di Geva Carro

Sono attualmente una iscritta dello s.p.i. data la mia tarda età e in un passato ormai lontano militante della Cgil scuola. Ma, bando alle nostalgie, veniamo all’oggi. Poiché apparteniamo alla medesima generazione, potrai certamente capire il disincanto o meglio il profondo disagio del vivere in questo contesto storico e sociale. Per gran parte (ma non in toto) intriso di “berlusconismo”spesso inconsapevole, sia etico che comportamentale.

Non voglio, però, dilungarmi troppo e sottrarti tempo prezioso (ricordo i tuoi impegni pressanti anche nei tuoi ottimi interventi nella sala Alinovi). Desidero, tuttavia, riferirmi “breviter” alle tristi esperienze vissute in una situazione già per me triste, avendo mia madre 92enne riportato la frattura scomposta del femore destro in data 26/12/09. Da tal giorno e fino al 5 febbraio ho potuto osservare di persona il C.t.o. di Napoli e, in particolare, il reparto di fisiatria,dove mia madre è stata degente dal 11/01/10al 5/2/10, data del suo rocambolesco trasferimento alla “clinic center”. Dunque, te ne potranno essere testimoni gli stessi compagni della federsanitaria, qui la guida sanitaria è “gestita” dalla primaria nella totale assenza e, talora, in coincidenza con la presenza di un magistrato di Cassazione, che visita, negli orari consentiti ai parenti, la propria sorella con una breve quanto episodica presenza della stessa, molto evidentemente rassicurata dal “compagno” direttore sanitario.

Sono questi, forse, oggi i nuovi “compagni che sbagliano” in un’ottica, ahimé, rovesciata? Infine, trionfalmente giunta alla “clinic center”, sono stata sostanzialmente derubata della caparra che qui si usa versare per aver accesso alla prima classe, nella quale mia madre è stata accolta per soli 3 giorni, in attesa che si liberasse la 3a classe, cui le mie modeste entrate di professore in pensione mi concedono di accedere! E allora? Meglio rinunciare e rintanarsi nel proprio nido? Io certo per “deformazione professionale” non rinuncerò a capire e a far capire; perché credo proprio che certi valori ed idee, che sono metastorici, non muoiono mai. Tu che ne pensi? Forse, chi segue “il vero” -a dirla con il grande Leopardi- avrà la meglio sia esistenzialmente che politicamente! Ti scrivo sia come compagno sia come presidente ed aspetto tue risposte verbali e fattuali. Spero presto! Ciao.