E’ un evidente errore politico l’astensione del Pd sull’abolizione delle province. E’ vero che non si sarebbe ottenuta in ogni caso la loro diretta eliminazione. Ma resta il significato politico – simbolico del voto. E’ stato ricordato che esiste una proposta del Pd per il riordino complessivo delle autonomie locali e delle Regioni. Proprio l’esistenza di questa proposta, però, doveva spingere, alla Camera dei Deputati, ad un chiaro voto per superare le province. Il voto poteva essere motivato come una spinta a far avanzare la proposta di riordino del sistema istituzionale. Sarebbe stato così più chiaro che sciogliere le province è importante non solo per ridurre i costi della politica ma anche per evitare che in Italia le riforme si facciano sempre aggiungendo e complicando e mai riducendo, semplificando, riordinando.
Questa vicenda delle province induce ad una più generale riflessione. Si è aperta, in questi mesi, una fase nuova e molto delicata. Il vento nuovo delle città prima, e il voto referendario dopo, segnalano la contemporanea difficoltà del Pdl e della Lega. E’ una novità importante. E’ possibile che la speranza di milioni di italiani possa trasformarsi in realtà. “Simul stabunt, simul cadent”.
Ma il processo non è né semplice né automatico. Per vincere anche nelle elezioni politiche generali è essenziale rendere concreta e credibile un’alternativa di governo. Nessuna nostalgia dell’Unione e nessun meccanismo elettorale che riporti a prima del ’92 – ’93. Il superamento del Porcellum comunque deve avvenire in una logica bipolare e maggioritaria. E’ su un programma di rinnovamento al quale vincolare una coalizione coesa ed unita, come sostiene giustamente Bersani, che bisogna lavorare con più forte intensità. Anche con il contributo delle amministrazioni locali e delle energie civili che si sono manifestate nel referendum. Servirà molto infine un nuovo spirito unitario, un gioco di squadra, una generosità d’animo. Altrimenti si rischia di disperdere il patrimonio civile che si è messo in moto e di far riprendere gli avversari dalle difficoltà.

