Dovevo chiamarlo in questi giorni per dirgli che venivo a Pioppi per la sagra del pesce azzurro fissata per il prossimo fine settimana.
Avremmo potuto così trascorrere qualche ora assieme, come altre volte, passeggiando per il porto e il centro storico di Acciaroli e parlando del Cilento. Dei progetti in corso sui quali forte è stata la collaborazione tra Regione e Comune, e di nuove idee per il futuro.
Non ho potuto più farlo. Quando ho saputo da Antonio Valiante, suo fraterno amico, del feroce assassinio, il dolore è stato davvero terribile. Adesso tutti scoprono, anche quelli che dipingono il Mezzogiorno soltanto come una terra perduta, che esistono gli Angelo Vassallo.
A Pollica, luogo fino a ieri incontaminato della bellezza mediterranea, è stata violentata la vita serena di una piccola comunità ed è stato abbattuto il simbolo di un’amministrazione pulita ed efficiente.
Angelo Vassallo è un nostro martire, figura esemplare di sindaco integralmente dedicato alla comprensione e alla soluzione dei problemi del suo territorio. Qualunque sia il movente che ha armato la mano dei killer sappiamo che mandanti ed esecutori hanno espresso con rabbia e arroganza in quella stradina acciarolese il loro odio camorrista verso le istituzioni che impongono legalità e trasparenza. Questi sono i valori veri che Vassallo ha incarnato in modo esemplare e che appartengono a tutta una nuova generazione di amministratori locali, cresciuta e maturata dal 1993 in poi anche al Sud, grazie all’introduzione dell’elezione diretta dei sindaci.
Cerchiamo di capire e soprattutto di far capire ad altri, a molti, che l’agguato mortale a un sindaco del Sud è un attacco al cuore dello Stato. E che il livello di risposta deve essere adeguato a questa drammatica percezione.
Noi tutti lo dobbiamo ad Angelo. Un uomo perbene, un eroe civile, un marito, un padre, un amico che ci mancherà.