di Marcello D’Ambrosio
Se Caldoro e il centrodestra dovessero vincere, in un sol colpo la Campania cancellerebbe la sua storia democratica. Esattamente in un anno, dalle elezioni provinciali di giugno al 29 marzo (meno di un anno!), la seconda regione d’Italia (per dimensioni fisiche e per numero di abitanti, uno Stato nello Stato) passerebbe da un governo di centrosinistra (comuni, capoluoghi di provincia, province e infine giunta regionale) alla destra, la peggiore destra.
Ero a Napoli per la manifestazione con i candidati presidenti del Mezzogiorno e con il Segretario nazionale del PD. In linea d’aria ero a sei-sette metri da lei, che a sua volta era a 4 metri da De Luca. Io capisco che la politica è un intreccio fortissimo di idee, programmi, sentimenti, storie personali, sangue e sudore. Però, alla base di tutto, per un amministratore vi è il rispetto per i cittadini. E per un politico quello per i propri elettori, soprattutto quelli del proprio schieramento.
Probabilmente durante tutto quello che è successo in questi ultimi anni spesso avrà pregato per avere una seconda possibilità. Per dimostrare chi è veramente Antonio Bassolino. Ecco, ora lei ce l’ha questa possibilità: può passare alla storia per non aver ceduto la Campania alla destra, alla peggiore destra. E se De Luca dovesse vincere e minaccia di fare fuori tutti i vecchi dirigenti, amministratori e governatori, vi difendo io.

