Riprendere la collaborazione istituzionale

A.B.
30-09-2010 | 16:46
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Nella sua rubrica sul Riformista, il giornalista Peppino Caldarola analizza il riesplodere dell’emergenza rifiuti a Napoli. Ripercorrendo in maniera sintetica ed efficace le tappe della vicenda egli scrive:

“Sono tornati i rifiuti nelle strade di Napoli e ancora ieri notte si sono ripetuti incidenti fra la polizia e manifestanti di alcuni comuni dell’area vesuviana contrari all’utilizzo del loro territorio per un ‘altra discarica. Guido Bertolaso intervistato da “Mattino 5 ” si è detto costernato per questa svolta che avviene malgrado sia stato fatto, secondo lui, tutto il possibile per risolvere alla radice il problema della “monnezza”. Ricordiamo che cosa accadde appena tre anni fa. Napoli era sommersa di rifiuti. La città finì in prima pagina su tutti i maggiori giornali del mondo e le tv del pianeta mandarono in onda questo disastro. Romano Prodi inviò come commissario per l’emergenza il prefetto Gianni De Gennaro che riuscì a elaborare un piano di cui si servì il suo successore Bertolaso. Tuttavia sulla graticola finì il centrosinistra. La gestione Bassolino venne descritta come una stagione infausta della politica meridionale e anche nel Pd molti ritennero che bisognasse voltare pagina. Per molti mesi Bassolino rimase al suo posto e tutti gli diedero atto che collaborò lealmente con il nuovo governo per risolvere la terribile situazione. Oggi stiamo precipitando nello stesso dramma di tre anni fa ma il governo fa finta di niente, i grandi giornali non fanno titoloni su Napoli, il nuovo governatore della Campania, Stefano Caldoro, brilla per la sua pochezza, Bertolaso non sa spiegarsi il fallimento. Permettete una domanda: ma non avevate detto che era tutta colpa di Bassolino?”.

In tutti questi anni, mentre subivamo tanti attacchi abbiamo sempre sottolineato che per uscire davvero dalle emergenze bisognava risolvere i problemi strutturali. Altrimenti le emergenze ritornano.

Dopo alcuni risultati positivi, si sono fatti purtroppo, negli ultimi tempi, passi indietro. Si registra anche un elemento nuovo e molto pericoloso: un rimpallo delle responsabilità tra le istituzioni. Questo non aiuta affatto, ma complica solo i già gravi problemi. È necessario invertire la rotta e riprendere una giusta e corretta collaborazione istituzionale. Nei momenti più difficili si lavora assieme, anche tra istituzioni di colore e orientamento politico differente. Solo così si possono superare le nuove difficoltà.

Acciaroli, Napoli, Italia

A.B.
27-09-2010 | 12:44
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Mi ha molto colpito la dignità e la forza morale della moglie di Angelo Vassallo. Una bella persona, come lui. Nello spazio davanti casa decine di cani e di gatti che Angelo raccoglieva per strada e poi accudiva con amore. Attorno, un po’ di terra di cui Angelo voleva occuparsi quando avrebbe finito di fare il sindaco. Qualcuno ha deciso che doveva smettere prima e che non poteva dedicarsi più a quella terra, né agli affetti familiari.

È molto importante che questo qualcuno che ha sparato e il qualcuno che ha ordinato di farlo siano individuati e colpiti al più presto. È importante per amore di giustizia e per il futuro del Mezzogiorno.

Acciaroli è un comune ben amministrato e giusta è stata ed è l’idea-guida: uno sviluppo sostenibile, la valorizzazione delle risorse naturali, una positiva combinazione di tradizione e di innovazione. Su questa strada, nel nome di Angelo, bisogna andare avanti ad Acciaroli ed oltre, riuscendo a mettere in campo nuove idee.

È di idee nuove che abbiamo bisogno anche a Napoli, in tutto il Mezzogiorno e nell’Italia intera.

Vista da quella casa di Acciaroli, come appare invece lontana e strabica la politica italiana. Separata dalla realtà delle cose e delle persone. Rimettere la politica con i piedi per terra, ripartire dalle idee, è l’urgenza e la priorità di oggi.

Idee per Napoli

A.B.
22-09-2010 | 16:24
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Dal punto di vista politico, l’estate appena trascorsa è stata tra le più brutte degli ultimi anni. Sul piano nazionale ed anche su quello locale. Enorme è stato il rilievo dedicato alla lotta e alle beghe interne al Palazzo, mentre sono stati relegati nell’ombra i problemi più urgenti del Paese: la crisi economica, l’occupazione giovanile e il Mezzogiorno.

Le parole usate dalla politica si allontanano sempre di più dalle cose vere e dalla realtà. Il discorso pubblico, dunque, si fa molto difficile. Tanti parlano tante volte ogni giorno. Ma è come se nessuno parlasse più.

La linea tenuta in queste settimane da Pierluigi Bersani è stata, invece, corretta ed anche coraggiosa. Navigando contro questa pericolosa deriva, il segretario del Pd ha cercato di parlare dei temi che più guardano al futuro dell’Italia, senza l’ossessione di far clamore, ma con l’obiettivo concreto di produrre qualcosa di utile e di nuovo sul piano della proposta politica e programmatica. È questo l’atteggiamento più giusto da tenere, anche in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera.

Per tutte le forze politiche è il momento di  riaprire un dialogo profondo con la città. Rossi Doria ed altre personalità in queste ore stanno organizzando appuntamenti pubblici di discussione. Produrre confronti, ascoltare tutte le voci è un fatto utile e positivo. Dovrebbero farlo i partiti, in primo luogo. La Fondazione Sudd vuole dare il suo contributo promuovendo dibattiti, seminari e utilizzando questo blog e il sito sempre più come luoghi aperti. Sviluppo, welfare, sicurezza, cultura e ambiente sono gli argomenti di discussione. Vogliamo riflettere dando spazio a tutte le posizioni, ma sempre con un tono giusto e con un atteggiamento costruttivo . È necessario, infatti, produrre “idee per Napoli”. È questa la priorità.

In questo momento, tutti i movimenti e le forze politiche, di centrosinistra innanzitutto e pure di centrodestra, dovrebbero lavorare intensamente proprio sul terreno delle idee. Su programmi condivisi possono infatti essere costruite quelle alleanze ampie in grado di far vincere le elezioni e, poi, di governare il Comune e la città.

È dentro questo quadro di idee, di programmi e di alleanze che acquista più senso e più forza la stessa scelta dei candidati alla responsabilità di Sindaco. Ai cittadini e agli elettori bisogna dare l’opportunità di giudicare sia il passato ed il presente, sia le proposte e le idee per il futuro della città.

Acciaroli, Italia

A.B.
08-09-2010 | 16:50
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Dovevo chiamarlo in questi giorni per dirgli che venivo a Pioppi per la sagra del pesce azzurro fissata per il prossimo fine settimana.
Avremmo potuto così trascorrere qualche ora assieme, come altre volte, passeggiando per il porto e il centro storico di Acciaroli e parlando del Cilento. Dei progetti in corso sui quali forte è stata la collaborazione tra Regione e Comune, e di nuove idee per il futuro.
Non ho potuto più farlo. Quando ho saputo da Antonio Valiante, suo fraterno amico, del feroce assassinio, il dolore è stato davvero terribile. Adesso tutti scoprono, anche quelli che dipingono il Mezzogiorno soltanto come una terra perduta, che esistono gli Angelo Vassallo.
A Pollica, luogo fino a ieri incontaminato della bellezza mediterranea, è stata violentata la vita serena di una piccola comunità ed è stato abbattuto il simbolo di un’amministrazione pulita ed efficiente.
Angelo Vassallo è un nostro martire, figura esemplare di sindaco integralmente dedicato alla comprensione e alla soluzione dei problemi del suo territorio. Qualunque sia il movente che ha armato la mano dei killer sappiamo che mandanti ed esecutori hanno espresso con rabbia e arroganza in quella stradina acciarolese il loro odio camorrista verso le istituzioni che impongono legalità e trasparenza. Questi sono i valori veri che Vassallo ha incarnato in modo esemplare e che appartengono a tutta una nuova generazione di amministratori locali, cresciuta e maturata dal 1993 in poi anche al Sud, grazie all’introduzione dell’elezione diretta dei sindaci.
Cerchiamo di capire e soprattutto di far capire ad altri, a molti, che l’agguato mortale a un sindaco del Sud è un attacco al cuore dello Stato. E che il livello di risposta deve essere adeguato a questa drammatica percezione.
Noi tutti lo dobbiamo ad Angelo. Un uomo perbene, un eroe civile, un marito, un padre, un amico che ci mancherà.