniano, politicamente e filosoficamente arricchito dalla lezione di Sturzo e Maritain. Difficile, però, circoscrivere l’ambito della biblioteca delle sue conoscenze e dei suoi pensieri, come si evince dai suoi pur criptici riferimenti a una serie sterminata di autori. Al massimo, si può notare la sua preferenza per il pessimismo esistenziale e l’autenticità e radicalità religiosa di Kierkegaard, così consone alla sua riflessiva malinconia, che però non si rinchiudeva in se stessa, anzi si apriva con coraggio e sferzante ironia al confronto con il mondo, con i suoi pericoli e i suoi lati peggiori e più egoistici e furbeschi, grazie alla frequentazione con gli scritti e gli aforismi ironico-moraleggianti di Karl Kraus (che non di rado citava).
Fu naturale per il giovane Martinazzoli, che si laureò a pieni voti in legge, aderire alla DC ed entrare a fare parte della Sinistra di base, che aveva a Milano come esponente di spicco Marcora e vantava, nel resto del Paese, tra i suoi leaders, le più vivaci intelligenze dello Scudo crociato: da Granelli a Galloni, da De Mita a Pistelli, da Misasi a Mancino. Schierandosi nella sinistra dc, Martinazzoli si contrappose con determinazione intransigente alla Dc non solo moderata ma maneggiona e moralmente opaca del sindaco di Brescia Boni e del tanto (e a ragione) discusso ministro Prandini. A 29 anni, divenne consigliere comunale del suo paese natale e a 41anni (1972) fu eletto senatore, rimanendo in Parlamento ininterrottamente fino alla metà degli anni novanta,
Legato da forte amicizia e comunanza di idee con Moro e Zaccagnini, fu però, dopo, l‘ascesa dell’on. De Mita alla guida della Democrazia Cristiana, agli inizi degli anni ottanta, che Martinazzoli ebbe la possibilità di diventare, come meritava, una personalità di primo piano nel panorama politico nazionale. Per l’esattezza, allorquando si trattò di scegliere il candidato della sinistra dc da eleggere, dopo Piccoli, alla carica di Segretario nazionale dello Scudo crociato, Martinazzoli si schierò apertamente e determinatamente a favore di De Mita, a differenza di quanto fece, ad esempio, Zaccagnini che avrebbe preferito Bodrato. Grazie anche alla convergenza di fanfaniani e andreottiani, De Mita fu eletto Segretario, ricoprendo quell’importante carica per più di sei anni. A sua volta, il Neosegretario, riconoscendone le elevate qualità, puntò decisamente a valorizzare quel giovane e brillante avvocato bresciano. Fu così che Martinazzoli fu per quattro anni Guardasigilli nel governo Craxi, poi capogruppo dei deputati dc, e ancora ministro: prima della Difesa e in seguito o delle Riforme istituzionali. Nell’assolvere questi così delicati e importanti incarichi istituzionali, Martinazzaoli non solo dimostrò intuizione e capacità di governo rare ma anche assoluta onestà e spirito riformatore, conquistando fame meritata in Italia e all’estero. Ma fece anche di più: fu un leader dc e un uomo di governo, cosa rarissima, che veramente e seriamente contrappose lo Stato alla mafia, alla quale il suo partito in Sicilia era così radicalmente e organicamente legato, tanto da far parlare Sartori di “blocco sociale democristian-mafioso” a cui, senza soluzione di continuità, si è sostituito quello “berlusconian mafioso”. Infatti, come ministro della Giustizia si adoperò moltissimo, anzi si eresse a baluardo istituzionale per consentire che si celebrasse, nella prima metà degli anni ottanta, il cosiddetto maxiprocesso alla mafia siciliana. Non per accidente, Falcone e Borsellino nutrirono sempre nei suoi confronti un’incondizionata stima. Questa è una cosa che è bene dire e ripetere, non foss’altro per non ridurre ingiustamente il suo ricordo a quello di ultimo Segretario della Democrazia Cristiana.
In realtà fu il CAF, furono le forze moderate e conservatrici della DC a impedire che, dopo la Caduta del Muro, a differenza di quanto accadde alla DC tedesca, la DC italiana si salvasse. Infatti, al congresso del febbraio 1989 della DC gli fu impedito di diventare segretario della DC, preferendogli lo scialbo e moderato Arnaldo Forlani, uno dei tre famigerati personaggi del CAF. Forse, anche se parlando con i senno di poi, si può dire che in quell’occasione la sinistra dc nel suo complesso e, più in genere, le forze migliori del mondo cattolico democratico non intesero fino in fondo che il loro compito storico era di unirsi e di dare un futuro a una grande, pur se così contraddittoria, intuizione di libertà e di democrazia, qual era la DC, liberandola finalmente dalla zavorra mafiosa e conservatrice, se non visceralmente reazionaria.
Il ciclone di Tangentopoli, di lì a qualche anno, travolse la DC. Quando Martinazzoli, nell’ottobre del 1992, fu eletto per acclamazione Segretario della DC, era troppo tardi. Come anche la trasformazione successiva della DC in Partito Popolare Italiano, a voler segnalare un catartico ritorno alle origini, fu poco più di un fallito esorcismo. Sconfitto nelle elezioni del 1994, Martinazzoli si dimise da segretario del PPI, rifiutando di fare la stampella della claudicante maggioranza di Berlusconi, che in Senato non disponeva della maggioranza. Ciò però non gli impedì, con autentico spirito di servizio, di accettare la candidatura a Sindaco della sua città e di governarla con una maggioranza di centrosinistra dal 1994 al 1998. Nel 2000 accettò anche di porsi a capo dell’Ulivo nelle elezioni regionali in Lombardia, rimediandone una sconfitta cocente. Ormai l’Italia svoltava a destra. Dopo aver svolto fino al 2005 con serietà e costanza il suo compito di consigliere regionale di minoranza, Martinazzoli ha dedicato i suoi ultimi anni alla riflessione e allo studio. D’altronde, che cosa stava per accadere l’aveva ben compreso subito dopo la Caduta del Muro. Disse in modo presago: “Siamo attesi da un’altra sfida, nei prossimi anni dovremo combattere contro il nulla della politica”.
E’ questa la sfida che attende ancora oggi l’Italia, anzi le sue forse progressive oneste e colte, se hanno volontà e forza per impegnarsi per un suo nuovo Risorgimento.
La dimensione di Mino Martinazzoli è ormai un’altra: insieme a quella contenuta nei libri di storia, è la dimensione di cui parla Moro scrivendo alla sua Noretta e che Marrtinazzoli ha fatto propria per la sua Giuseppina: “Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”.
Luigi Anzalone
Sembra che il nostro commissario del Pd napoletano, Orlando, stia cercando di organizzare il partito sul territorio attraverso i forum e il team dei 5, come battezzato dal corriere del mezzogiorno. A mio avviso sono scelte giuste e auguro un buon lavoro ai vari responsabili. Però sarebbe stato più utile eleggere un nuovo segretario politico attraverso le primarie per dare maggior peso e sostegno a questa organizzazione, forse da Roma hanno paura nuovamente di un tesseramento fasullo e di una guerra fra le varie anime oppure con le elezioni alle porte con questa legge elettorale si vogliono nominare i parlamentari non a Napoli?
Bossi: “Governo fino al 2013? Troppo lontano”
E rilancia “la Padania come alternativa all’Italia”
http://www.repubblica.it/politica/2011/09/16/news/bossi_italia_rotoli-21751533/?ref=HREA-1
Come sempre inquietante, ma era nelle cose altrimenti la Lega morirà berlusconiana. Si deve andare a elezioni ed evitare che tali personaggi rimangano al governo del nostro paese!
Il Presidente Berlusconi non vuole venire a Napoli a parlare con i PM e con il capo della Procura di Napoli dott.Lepore che giustamente deve svolgere il proprio lavoro, mi chiedo a cosa è servito votare ai referendum se si continua a dire NO alla Giustizia, tutto quello che sta avvenendo con le donne del Presidente e solo per nascondere il peggio e portare questa inutile legislatura ai suoi giorni, leggo che bisogna firmare per abrogare le Leggi elettorali fatti dai governi di destra e di sinistra, ma che serve se poi abbiamo votato al vecchio referendum “SI” al nucleare e poi si vuole costruire un inceneritore nel centro città, “SI” all’acqua pubblica quanto poi ci costa tre volte di più perchè l’acqua della fontana è di cattivo gusto e siamo costretti a comprarne quella privata nelle bottiglie di plastica, “SI” all’illegittimo impedimento impedimento poi un capo della Procura convoca un presidente in Procura è tale gli ride in faccia, insomma a cosa serve questi referendum. Giuseppe Formisano
Sarà vero che se il governo non invia fondi ai Comuni i Comuni non possono inviare fondi ai Presidenti delle Municipalità,ma se poi succede che vengono sboccati i fondi succede che le Municipalità specialmente al sesta dico la 6° Municipalità non pensa a come spendere questi fondi per la risoluzione dei problemi territoriali ma come fare squadra per i compari, i consiglieri Comunali “Borriello, Bobo, Babà” oltri a quelli della Municipalità “uniti” nelle cose inutili che anzichè di pensare su come risolvere l’enorme problema delle strade principalmente quella che va da Via Marina fino al Corso San Giovanni che è un pericolo per gli automobilisti che per i motociclisti, invece pensano di stare fuori alle ville Comunali a perdere tempo per la raccolte delle firme per far abolire oppure approvare costruzioni che devono essere decise in Consiglio, per non parlare dei parlamentini che anzichè di mobilitassi per il territorio e dei propri elettori, organizzano assemblee su come spartirsi le poltroncine rimaste, onorevole Bassolino dalla fine del suo mandato ad oggi non è cambiato nulla se non per dire che è cambiato solo la persone da Sindaco da donna ad uomo ma nulla è cambiato, c’è sempre puzza di corruzione anche se adesso ci sono le finestre aperte. Giuseppe Formisano
Ordinanza ad horas: stop ai permessi in preferenziale alle auto blu della Regione.>>>>>
Quello che fa più scalpore non è che sprecano i fondi pubblici per le auto blu a scopo personale o Istituzionale, ma è che tale auto vengono usate per i lori figli e le loro compagne per i destinazioni che non hanno nulla a che vedere Istituzionali, e mi chiedo perchè mai la Procura della Repubblica vuole interrogare il Presidente Berlusconi per l’uso dei aerei presidenziali per le sue ragazze quanto poi non indagano e puniscono coloro che davvero sfruttano e abusano per davvero di tali beni dello Stato facendo un danno ai fondi pubblici per scopi personali e familiari. Giuseppe Formisano
Di Pietro come Bossi: candida il figlio alla Regione!.>>>>>
Come le scrivevo onorevole Bassolino, Le bastava che candidava suo figlio Gaetano alla politica è tutti le male lingue andavano a farsi fottere, comunque fa bene l’onorevole Di Pietro a candidare suo figlio, deve pur mangiare sto guaglon, è allora perchè no tanto meglio i soldi dei contribuenti. Giuseppe Formisano
Si può rubare per il Partito?
Nelle sue “Memorie di un rivoluzionario”, pubblicate a Parigi nel 1878, il grande anarchico russo Kropotkin adoperò la parola “esproprio” come sinonimo di “rapina a mano armata” per indicare uno strumento necessario per finanziare la rivoluzione. Meno di trent’anni dopo, i bolscevichi, guidati da Lenin, misero in pratica l’indicazione di Kropotkin, realizzando una serie di espropri, di cui il più celebre fu nel 1907 quello di Tiflis, un capolavoro di Stalin. Lo scandalo nel movimento operaio russo e internazionale fu enorme e aspra la discussione che ne seguì. Si trattava di stabilire l’ammissibilità di una siffatta forma di finanziamento per costruire la società dei liberi e degli uguali. Lenin, pur se in modo cauto, si espresse a favore; Martov, leader dei menscevichi, contro. La contrapposizione fu dolorosa per colui che sarebbe diventato il più grande e geniale rivoluzionario di tutti i tempi, poiché accentuò la rottura con Martov al quale era legato da profonda stima e amicizia: nel 1895 avevano fondato insieme il gruppo socialdemocratico di S. Pietroburgo.
Nel 1970, Massimo Riva, inviato dell’“Espresso”, andò a Budapest e chiese a Lukács un’intervista su Hegel, di cui ricorreva il 200° anniversario della nascita; ma, con sua sorpresa, si sentì rispondere suppergiù così: «Di Hegel ho detto circa trent’anni fa quel che pensavo con il mio libro “Il giovane Hegel”. Ora, semplicemente, me ne sto zitto. Quel che, piuttosto, mi interesserebbe stabilire è se è lecito per un comunista rubare per il Partito».
Da parte mia, mi guardo bene dall’avere la pretesa di sciogliere una questione che contrappose duramente Lenin e Martov e su cui non so se Lukács giunse a elaborare una sua soluzione. La cosa, però, mi è venuta in mente, assistendo alla volgare e canagliesca canea che la prezzolata stampa berlusconiana, con il suo corteggio di servi e di “pie donne”, per lo più parlamentari, ha scatenato sul caso Penati. La verità giudiziaria, è bene ricordarlo, sarà stabilita in tribunale. Ma giacché, come diceva Stalin, “il 10% di una verità è già una verità”, appare evidente che si tratta di una vicenda di flussi di denaro non avvenuti alla luce del sole. Ma appare altrettanto evidente – fino a prova contraria – che Penati, come ha rivendicato, non si è certo arricchito facendo politica. Per capirci, l’ex Presidente della Provincia di Milano non è il senatore Tedeschi che faceva affari nella sanità pugliese per arricchirsi come un Creso. Se Penati ha preso dei soldi, li ha dati al Partito, cioè ai ds e ai democratici milanesi e lombardi. Trovo, quindi, ingiusto l’accanimento dei democratici contro di lui. E io posso dire una cosa del genere: per vent’anni, specie come Presidente della Provincia di Avellino e poi come Assessore al bilancio e al demanio della Campania, ho trattato il denaro pubblico come un prete degno del nome tratta l’ostia consacrata sull’altare.
E’ indubbio che c’è una questione morale all’interno del PD. Ma essa è duplice: da un lato, rinvia all’abbondanza di ladroni e affaristi specie nel PD meridionale, che vanno cacciati; dall’altra al persistere di qualche forma sbagliata di finanziamento del partito in un tempo che non è di rivoluzione. Affrontare questi due distinti aspetti della questione morale con mezzi adeguati è necessario ed urgente, mentre il bunga bunga del degrado morale e civile dell’Italia si accompagna ad una crisi socio-economica devastante e drammatica.
Luigi Anzalone
Costa (Pdl): non escludo un futuro di Lepore in politica
Un duro attacco alla magistratura dal capogruppo Pdl in commissione Giustizia: ”I pm che processano Berlusconi? Gente in cerca di visibilità”
(quelli che invece lo difendono? un posto in politica?)
NAPOLI – All’indomani delle dichiarazioni del procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore, che aveva rivelato le prime indiscrezioni sull’indagine riguardante le primarie del Pd di Napoli, il capogruppo Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa (intervenuto a Klauscondicio) ipotizza un futuro politico per il procuratore partenopeo: “Lepore? Non escludo un suo futuro in politica”.
http://www.napolicentro.eu/home.asp?ultime_news_id=3220
Ecco i danni della destra:
Circum, ecco la lista dei 125 consulenti
che costano all’azienda in crisi 2 milioni
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/09/24/news/circum_ecco_la_lista_dei_125_consulenti_che_costano_all_azienda_in_crisi_2_milioni-22141471/
Articolo ripreso dalla “LA REPUBBLICA” di oggi.
È PUBBLICA la lista di avvocati che lavorano come consulenti per la Circumvesuviana. Una lista che costa alle sconquassate casse dell’azienda circa 2 milioni di euro l’anno. Una lista che la scorsa primavera, in piena campagna elettorale, si è allungata da 4 a 125 nomi. E tra questi nomi, (da ieri sul sito della azienda di trasporti regionale) c’è una fitta schiera di uomini del Pdl, anzi per la precisione uomini legati alla compagine di Fulvio Martusciello e — a cascata — a Salvatore La Porta, candidato al Comune.
Chi sono? Manuela Esposito (ex consigliera del Pdl al Vomero e compagna di scuola di Martusciello nonché sua consulente alla Regione), Giuseppe Fierro, ex consigliere Forza Italia a Bagnoli; Gian Luca Lemmo, candidato con Forza Italia al Comune nel 2001 e assessore a Bacoli in quota Martusciello; Alessandro Librino e Mario Mele, consiglieri neoeletti a Chiaia e abbinati a La Porta; Gaetano Micera eletto a San Giovanni/Barra nel 2001 nella lista che appoggiava come candidato sindaco il fratello di Fulvio, Antonio Martusciello; Francesco Migliarotti amico personale di La Porta; Debora Savastano parente di Iris, consigliera eletta al Vomero in quota La Porta — Martusciello.
E questi sono solo alcuni dei nomi della lista, che arriva dopo la richiesta dell’assessore regionale Vetrella all’ad della “Circum”, Gennaro Carbone (a sua volta ex consigliare comunale dell’area martuscelliana), di fornire una relazione e di spiegare i motivi per cui l’azienda, visti i tagli, non ha usufruito del patrocinio dell’Avvocatura regionale.
Chi parlava a sproposito di TOTONNO BASSOLINO ora si legga l’articolo di cui sopra.
SALUTI LIMATOLA LUIGI…… ER ROMANO
Se qualche esponente del centro-destra vomerese cercava di farmi passare per un voltagabbana politico…..solo perchè, qualche anno fà mi dava qualche incarico di lavoro, ha IRRIMEDIABILMENTE perso la sua partita.Sono conosciuto, come uomo di centro-sx che NON intendeva e NON intende cambiare casacca politica.Bisognerebbe comprendere perchè qualcuno di centro-destra ha tanto interesse per me……????Fateme un bonifico…LUIGI ER ROMANO
Bagnasco afferma che Berlusconi ammorba l’aria….se ne sono accorti un pò in ritardo, scusate l’ironia….Ministri di governo inquisiti per rapporti con la mafia….e la P4 che ancora non è stata smantellata…..LIMATOLA LUIGI ER ROMANO
Lettera aperta al commissario del PD della provincia di Napoli On. Andrea ORLANDO
Con mio grande piacere si sono raggiunte le firme necessarie per il referendum abrogativo del cosiddetto “porcellum”, anzi se ne prese il doppio quindi molto probabilmente onde evitare di ritornare al “mattarellum” o meglio per continuare ad usare l’attuale legge elettorale si andrà a votare l’anno prossimo (2012).
Caro compagno Andrea ORLANDO senza nulla togliere ai tuoi meriti di aver gestito un partito a dir poco irrequieto quale è il PD napoletano sarebbe opportuno, e lo dico da subito dopo le primarie di quest’anno, eleggere un nuovo segretario cittadino (non provinciale) perché in questi ultimi anni ogni qualvolta che si è andati a elezioni a Napoli c’era sempre un commissario per il PD e si è sempre perso quindi auspico che almeno alle probabili politiche dell’anno prossimo andiamo con un segretario politico, se non per valutazione politica ma almeno per scaramanzia!
Quindi proporrei:
un tesseramento entro fine novembre 2011;
primarie aperte per l’elezione del direttivo e segretario cittadino, direttivo e segretario di municipalità (non di quartiere) entro il 2011;
i candidati dovranno essere tutti iscritti al PD napoletano;
la legge elettorale e la composizione dei direttivi dovrà essere identica a quella del comune di Napoli in quanto nonostante qualche difetto è la migliore legge con cui ho mai votato.
Per essere più dettagliato il direttivo di città deve essere di 48 persone più il segretario,quello di municipalità 30 più il segretario, le liste equivalenti alle liste dei partiti (non bloccate), segretari equivalenti al sindaco e presidenti di municipalità, il metodo elettorale identico a quello di municipalità e comunale quindi un proporzionale con premio di maggioranza, essendo per quest’ultimo previste un terzo donne inserirei la doppia preferenza per genere come si fa con la legge elettorale campana. I vari esecutivi scelti fra gli iscritti.
Idem dovrebbero fare tutti i circoli dei vari comuni della provincia di Napoli e i vari segretari e direttivi dovranno far capo al segretario regionale del PD.
Per concludere utilizziamo le leggi elettorali per comune e regione Campania rispettivamente per le primarie di comune e di regione in quanto buone leggi. Al nazionale proporrei tipo quello regionale campano. Abbiamo bisogno di fare le primarie a Napoli perché dobbiamo dimostrare che anche qui le riusciamo a fare ovvero come si dice a Napoli dobbiamo toglierci “o’ scuorno a faccia”.
Saluti Carlo FALCONE
Direttivo PD VOMERO-NAPOLI
Condivido con Carlo FALCONE, ma a Napoli Est come la mettiamo visto che non interessa a nessuno chi è il segretario o il presidente del partito, ognuno decide sul da farsi senza rispettare regole e direttive di un partito inesistente. Giuseppe Formisano
Onorevole Bassolino, forse la fondazione SUDD può dare qualche speranza di ricostruire un partito che non esiste più, ma escludete coloro che si sono impossessati delle poltrone solo perchè se le sono comprate. Giuseppe Formisano
Disastro NapoliServizi, 5 milioni di spese pazze.>>>>>
Ci vuole un costante CONTROLLO e non solo sulla dirigenza ma anche sui lavoratori, chi sono, come hanno ottenuto l’incarico, da quali voti di partito e camorra sono stati assunti, insomma sono stati sottratti fondi economici per scopi di spreco e per di più con la con la crisi economica che c’è il Comune non può assolutamente permetterlo. Giuseppe Formisano
Mi tolga una curiosità…è un po di tempo che è uscito di scena dal panorama politico/amministrativo, sarei curioso di sapere come fa a campare. Con i contributi riservati alla casta, da lei criticati, o con i “risparmi” conservati con tanta fatica ?
Che strana domanda!con gli stessi soldi con i quali campano altri pezzi di “casta” come Ingrao e tanti e tanti ex deputati e senatori,o nella casta ci stanno “e bbuoni e i malamenti?”
Al Redattore capo del “Mattino”
di Avellino, dott. Generoso Picone
Caro dott. Picone,
Ti scrivo perché avverto l’esigenza di svolgere alcune osservazioni a margine della vicenda processuale scaturita dalla frana di Quindici e conclusasi giovedì scorso in Cassazione con la sentenza di definitiva assoluzione degli imputati, tra cui lo scrivente, per non aver commesso il fatto. Consentimi, però, prima di complimentarmi con Te con il Tuo giornale per l’oggettività con cui ha seguito questa vicenda e per avermi consentito di dire pubblicamente che rinunziavo a qualsivoglia forma di prescrizione,
Di là dalla soddisfazione per il positivo esito di questa vicenda, resta il fatto che essa appare brutta, misteriosa e torbida. Due Presidenti della nostra Provincia, Repole e io, senza competenze di legge, poteri e mezzi economici, siamo stati condannati, in primo grado, ad Avellino, a tre anni senza condizionale sulla base di una kafkiana istruttoria del pubblico ministero Santoro e di una allucinante sentenza del giudice Stefania Amodeo, di cui la Corte di Appello di Napoli ha fatto letteralmente strame. Se poi penso che io sono stato il Presidente della Provincia di Avellino elogiato pubblicamente dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e insignito della medaglia d’oro dal Presidente della Regione Antonio Rastrelli per quel che avevo fatto a Quindici nei giorni del disastro, mi chiedo in quale «contesto», per dirla con Sciascia, sia maturata questa vicenda.
Ma. non è per questo che ti scrivo. Mi colpiscono due cose nei titoli e nei commenti giornalistici, che trovo sbagliate e fuorvianti. La prima: è assolutamente falso che la Suprema Corte ha assolto perché, comunque, sarebbe scattata la prescrizione. E questo innanzitutto perché il Procuratore generale della Cassazione, cioè la pubblica accusa, ha chiesto di rigettare il ricorso avverso alla sentenza di assoluzione “per assoluta mancanza di requisiti e motivazioni”. Inoltre, non ciurliamo nel manico: la Cassazione se voleva applicare la prescrizione, l’applicava. La seconda cosa rinvia al fatto che è assolutamente falso che gli imputati sono stati assolti in quanto potenti o perché, comunque, non si è raggiunta la prova della loro colpevolezza. E questo innanzitutto perché – come tutti sanno e come io ho il coraggio di dire- la colpa di quel che è tragicamente accaduto a Quindici e a Sarno rinvia direttamente a quella parte della popolazione del Vallo di Lauro che, afflitta da mentalità camorristica-mafiosa, per decenni «ha ammazzato» la montagna», distruggendo regi lagni (canali navigali), bosco e sottobosco.. Ma la natura quando viene colpita a morte, si vendica: ridotta dalle piogge a immane poltiglia, la montagna ha, a sua volta, distrutto e ucciso.
E giacché ci siamo, io denunzio il fatto che questo scempio continua a tutt’oggi e accuso chi, pure a me ignoto, lo compie e, con loro, le autorità che non vigilano. Vuoi vedere che questa mia accusa mi procurerà un’altra condanna dall’ottimo tribunale di Avellino, mentre lo scempio, indisturbato, andrà avanti fino al prossimo diluvio e conseguente eccidio?
Cordiali saluti
Luigi Anzalone
Epidemia colposa emergenza rifiuti 2008 prosciolti dal gup Bassolino e Iervolino – Il Mattino
http://www.ilmattino.it
NAPOLI – Sono stati tutti prosciolti dal gup di Napoli Paola Piccirillo i 20 imputati di epidemia colposa nell’ambito dell’inchiesta sulla permanenza dei rifiuti nelle strade durante l’emergenza 2008…
PROSCIOLTI BASSOLINO E LA JERVOLINO!!!!ENNESIMA TREMENDA MAZZATA PER IL CENTRO-DESTRA…!!!!
Per mia considerazione i SOLI prosciolti “assolti” devono essere on.le Antonio Bassolino e l’on.le Rosa Russo Iervolino, il restante TUTTI dai Sindaci agli assessori a finire all’ultimo dei consiglieri del Comune della Regione e della Provincia sono decisamente responsabili dei tutto quel disastro ambientale, e la Procura non li ha nemmeno portati al giudizio. Giuseppe Formisano
“Dopo lo ” tsunami” De Magistris, c’è ancora qualcuno che organizza e qualcuno che partecipa a dibattiti sulle passate esperienze di governo a Napoli e nella Regione. Il giudizio su quelle esperienze e’ gia’ stato dato per ben 3 volte : alle elezioni provinciali, regionali e comunali. Ora si tratta di prenderne finalmente atto e decisamente voltare pagina come hanno chiesto gli elettori.Non perdere altro tempo prezioso !
(Nuova Alleanza per Napoli, FB. Concordo pienamente)
@Luigi Limatola
La mazzata sarà pure per il centro-destra, ma lo smacco è riservato anche a tutti quelli del centro-sinistra che hanno irresponsabilmente isolato, ma sarebbe meglio dire abbandonato, l’ex governatore nella fase più acuta della crisi, lasciandolo alla mercè degli attacchi destra. Senza dimenticare quelli di “sinistra”che lo hanno addirittura attaccato(il cd fuoco amico)agevolando il gioco delle destre.
Sono sempre più convinto che col passar del tempo le situazioni e le respobsabilità saranno maggiormente delineate e l’operato d Bassolino, con le sue luci ed ombre,sarà finalmente giudicato con la giusta obiettività.
@Pablo
Mi ritrovo pienamente con la tua analisi.CIAO
Nell’attesa, pablo, Bassolino aveva comunque fatto il suo tempo (quasi 20 anni!) a Napoli ed in regione. I destini della nostra Città non potevano in alcun modo essere subordinati a quelli giudiziari (tuttora da chiarire) di Bassolino. Quanto alle responsabilità politiche, a me pare assolutamente incontrovertibile quel passaggio di “Nuova Aleanza per Napoli “…Il giudizio su quelle esperienze e’ gia’ stato dato per ben 3 volte: alle elezioni provinciali, regionali e comunali..”.
Un giudizio di bocciatura inappellabile (questa sì)per Bassolino.
1)Incontrovertibile è che con Bassolino candidato abbiamo sempre vinto, anche quando si perdeva in tante parti d’Italia.
2)Nicolais e De Luca li ha scelti Bassolino o sono stati scelti contro Bassolino?
beh, la Iervolino la indicò Bassolino…vinse, 2 volte, ma non penso che Rosetta passerà alla Storia come sindaco decente.
Se stilassimno un’ipotetica classifica dei sindaci di Napoli e escludendo Bassolino e Valenzi non so quanti amministratori si piazzerebbero meglio della Iervolino, se non altro per una specchiata onestà. Secondo me chi riesce dopo ben 2 mandati ad uscire pulito in quasta città dove basta pochissimo a esser colluso o a “sporcarti” meriterebbe un encomio solo per questo.
@Franco Tambaro
Sono anch’io convinto che il ciclo di Bassolino era giunto al termine dopo circa un ventennio, ma invece di far tesoro di quell’esperienza e ripartire da lì per migliorare, il centrosinistra, Veltroni in testa, con le sue scelte ha dilapidato un enorme patrimonio, ed è vero che ci sono state sonore sconfitte del centrosinstra in questi ultimi anni ma ciò è avvenuto in tutta la Penisola, pertanto la responsabilità è da ricercare più a livello centrale che locale.
Ma, ripeto, il tempo che è galantuomo ristabilirà tutto quanto, nel frattempo però abbiamo regalato provincia e regione a questa destra incolcludente ed è mancato poco che gli consegnassimo anche la città di Napoli, infatti considero la vittoria di De Magistris quasi un miracolo e in parte dovuta alla parabola FINALMENTE discendente di Berlusconi.
La Iervolino è stata indicata oltre che in primo luogo da Bassolino anche dal partito e da tutta la coalizione.
La Iervolino è uscita dal comune senza ombre ed inoltre ha governato durante il massimo del potere Berlusconiano, forse in futuro si leggerà la storia con maggiore distacco.
De Magistris sembra che voglia imitare il Bassolino sindaco, secondo me fa bene a farlo anche se non ha lo stesso spessore incorrendo in errori di stile e di sostanza. Aggiungo che il suo essere contro i partiti e puntare ad un partito personale mi ricorda molto Berlusconi, inoltre vedi come ha attaccato De Marco e in un certo senso attraverso Narducci lo stesso CSM.
Onorevole Bassolino, cosa ne pensa dei giovani Sindaci d’Italia De Magistis e Renzi, cambieranno l’Italia dal nord al sud oppure seguiranno le orme fallimentari dei leader Bersani e leader Berlusconi, con stima. Giuseppe Formisano
Quali sarebbero i fallimenti di Bersani, poi? A me pare che sia stato l’unico ministro di questa repubblica che ha affrontato con coraggio e con qualche successo le liberalizzazioni, inimicandosi intere categorie di privilegiati(vedi notai).
Paragonarlo a Berlusconi mi sembra esercizio di pura fantasia, piuttosto il “giovane” Renzi mi ricorda, sotto molti aspetti, il cavaliere.
Più seguo il sindaco di Firenze più resto sconcertato, anzi immagino che prima o poi approderà a qualche formazione di centrodestra, che sicuramente potrà assecondare meglio le sue, come dire, attitudini.
Anche secondo me Renzi farebbe meglio ad andare un pochino più a destra, lo vedo bene in Futuro e Libertà.
E’ finita la manifestazione a Roma del PD, speriamo che non si allei con nessuno e vada dritto per la sua strada, al più SEL e IdV si fondono con il PD in qualità di movimenti personali di Vendola e Di Pietro.
Solidarietà a De magistris, anche se durante la campagna elettorale ne ha sparate grosse! Ora si sta comportando da moderato evitando di spaccare!!
Il Presidente Berlusconi si dimetterà prima di Natale, lo scrivo da mesi, ma con questo non vedo seduto al palazzo Chigi l’on.le Bersani solo perchè spera che Berlusconi si dimette, Renzi e giovane è ha ancora molta esperienza da fare ma con questo bisogna dire che amministra una grande città come Firenze e tale porterà migliaia di voti a Bersani e con tale porterà il PD a Palazzo Chigi, ma no Bersani Presidente, ci vogliono persone “premier” che a Bruxelles facciano rispettare l’Italia. Giuseppe Formisano
Domanda: ma nella legge di stabilità si può inserire una nuova legge elettorale!!?
Bisogna votare subito, non c’è legittimazione del corpo elettorale, il Governo-Monti non sarebbe l’ennesimo ribaltone, sarebbe un golpe!
Mario Monti nominato senatore a vita.>>>>>
La premessa è che quanto ritorneremo alle urne, auguro agli Italiani di verificare se nelle liste ci sono “seicento papponi” Deputati e “trecento sangueche” dei Senatori, se ciò avviene allora io non andrò a votare, mi chiedo, e mai possibile con la crisi che ci troviamo, c’era bisogno di nominare un altro senatore a vita, in quanto io mi dovrò tassarmi per dargli da mangiare per tutta la sua vita per nulla, spero che alle prossime elezioni ci sia la volonta di ogni partito di candidare almeno 10 persone per ogni partito, raggingendo un totale per tutti i partiti la somma di cento parlamentari, è non di mille persone tra Senatori e Deputati, oltre ai migliaia e migliaia di segretari e sottosegretari che rapprentassero solo un grave danno economico al nostro paese, ma comunque se ciò avviene, cioè, che dovrò patecipare con il mio voto a distruggere il mio paese per sfamare 10000 persone “papponi” in un Parlamento, allora il mio voto non l’avranno. Giuseppe Formisano
Anche se il PD avrebbe tutto l’interesse ad andare subito al voto, considerendo che tutti i sondaggi lo vedono come primo partito e vincitore ad eventuali elezioni a presindere da qualsiasi alleanza, mi sembra saggia la sua decisione di appoggiare un governo Monti anteponendo l’interesse del Paese a quello del partito.
Spero che il governo Monti, qualora ci sia, si prefigga pochi punti da realizzare, innanzitutto far fronte alla drammatica crisi economica per evitare di fare la fine della Grecia e di pagare degli interessi estremamente onerosi sul nostro enorme debito pubblico per poi mettere mano all’attuale schifosa legge elettorale per consentire ai cittadini di poter scegliere finalmente i propri rappresentanti al Parlamento.
Contrariamente, andare al voto subito con questa legge elettorale sarebbe un errore imperdonabile.
Ore 17:25 sto seguendo la discussione alla Camera sulla legge di stabilità 2012, non perché mi interessa in particolare la legge ma perché ancora non ci credo che Berlusconi si dimetta. Ormai da quando ho iniziato a votare l’immagine di quest’uomo è sempre presente nel panorama politico nazionale e il fatto che non sarà più protagonista della politica da oggi in poi quasi mi disorienta e allo stesso tempo mi emoziona; lo sento come un evento così raro per cui avevo perso ogni speranza, che è paragonabile alla vittoria del primo scudetto del Napoli (scusate l’accostamento).
Cmq vediamo, non è ancora finita!
http://www.youtube.com/watch?v=eTiMczv9QpM&feature=related
SE NE STA’ PER ANDARE…..FESTEGGIAMO??IO DIREI DI SI, SI CHIUDE UN CICLO….COME SCRIVEVO E DICEVO….JATEVENNE FOREVER!!!!!!!
LUIGI ER ROMANO SALUTI
18.35 – Linee bus deviate in Via del Corso a Roma. L’Agenzia per la Mobilità di Roma informa che, a causa di un elevato numero di persone presenti in largo Chigi davanti al palazzo del Governo, via del Corso è stata chiusa.Centinaia e centinai di persone davanti a palazzo Grazioli, entra Gasparri, anche per lui bordate di fischi
18:42 Roma, militanti di Forza Nuova in piazza
Con lo slogan “L’Italia non si svende”, un gruppo di Forza Nuova manifesta a Largo Chigi davanti al palazzo del Governo. Il gruppo è stato contestato dal resto delle persone che si sono riuniti davanti al palazzo che hanno intonato l’Inno di Mameli cercando di allontanarli a gesti….
LUIGI ER ROMANO
Si è dimesso, lo sò “io sò sempre tutto”, Le auguro che si presenta alle prossime elezioni in Parlamento da onorevole, dovete esserne in pochi in Parlamento, ma con le palle, con stima. Giuseppe Formisano
Monti: “Farò con urgenza e scrupolo”
Poi se ne è andato senza dire neanche una barzelletta; non sono più abituato!!
Il senatore Monti SBAGLIA come prima mossa di mettere la tassa sulla prima casa, quanto poi doveva cominciare a chiedere a loro stessi in Parlamento in quanto guadagnano poco più di 30 dico trenta mila euro al mese, doveva fare un comunicato alla nazione ai CITTADINI che gli PAGANO lo STIPENDIO, faremmo una cosa in politica senza precedenti, cioè anziché di mantenere per ogni partito tra i 40 e i 50 tra deputati e senatoti per un totale di mille papponi i quali guadagnano per ogni singola persona poco più di trenta mila euro al mese, ne faremmo dei grandi tagli, cioè ogni partito nazionale per emergenza nazionale di economia lo STATO ITALIANO decide di revocare il 60% dei parlamentari, insomma non si possono tenere mille papponi a trenta mila euro al mese per decidere il nulla, quanto poi ci sono le Regioni le Province e i Comuni con tante di Municipalità a decidere la sorta del nostro paese, senatore Monti sia serio, cominci da li in Parlamento a fare tagli è dopo alla povera gente. Giuseppe Formisano
Il governo Monti nasce da un imposizione dall’alto di Giorgio Napolitano, solo la storia dirà se è stata una decisione democratica o meno in quanto secondo me si doveva prima fissare la data delle elezioni e poi prevedere un governo di passaggio per fare 4 o 5 cose da tutti i partiti e parti sociali condivise in maggioranza. Mi auguro che Monti sappia fare e dica chiaramente che non ambisce ad alcuna futura candidatura.
La politica deve ritornare protagonista sempre che si rispettino le regole democratiche che sono alla base dei principi della nostra costituzione quindi elezioni con una legge elettorale decente; un investimento sul ricambio generazionale, sul merito e sull’abolizione dei privilegi non giustificati.
quoto l’ultimo commento di carlof
Una fiducia da record per il premier Otto su dieci promuovono Monti – Repubblica.it
http://www.repubblica.it
Pdl al 24%. L’Udc vola al 10%, il Pd oltre il 29%.
Il consenso personale del Professore, secondo i dati Demos, raggiunge addirittura l’84 per cento. Ok anche dal 60 per cento degli elettori leghisti. Due su tre considerano il nuovo esecutivo una “eccezione democratica”.
IL PARTITO DEMOCRATICO PRENDE LE “DISTANZE” DAL PARTITO DI BERLUSCONI, nell’ultima indagine demoskopica sulle intenzioni di voto degli italiani……
Dalla LA REPUBBLICA di stamane.
Sul sito della fondazione è stata data come news l’articolo di Pappalardo.
http://www.ow25.rassegnestampa.it/donnepdac/PDF/2011/2011-11-23/2011112320260753.pdf
In merito a questo argomento ho fatto un post sul blog di De Marco che qui mi permetto di riproporre.
“Postato da carlof | 23/11/2011
Beh giustamente Vecchioni vuole essere pagato, come voleva essere pagato Saviano per la trasmissione di Fazio. Ma il nostro sindaco pensava di essere così DIVINO e VENERATO che le semplici regole del LAVORO Retribuito sarebbero saltate? A volte penso che del populismo che ci propina quotidianamente grazie ai suoi esperti di comunicazione faccia breccia anche in lui ovvero come si dice a napoli “sò cred!”
“
volevo farle leggere questo articolo
http://www.linkiesta.it/moody-s-ha-poche-speranze-la-regione-campania
in cui si evince che il disastro delle finanze della regione campania.
questa situazione ha delle conseguenze ovviamente in termini di servizi ai cittadini e peso sulle generazioni future.
Con che coraggio pubblica messaggi ancora sul suo blog?
se esistesse una toponomastica negativa dovrebbero intestarle la piu’ brutta via di napoli “Via Bassolino, peggiore sindaco di Napoli di tutti i tempi, presidente della regione campania, inutili e dannosi i suoi anni di governo.
@MICHE71….BERLUSCONI TAGLIA I FINANZIAMENTI E LEI SE LA PRENDE CON BASSOLINO???
GUARDATE UN PO QUESTI DATI DEL SOLE24 ORE….
Il famoso quotidiano “comunista” (Il Sole 24 ore) ci da al 32,7%.(PARTITO DEMOCRATICO)
Il PDL è al 21,8%, la lega al 9,1%, l’UDC all’8,4%, SEL al 4,7%, IDV al 7,7%, M5S 3,9%, FLI 3,8%… BUONA DOMENICA LA PDL E’ A PEZZI…!!!
Con Bossi o con Cavour?
“Questo governo fa schifo”: Also sprach (così parlò) Umberto Bossi, al cui paragone lo Zarathustra nietzschiano è un pirla.
Come dare torto all’aforisma del capo lumbard, che l’ha sentito in un bar sport della Val Brentana, terra di noti geni alla rovescia? Abbiamo un governo con: tre ministri donne in dicasteri importanti e neppure una escort; un numero rilevante di ministri professori universitari e neppure un mafioso; un Presidente del Consiglio (Mario Monti) che l’Europa e il mondo stimano e ammirano, invece di un Presidente del Consiglio (Silvio Berlusconi) deriso e disistimato nell’orbe terraqueo; neppure un politico nella compagine ministeriale, per cui non c’è pericolo di mazzette, ruberie, tangenti, malversazioni, truffe, porcherie no stop, trame eversive, collusioni con il crimine organizzato e via delinquendo. Insomma, quelle cose che, dagli anni ottanta in poi, sono state le specialità più sopraffine e reclamate della Prima Repubblica morente e della seconda Repubblica nata e cresciuta ancora più famelica e corrotta della prima.
Certo, tra i Previti, i Dell’Utri, i Cosentino, i mafiosi, i ruffiani, i sicofanti, le maitresse, i ladri, gli analfabeti in carriera, i portaborse, gli intrallazzatori, cioè coloro che hanno regalato all’Italia il terzo debito del mondo, è un piangere e un disperarsi inconsolato.
E’ l’Italia virtuosa e colta, democratica e civile; è l’Italia di De Gasperi, Moro e Berlinguer che vuole tornare e fare grande anche l’Italia del terzo millennio. Come, tra gli altri, ha rilevato Gianni Festa, negli italiani è risorta la speranza di riscatto. Questa speranza di nuovo verde o, se si vuole, di un giallo solare, dobbiamo proteggerla e agire perché non vada delusa. Lo dobbiamo fare specialmente noi meridionali, per cogliere quella che, forse, è una “occasione storica”. Per farlo, opponendoci al razzismo antimeridionale di Bossi e dell’ex maggioranza di governo, basta ricordare le parole che Cavour morente rivolgeva ai “Napolitains”, perché con il buongoverno, fatto di morale, di solidarietà e di opere, avessero “les provinces les plus riches d’Italie”.
Luigi Anzalone
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