Fare presto

A.B.
28-12-2010 | 17:47
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La situazione dei rifiuti a Napoli è sempre più grave e difficile. In queste settimane la crisi si è allargata anche a molte aree della provincia dove sono ricomparsi grandi cumuli come nel 2008. Ma ciò che ulteriormente allarma è che, con il progressivo esaurimento della discarica di Chiaiano, si può profilare una crisi peggiore del 2008. Perché rischia di essere senza vie d’uscita, se non si interviene subito e con determinazione.

Un moderno ciclo integrato è l’unica soluzione per risolvere stabilmente il problema. Nell’immediato servono nuove discariche. Almeno due. Nel decreto-legge approvato dalla Camera sono state cancellate tre discariche, tutte assieme, senza scegliere contemporaneamente siti alternativi. È stato poco saggio. Bisogna rimediare a questo problema individuando con gli strumenti consentiti dalle leggi i siti possibili e tecnicamente adeguati. Prima che sia troppo tardi. Bisogna farlo con una comune assunzione di responsabilità di tutte le istituzioni interessate: Governo, Regione, Province e Comune di Napoli. Unitario deve anche essere lo sforzo di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. L’interesse generale viene prima di ogni interesse di parte. I rifiuti non sono né di destra né di sinistra. Sono queste le considerazioni, e le vive preoccupazioni per lo stato delle cose, che mi hanno spinto a sentire telefonicamente il Sottosegretario Gianni Letta, così come avevo già fatto con Berlusconi e Bersani.

La priorità oggi per tutti è togliere i rifiuti dalle strade. Sono in gioco la vita della città e la credibilità dell’Italia. Ognuno è chiamato a dare un suo contributo. Nessuno può girare la testa dall’altra parte.

Il diritto al futuro

A.B.
18-12-2010 | 15:51
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Erano davvero tanti i ragazzi napoletani andati a Roma il 14 dicembre. È stata una giornata lunga e drammatica, che abbiamo seguito con partecipazione e apprensione. Diverse persone che quella mattina e quel pomeriggio ho incontrato oppure sentito, quando gli chiedevo se sapevano cosa stesse succedendo a Roma, mi rispondevano: <<c’è anche mia figlia>>, <<c’è anche mio figlio>>.

Prendere le distanze dalle forme di violenza che abbiamo visto nelle immagini televisive è indispensabile. Ma resta ed è enorme il problema che è davanti a noi. È infatti doveroso cercare di capire cosa di profondo si muove dentro la società e nei pensieri, nei sentimenti di questa nuova generazione. Per la prima volta siamo in presenza di una generazione che si sente priva di futuro. Altre volte le crisi sono state dure. Ma erano crisi del presente. Stavolta in crisi è il futuro e dunque si tratta di qualcosa di molto più delicato e vitale.

I giovani sono la parte più sensibile del paese e avvertono più e meglio delle altre generazioni questa incertezza e perfino oscurità del domani. L’attuale crisi italiana è soprattutto crisi di prospettiva e di avvenire e per questo è più preoccupante.

La stessa grave crisi di Napoli, che è sbagliato rinchiudere in una dimensione provinciale, è la punta più acuta di questa crisi italiana. Discutere con i giovani, aprire un dialogo ed un confronto con le loro inquietudini significa fare i conti con la natura più vera, con la portata più grande della crisi di Napoli e dell’Italia.