di Alessandro Barca
Oggi chi vuole fare politica quasi mai fa gavetta, quasi mai si batte per i diritti civili, quasi mai antepone il benessere degli altri all’arricchimento personale.
La politica senza passione porta ad una politica senza moralità; infatti, il vero dramma è la naturalezza, la sfacciataggine con la quale questi politici improvvisati, colti “in fragrante” nelle loro malefatte, neppure dimostrano di provare imbarazzo, di tenere alla dignità, al rispetto, continuando a “intrallazzare” per sé e per gli arraffoni adulatori di cui si circondano pronti a cambiare bandiera all’istante o a portarne due insieme.
Da giovane, come tanti, con la convinzione che il giusto è negli ideali di sinistra, che l’eguaglianza, la difesa dei deboli , il diritto al lavoro dovrebbero essere l’unica via da perseguire per fare politica, faccio sempre più fatica, ogni volta che ci sono elezioni, a riconoscere questo percorso in chi mi si chiede il consenso a governare la mia terra. Nei mesi passati non ricordo in quale trasmissione tv, si parlava di Enrico Berlinguer. I racconti su di lui e la commozione di chi lo conosceva generano uno strano senso di vuoto e di perdita anche in chi, come me, era troppo giovane per ricordarselo all’opera. Nel servizio tra lo scorrere delle immagini è apparso un Antonio Bassolino giovanissimo, seduto accanto, insieme , a mangiare nella mensa di una fabbrica. Sembrava tanto normale, quanto straordinaria quella immagine; “venire dal basso”, aver fatto gavetta, battersi per i diritti dei lavoratori, sono stati gli ingredienti della sua carriera politica, Governatore, una carriera meritatamente folgorante.
Un uomo di governo all’apice con il suo agire ottiene successi, ma può anche sbagliare e molto di quello che accade sfugge al suo controllo. Imparare dagli errori, salvaguardare il buon lavoro e con esso i meriti acquisiti è l’unico modo di non perdere la stima che con tanta fatica si è conquistato. Ora da giovane di sinistra, e ahimé da idoneo ai concorsi in Regione (che lei ha fortemente voluto), sento la minaccia della negazione dei miei diritti proprio da una persona che governa da sinistra. Non conosco i suoi progetti futuri, ma immagino che non riesca a fare a meno della politica; allora si tenga strette le conquiste, non le abbandoni, si batta ancora come ha fatto in passato, perché la nostra assunzione si realizzi; non perda la stima di tanti giovani. Spero tanto che questo intervento arrivi ai suoi occhi e alla sua coscienza.

