Vi segnalo un interessante inserto della Fondazione David Hume, pubblicato ieri dalla Stampa e disponibile anche on line, in cui si comparano il lavoro e i risultati conseguiti dalle giunte nelle 13 regioni che domenica e lunedì prossimo andranno al voto.

Dalle analisi e dai dati raccolti, vengono stilate 2 graduatorie definitive. Nella prima si giudicano le Regioni in base a 9 indici di valutazione scelti nei campi della sanità, numero dei dipendenti regionali per abitante, velocità a legiferare sul piano casa, assistenza e sicurezza sul lavoro. Nella seconda graduatoria, invece, si tiene conto dei cambiamenti registrati in quei campi, sanità e dipendenti regionali per abitanti, che la giunta regionale controlla più direttamente. Ebbene, il risultato è inequivocabile.   “Queste speciali Olimpiadi le ha vinte nettamente la Campania.”, scrive il noto studioso Luca Ricolfi, nell’editoriale di presentazione dello studio, “Che è sì la regione meno virtuosa fra quelle che vanno al voto, ma è anche quella che negli ultimi anni ha fatto più passi in avanti, in particolare nella sanità: la crescita della spesa pro capite è stata frenata, e nonostante ciò la soddisfazione dei pazienti è aumentata, a riprova che si può migliorare pur spendendo meno”.

Questo giudizio mi sembra molto chiaro e frutto di dati e riscontri oggettivi. Aggiungo solo una mia considerazione: il commissariamento della sanità campana, deciso dal Governo a nove mesi dal voto, è stato, come abbiamo detto fin dal primo giorno, una scelta di faziosità politica a scopo elettorale.

Il riconoscimento fatto dalla Fondazione David Hume è importante perché contribuisce a fare giustizia di tanti luoghi comuni che riguardano la sanità campana spesso oggetto più di propaganda che di una seria analisi dei fatti.

Sono convinto che nei prossimi mesi e nei prossimi anni più si esamineranno i dati oggettivi della nostra azione di governo, più emergeranno, assieme ai limiti e ai problemi, le tante cose fatte e i risultati che abbiamo ottenuto. Nei trasporti e nella cultura, come in tanti sanno, ma anche nella sanità, nelle politiche sociali e in altri campi.