Un bel libro sul Mezzogiorno

A.B.
28-05-2010 | 14:48
125 commenti »

Si presenta oggi a Napoli, al Lido Sirena, un bel libro di Antonio Calabrò: “Cuore di cactus”. 

E’ un libro su Palermo e sulla Sicilia e dunque, fatte le debite analogie e differenze, sul Mezzogiorno. In genere, quando si parla di una città, di una terra, l’attenzione è tutta sulla classe politica, come se essa fosse tutta la classe dirigente. Invece è una parte, sia pure importante, di una classe dirigente fatta anche di imprenditori, di magistrati, di intellettuali, di professionisti, di giornalisti e di altri ancora. Calabrò parla di tutta la classe dirigente. 

Ad un certo punto scrive: “C’è mai stata, c’è ancora traccia di una borghesia (professionale, imprenditoriale, culturale) orgogliosa e consapevole di sé, in grado di disegnare e costruire un ruolo della città, un progetto per il suo sviluppo? Una borghesia imprenditoriale di stampo europeo, internazionale in Sicilia ancora non c’è.” 

Calabrò pone un problema reale. Parla di Palermo, ma de te fabula narratur…L’interrogativo riguarda anche Napoli e Reggio Calabria, Taranto e tante altre città. 

Riguarda il Mezzogiorno nel suo insieme.

Bassolino vs Paragone

Redazione
27-05-2010 | 14:53
23 commenti »

Vi segnaliamo, sul sito della Fondazione Sudd, il video del confronto tra Antonio Bassolino e Gianluigi Paragone sul libro di Gianfranco ViestiPiù lavoro, più talenti. Giovani, donne Sud. Le risposte alla crisi“.

L’onda dei sindaci del Sud

Redazione
22-05-2010 | 17:57
49 commenti »

Vi segnaliamo il nostro commento di oggi sul portale della Fondazione Sudd a proposito della manifestazione dell’Anci Sud che si è tenuta ieri a Bari.

FondazioneSudd.it

A.B.
20-05-2010 | 15:16
2.577 commenti »

E’ on line da oggi il portale della Fondazione Sudd. Attraverso questo nuovo strumento web vogliamo dare un ulteriore contributo a raccontare il Mezzogiorno e a far crescere il dibattito sui temi che riguardano il destino e lo sviluppo di questa importante area del paese.

A questo scopo, il portale offre, gratuitamente a tutti, un servizio di rassegna stampa quotidiana sui fatti dell’economia, della politica, dell’attualità e della cultura trattati dalle principali testate del Sud. Nell’ambito della rassegna stampa sarà poi segnalata e messa in evidenza in home page quella che, per noi, è la notizia del giorno.

La rassegna e la notizia del giorno sono un modo per raccontare il Mezzogiorno e per tenere informati i diversi Sud che esistono al suo interno. Il nostro obiettivo è, infatti, costruire una “rete” di informazione nel Mezzogiorno che sappia comunicare e raccontarsi all’interno e all’esterno. Oggi questo non esiste. Il Sud, tranne poche eccezioni, è quello raccontato da chi è fuori dal Mezzogiorno e viene quasi sempre rappresentato negli aspetti negativi e quasi mai in quelli positivi.

Anche per questo abbiamo puntato sulla Rete che è uno strumento di comunicazione orizzontale che può raggiungere tutti. Il portale Fondazionesudd.it è stato, infatti, pensato e costruito in maniera molto accessibile e facile da usare.

Insieme al blog, alla rivista Alfabeto Democratico che ora è anche in digitale, il portale fa parte di quegli strumenti di comunicazione con cui vogliamo creare un contatto con migliaia e migliaia di cittadini.

Coinvolgere personalità e intellettuali, cittadini e giovani, stimolare e favorire la circolazione di idee usando strumenti innovativi come la rete, è per noi una scommessa. Vogliamo contribuire a far emergere quanto di meglio e di più positivo esiste oggi nel Mezzogiorno. Vogliamo metterlo in rete col resto del paese e con altre realtà e culture che hanno voglia di conoscersi e dialogare tramite uno strumento così penetrante e diffuso come Internet.

Operazione verità/2

A.B.
17-05-2010 | 17:38
63 commenti »

Per chi non avesse avuto modo di leggerli, vi segnalo due interessanti editoriali che hanno come tema lo sviluppo del Mezzogiorno: il primo di Pietro Soldi su Repubblica Napoli di ieri, il secondo di Mario Centorrino sull’inserto Mezzogiorno del Corriere Economia di oggi.

Prendendo come spunto un dettagliato rapporto di Bankitalia, Pietro Soldi sfata un luogo comune anti-Mezzogiorno molto frequente soprattutto nel dibattito delle ultime settimane. Al Sud si sarebbero sprecate ingenti quantità di denaro pubblico senza ridurre le differenze col Nord Italia, contrariamente a quanto è avvenuto tra la Germania dell’Est e quella dell’Ovest dopo la riunificazione. Ebbene, il verdetto del rapporto comparato tra Italia e Germania di Bankitalia è incontrovertibile: “pur con le dovute cautele riferite alle differenti condizioni storico-istituzionali e alla diversa dotazione fattoriale iniziale, si può osservare come la convergenza del Mezzogiorno italiano degli anni d’oro dell’intervento straordinario sia stata superiore a quella dei Lander orientali della Germania dopo il 1995, a fronte di una disponibilità di risorse inferiore”. Anche dopo la fine dei cosiddetti anni d’oro dell’intervento straordinario (1950-75), le risorse verso le regioni meridionali – a differenza di quanto sarebbe avvenuto nella Germania dell’Est negli anni ‘90 -  non sono aumentate, nonostante sarebbe stato necessario uno sforzo maggiore per far ripartire gli investimenti.

“Le due macro-regioni europee in ritardo di sviluppo (Sud Italia e Germania Est)  hanno in comune la dipendenza dagli aiuti statali, ma quelli tedeschi sono più gravosi e in misura più cospicua”, scrive Pietro Soldi. Negli ultimi 40 anni, lo Stato italiano ha, infatti, investito mediamente lo 0,7% del suo pil per il Mezzogiorno, a fronte del 5% del pil investito dalla Germania per i Lander dell’Est dalla riunificazione a oggi. Come se non bastasse, a differenza della Germania Est, la spesa per il Sud non è mai stata  “del tutto aggiuntiva rispetto a quella ordinaria”.

Germania Est e Sud Italia hanno quindi una situazione di basso livello di sviluppo, che è molto simile. Eppure, diversamente dall’Italia, “l’unità nazionale è un valore che trascende la logica economica, per il quale può ben valere la pena di sacrificare il cinque per cento del pil”, scrive Soldi citando due autorevoli studiosi tedeschi.

Anche Centorrino, nel suo editoriale, rimette al centro del dibattito il ruolo delle classi dirigenti nello sviluppo del Mezzogiorno, proponendo una più equilibrata visione delle responsabilità. È del tutto evidente, infatti, anche nella discussione sul Sud, che questioni come la disoccupazione e i problemi dell’industrializzazione pubblica siano responsabilità attribuibili a un “fallimento di Stato”. 

Questo non vuol dire negare i problemi, anche gravi, riferibili a quelli che Centorrino definisce “fallimenti regionali”. Tuttavia bisogna diffidare di analisi e soluzioni semplicistiche come chi “si ingegna ad accostare la Grecia al Mezzogiorno” o dichiarare che “l’Italia senza Campania e Sicilia avrebbe un pil pro capite come la Germania”.

Quello di Pietro Soldi e di Mario Centorrino  ci sembra un modo serio di affrontare e rapportarsi ai problemi del Mezzogiorno. Parlare, scrivere e analizzare i problemi del Sud, guardandoli in faccia con doveroso spirito critico, ma facendo i giusti raffronti e collocandoli nella corretta scala delle responsabilità.

Questa è  l’operazione verità che, come fondazione Sudd, vogliamo promuovere nelle sedi di dibattito pubblico e far avanzare nell’interesse delle regioni e dei cittadini meridionali.

Operazione verità

A.B.
11-05-2010 | 14:54
123 commenti »

Il prossimo 25 maggio presso la sede di Sudd sarà presentato l’ultimo saggio del professor Gianfranco Viesti “Più lavoro, più Talenti. Giovani, donne, Sud. Le risposte alla crisi”. Sarà una ulteriore occasione per continuare a discutere di Mezzogiorno. Si tratta di un tema che, come dimostra anche il ricco e interessante dibattito che è scaturito dagli ultimi due post di questo blog, è sempre di stretta attualità.

Il saggio di Viesti – che vi segnalo anche per l’immediatezza e l’elevata comprensibilità nella lettura – stabilisce un nesso fondamentale tra la questione dei giovani e il Mezzogiorno. In Italia, la soluzione alla crisi “è proprio laddove oggi ci sono i maggiori problemi. Il lavoro e il talento dei giovani e delle donne, anche al Sud, sono il possibile motore della ripresa”, scrive Viesti. Il Mezzogiorno è, quindi, questione nazionale.

Purtroppo, in questi ultimi anni, il modello che si è affermato, è esattamente all’opposto. “Lo strumento principale per affrontare la crisi è stato un enorme trasferimento territoriale di risorse: dal Sud verso l’insieme del paese”. Il tutto è avvenuto secondo un modello di solidarietà inversa in cui le regioni più deboli hanno sostenuto le difficoltà economiche delle regioni più ricche. Il conto di questa “solidarietà” è presto fatto: dal fondo delle risorse per il Mezzogiorno negli ultimi due anni “sono spariti 25 miliardi di euro, prelevati come da un bancomat. In aggiunta a questi tagli il governo ha bloccato la disponibilità della quota di fondi Fas di competenza delle regioni tanto del Sud (più cospicui), quanto del Nord: in totale altri 21 miliardi di euro”, documenta Viesti. Ma quello che è ancora più impressionante è l’assordante silenzio in cui si è prodotto tutto questo. Un assordante silenzio di stampa, televisione, di parti del mondo sindacale e industriale, ma soprattutto del mondo politico. “Totalmente silente il centrodestra meridionale, con l’eccezione di alcuni politici siciliani. Ma quasi altrettanto silente il centrosinistra, quantomeno a livello nazionale”.

Questo assordante silenzio va di pari passo con l’affermazione di un modello culturale che Viesti definisce “teorema meridionale”. Attraverso caricature, semplificazioni e luoghi comuni, si dipinge il Sud come un’area refrattaria allo sviluppo, dove le politiche pubbliche e gli investimenti non attecchiscono e, quindi, tanto vale cancellare tutto.

Questo teorema va sfatato innanzitutto attraverso un’operazione verità sul Mezzogiorno. A partire dallo “scippo” delle risorse e da una seria riflessione sulle responsabilità delle classi dirigenti locali (di cui si parla, giustamente, molto) e di quelle nazionali (di cui si parla, ingiustamente, poco).

La Fondazione Sudd, e questo nostro blog, vogliono essere una sede aperta a tutti di discussione e di rilancio della questione meridionale.

Una segnalazione, alcune risposte

A.B.
07-05-2010 | 15:45
65 commenti »

A chi non avesse avuto modo di leggerlo, segnalo l’interessante editoriale di Pietro Soldi su Repubblica Napoli di ieri. È un’analisi molto documentata dell’andamento del sistema produttivo italiano dalla fine degli anni ‘90 ad oggi. Senza omettere i problemi e i limiti interni al Mezzogiorno, questo articolo dimostra, cifre alla mano, che la questione dello sviluppo delle regioni meridionali sta dentro la più grande questione del ritardo di sviluppo dell’intero paese. Da Nord a Sud, l’Italia paga l’assenza, nell’ultimo decennio, di una strategia di modernizzazione del sistema produttivo. E’ questa la principale sfida che va affrontata nei prossimi anni.

Sempre a proposito di Mezzogiorno, vedo con piacere che si è generato un interessante dibattito sul mio ultimo post, in cui ho risposto alle recenti affermazioni di Enrico Letta. Condivido l’analisi di Nicola Oddati, soprattutto quando, interloquendo con Jarod, scrive a proposito dei fondi europei che “dovevano essere aggiuntivi alle risorse nazionali e invece sono diventati interamente sostitutivi dei mancati interventi dei governi centrali. Questa è una delle ragioni per le quali non hanno prodotto quel valore aggiunto, in termine di dotazione infrastrutturale, di crescita del Pil, di creazione di valore aggiunto e di reddito pro capite, che tutti ci aspettavamo”.

Allo stesso modo, a proposito di responsabilità, mi pare del tutto serio ed equilibrato quello che Pasquale Cirillo scrive nel suo commento: “le classi politiche meridionali hanno le loro responsabilità, ma vanno divise anche con tanti altri”. Ne sottoscrivo, poi, in pieno l’auspicio finale: “Credo ci sia spazio per tutti, ma soprattutto lavoro e grandi responsabilità. Una sola cosa è certa, tutto possiamo permetterci tranne che perdere Napoli”.

Una piccola replica, poi, ad Alberto che mi imputa di aver condizionato totalmente la scena del centrosinistra campano in questi anni “impedendo la crescita di donne e uomini ‘liberi’ nel suo partito”…sarà, ma certo, caro Alberto, tutto si può dire del candidato del centrosinistra in Campania alle ultime regionali, meno che si sia trattato di un “bassoliniano”.

Infine, voglio ringraziare tutti quelli che quotidianamente scrivono, commentano, criticano o approvano i miei interventi, contribuendo così ad arricchire di contenuti e punti di vista differenti questo blog che, lo ricordo, è senza filtri né censure.

Troppe semplificazioni e omissioni

A.B.
05-05-2010 | 16:26
551 commenti »

Sono davvero singolari le dichiarazioni di Enrico Letta sul rapporto tra la Campania e il pil pro capite nazionale. Per una precisa e puntuale analisi di queste considerazioni, rimando all’intervista del professor Mariano D’Antonio.

Ancora più bizzarre, tuttavia, sono le ulteriori considerazioni di Letta sullo sviluppo del Sud e sulle prospettive del Pd dopo il voto. È davvero surreale prendere come modello per lo sviluppo del Mezzogiorno un paese come la Spagna che attraversa così pesanti difficoltà.

Quante semplificazioni, poi, e quante omissioni nell’analisi del voto alle regionali. Si è perso quasi dovunque. In Campania e in Calabria, in Piemonte e nel Lazio, in Lombardia e nel Nord Est dove siamo ridotti ai minimi termini. Prima ancora abbiamo perso a Roma, in Abruzzo, in Sardegna, in Sicilia, in Friuli…

È come se si dicesse che basterebbe togliere Enrico Letta da vicesegretario, oppure basterebbe avere un partito più sexy (come dichiara Letta in un’intervista a L’Espresso), per avere, a livello nazionale, un Pd più forte del Pdl.

Sappiamo tutti bene, invece, che i problemi sono ben più grandi e difficili. Sono problemi di rapporto con la società e di prospettiva politica che sono evidenziati da questo voto e dalle elezioni degli ultimi anni. È su di essi che bisogna concentrare, da parte di tutti, l’attenzione e la riflessione.

Intervista a TV Luna

A.B.
02-05-2010 | 08:37
63 commenti »

Vi segnalo l’intervista che ho rilasciato al direttore dei servizi giornalistici di Teleluna, Franco Genzale, sui temi dell’attività politica

Get the Flash Player to see the wordTube Media Player.