Che paese strano… Nei mesi scorsi diverse persone, e tra queste chi scrive, hanno spinto per andare oltre le dispute interne al PD e ai partiti. La scelta più saggia e più opportuna per vincere le elezioni napoletane era quella di una personalità civica. Ma è stato come per la tela di Penelope. Di giorno qualcuno tesseva e di notte qualche altro disfaceva. Si è giunti a tale punto di irragionevolezza da cercare di fare le primarie a novembre. Per non correre nessun rischio che potesse farsi avanti qualche personalità esterna. Poi le primarie si sono fatte, e con evidente disparità di appoggi mediatici e politici. Rispettarle è doveroso. Bisognava procedere subito alla proclamazione dei risultati e di Cozzolino da parte della commissione di organizzazione e poi esaminare i ricorsi con serietà e rigore. Queste sono le regole.

Nei giorni scorsi Michele Caiazzo ha dimostrato, dati alla mano, che a Napoli il numero degli elettori è pienamente in linea con altre città e con altre primarie. Adesso sono indispensabili saggezza ed intelligenza da parte di ognuno, senza perdere la testa.

Riconoscere nelle forme possibili e giuste il voto può consentire a tutti di muoversi con responsabilità e prioritario amore verso la città. È il necessario punto di partenza per guardare avanti e vincere. Magari riprendendo la strada che si poteva già percorrere prima.