Dal governo un colpo durissimo alla sanità

A.B.
12-02-2010 | 16:15
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È davvero molto grave quanto è avvenuto ieri al Senato. Il governo ha infatti dato un colpo durissimo al risanamento della sanità di tutte le Regioni. È poi singolare il silenzio che ha avvolto questa assurda vicenda. Eppure, sia l’assessore alla sanità Mario Santangelo, sia il subcommissario alla sanità in Campania Giuseppe Zuccatelli hanno detto subito parole chiare e forti. In sostanza, il governo ha dato mano libera, in base ad un emendamento presentato dal Pdl, al pignoramento dei beni delle Regioni impegnate a rientrare dal proprio deficit sanitario. Con l’emendamento approvato ieri al Senato, i pignoramenti potranno essere esecutivi a partire dal 1° marzo, mentre la Finanziaria prevedeva la scadenza al 31 dicembre 2010. Così facendo, come dice bene l’assessore Santangelo, nel mentre si dichiara la volontà di favorire le legittime aspettative dei creditori, in realtà si viola uno dei punti fondamentali del Patto per la Salute sottoscritto dal Governo e da tutte le Regioni a novembre. In quel patto, è stabilita una procedura che blocca il pignoramento dei beni per 12 mesi, per dare la possibilità alle Regioni di proseguire nel piano di razionalizzazione della spesa e quindi, poi, di soddisfare i creditori. Furbescamente si fanno saltare gli accordi sottoscritti dal governo con tutte le Regioni. Si mette così in difficoltà l’intero sistema sanitario e quindi tutti i cittadini. Lo dice chiaramente Giuseppe Zuccatelli, subcommissario per la sanità in Campania, nominato dal Governo: “L’abolizione di tale norma è un grave scivolone che va contro la salvaguardia della sanità campana. Il blocca pignoramenti serviva a liberare risorse per poter pagare immediatamente i debiti di tutti i fornitori che la sanità campana ha accumulato. In questo modo invece si renderà ancora più problematico, se non impossibile, pagare i debiti, sia quelli vecchi che quelli nuovi, favorendo esclusivamente le banche e gli studi legali”. La conferenza delle Regioni con forza ha sollevato il tema e chiede che, alla Camera, venga ristabilita la norma proroga-pignoramenti prevista dal Patto.

Buone notizie per la sede Rai di Napoli

A.B.
10-02-2010 | 18:44
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È davvero una bella notizia, quella annunciata da Antonella Clerici, che la prossima edizione della trasmissione “Ti lascio una canzone” si produrrà a Napoli e avrà come scenario l’Auditorium Rai di viale Marconi.

Ci siamo sempre impegnati in stretta collaborazione con i vertici Rai affinché un varietà di prima serata, con un’artista del rilievo della Clerici e con alle spalle una produzione importante come quella di Ballandi, si svolgesse nello straordinario scenario dell’Auditorium che è stato ristrutturato con i fondi della Regione.

Si tratta di un risultato molto positivo. Di questo ne avevamo discusso pochi giorni fa con il presidente Garimberti qui a Napoli affrontando il tema del rilancio e della valorizzazione del centro Rai di Napoli. Mi fa molto piacere che la signora Clerici abbia contribuito positivamente alla scelta di Napoli, riconoscendo le professionalità dei lavoratori che da anni e anni svolgono un lavoro di qualità in questa vera e propria fabbrica dello spettacolo e della cultura. L’Auditorium ne è un po’ il cuore. Su quel palco immenso sono passati tanti e tanti artisti che hanno fatto la storia dello spettacolo e della tv italiana. Ora torna il grande varietà televisivo, ma questa moderna struttura già viene utilizzata per la musica, per conferenze e per tanti altri eventi culturali al servizio della città e della regione.

Sulla strada della valorizzazione del centro siamo impegnati ad andare avanti. Infatti abbiamo sottoposto a Garimberti l’ulteriore potenziamento del ramo produttivo fiction, oltre al Posto al Sole e alla Squadra, con la possibilità di mettere in campo ulteriori produzioni.

Voglio ringraziare tutti coloro, dal presidente della Rai Paolo Garimberti al direttore di Rai Uno Mauro Mazza, che hanno lavorato per questa soluzione e siamo convinti che dalla collaborazione tra la Rai e la Regione potranno derivare ulteriori ricadute positive in termini occupazionali per Napoli e la Campania.

Il “vero” della sanità

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09-02-2010 | 14:37
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di Geva Carro

Sono attualmente una iscritta dello s.p.i. data la mia tarda età e in un passato ormai lontano militante della Cgil scuola. Ma, bando alle nostalgie, veniamo all’oggi. Poiché apparteniamo alla medesima generazione, potrai certamente capire il disincanto o meglio il profondo disagio del vivere in questo contesto storico e sociale. Per gran parte (ma non in toto) intriso di “berlusconismo”spesso inconsapevole, sia etico che comportamentale. Leggi tutto »

Il governo del già fatto

A.B.
08-02-2010 | 17:03
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È davvero stupefacente e grave il manifesto elettorale del Pdl campano per le prossime elezioni regionali. Ma chi lo ha fatto? “Fai vincere il governo del fare anche in Campania”, recita lo slogan. Subito dietro scorrono le immagini dei più significativi e importanti interventi realizzati grazie al contributo determinante della nostra amministrazione. Tra i tanti si riconosce il San Carlo. Ebbene, tutta la stampa, l’opinione pubblica, il governo, il Maestro Muti hanno riconosciuto il grande intervento da noi compiuto in collaborazione con il commissario Nastasi per la modernizzazione del teatro più bello al mondo. In pochi mesi, sono stati investiti 65 milioni di euro di nostre risorse e sono state spese tutte. Un esempio di piena sinergia ed efficienza di Regione e Commissario.

Lo stesso vale anche per tanti altri casi. Prendiamo il Vulcano Buono. A Nola è stato realizzato qualcosa di più di un centro commerciale. Una struttura che combina il commercio e l’attivismo imprenditoriale di un uomo come Punzo con la grande architettura di Renzo Piano. Il tutto è avvenuto in stretta collaborazione con la Regione che ha sostenuto il progetto realizzando le necessarie infrastrutture di supporto, finanziando la formazione per i lavoratori da assumere e accelerando tutte le procedure amministrative.  Se volessimo utilizzare le modalità di comunicazione di Berlusconi, si potrebbe dire: Fatto anche questo!!!

E che dire di Ravello? Dove, grazie al genio dell’architetto Oscar Niemeyer, abbiamo realizzato e inaugurato un auditorium unico nel suo genere perfettamente integrato con lo straordinario paesaggio della Costieria Amalfitana. E così via si potrebbe continuare su tanti altri esempi del manifesto.

In tutti i casi segnalati dal manifesto elettorale il “governo del fare” è un’appropriazione indebita.

Ora bisogna compattarsi su De Luca

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07-02-2010 | 14:27
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di Lino D’Antonio

Il candidato dello schieramento progressista, per la sfida elettorale delle regionali in Campania, è Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno. Il quale, anche con l’appoggio del Partito Democratico nazionale, sta riuscendo a compattare l’intera alleanza di centro-sinistra. A questo punto, bisogna prenderne atto con realismo politico. Ogni defezione ed ulteriore tentativo di rimescolamento, diventa nel contesto creatosi, colpevole e riprovevole da un punto di vista etico, di fedeltà a precisi valori, minacciati in modo corposo dalla sola ipotesi di vittoria della destra.

C’era e c’è ancora la possibilità di trovare un nominativo alternativo a quello di De Luca? Magari proveniente dalla “cosiddetta società civile”? Se non si è pervenuti subito ad un nome unitario, perché non si focalizza subito che ciò è dovuto all’insipienza della politica locale, incapace di trovare una sintesi convincente? Secondo il mio modesto punto di vista, la soluzione non politica per individuare il candidato dello schieramento progressista, sarebbe stata nei fatti solo la riprova della sconfitta proprio della politica. Mentre la nostra Regione ha bisogno più che mai di questa pratica, intesa soprattutto come proposizione, assunzione di responsabilità e spirito di servizio. Cose, che, io credo, Antonio Bassolino abbia reso per tutti gli anni delle consiliature da lui presiedute, al comune di Napoli ed in regione, con fermezza e nobiltà. Nonostante il fango, che gli è stato rovesciato addosso negli ultimi anni. E nonostante responsabilità precise, ascrivibili a molti altri soggetti politici, abilmente calatisi oggi nel ruolo di “salvatori della patria”. Ma tempo verrà, in cui sarà fatta chiarezza su tutto ciò.

Che il primato della politica venga, nel tempo presente, avocato a sé dalla destra, nel Paese ed in Campania dall’Onorevole Caldoro, è veramente fuorviante e paradossale. C’è molto da riflettere e da temere, avendo sempre però la capacità di riuscire a guadare il grande frastuono mediatico, che accompagna ogni atto della destra.

Su tutto campeggia la scelta dell’UdC e di De Mita che afferma di non volere “gli sceriffi guappi”, con chiaro riferimento a De Luca. Meglio quindi per il politico irpino ed il suo attuale partito, i Landolfi ed i Cosentino, politici in odore di reati gravissimi, quali quello di collusione con la camorra più feroce dei “casalesi”. Meglio i fascisti non pentiti, i craxiani (non socialisti), gli autonomisti d’accatto ed ex veline più sgambettanti che mai. E pensare che De Mita, della sinistra democristiana ai tempi della prima repubblica, è stato tra i padri fondatori del Partito Democratico, per un progetto di società completamente opposto a quello della destra. Si scopre dunque che il “nostro” ha nella sostanza valori intermittenti, che possono accendersi ora a sinistra, ora a destra. Del resto è bastato molto poco: una candidatura mancata alle elezioni politiche del 2008, per ridimensionare la sua presunta grandezza politica e vederlo arenato adesso nelle secche del programma della destra campana, che tra l’altro comprende anche l’esplicita adesione al programma nucleare governativo. Con la nostra regione altamente sismica, già martoriata da discariche abusive e rifiuti tossici provenienti dal ricco Nord, probabile sede, nell’immediato futuro, di scorie radioattive.

Attualmente, prima dell’adesione totale al programma della destra, De Mita è fermo nel ridotto asfittico e strapaesano, rappresentato dal rebus sulle candidature per le Provinciali di Caserta: Zinzi sì, Zinzi no. E chissà, se alla fine si concluderà nel segno positivo per l’UdC questo vero e proprio mercato delle vacche. Tutto quanto appena esposto porta a considerazioni alquanto preoccupate su cosa sarebbe la Campania nelle mani di costoro. Con in più l’aggravante, nella nostra regione, di vaste zone di sofferenza operaia: Pomigliano, Castellammare di Stabia, la valle dell’Ufita ecc. per colpa del governo in carica, privo del tutto di politica industriale e per l’occupazione.

Per tutti questi motivi, senza alcun indugio, è necessario incominciare già da subito a contrastare le scelte a ribasso di una destra inespressiva ed inquietante, con proposte serie e praticabili, così come già dichiarato da De Luca. Occorre a tal pro l’impegno appassionato di tutti. Tutti!

Dopo, in caso di nostra sconfitta, ogni rivalsa, ogni profferta di riscossa, ogni autocritica o rimpianto, sarebbero del tutto vani.

Voglio fare politica, ma dove e come?

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06-02-2010 | 14:17
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di Antonio De Fano

Sono un ragazzo del sud-Italia e frequento la facoltà di economia e commercio all’università degli studi di Bari. Da un anno a questa parte mi sta interessando particolarmente la politica e leggendo il post intitolato “Istruzioni per un giovane che vuole fare politica” presente su questo blog mi sono sorte diverse domande. Leggi tutto »

Un museo per Enrico Caruso

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04-02-2010 | 12:36
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di Maurizio Settembre

Gentile Presidente, a New York esiste un museo dedicato ad Enrico Caruso. Istituiamo un museo alla memoria di Enrico Caruso a Napoli. E’ doveroso. Grazie, distinti saluti.

Tema: ma la gratitudine dov’è?

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02-02-2010 | 12:29
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di Luca Pirozzi

Gentile presidente, vorrei le sue riflessioni su un tema, che, mi pare, in questi ultimi tempi l’ha toccata parecchio: la gratitudine. Mi spiego: lei, nel corso della sua lunga carriera politica e in tanti anni trascorsi alla guida della città e poi della Regione, ha fatto molto, per tanti. Leggi tutto »

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