Continuità e cambiamento

A.B.
26-02-2010 | 16:04
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Con il completamento dell’iter per la prima tratta della metropolitana di Salerno abbiamo posto un altro importante tassello nella realizzazione della metropolitana regionale. Adesso aspettiamo soltanto l’ok definitivo da parte del Ministero dei Trasporti per rendere operativa la nuova tratta ferroviaria. Si tratta di un’opera che Salerno attende da vent’anni e che la Regione ha fortemente voluto e portato avanti. In questo modo, la seconda città della Campania diventa parte integrante della rete di trasporto pubblico su ferro regionale. Con la tratta Salerno Centrale-Stadio Arechi andiamo ad aggiungere altri 7,6 chilometri di linee su ferro e 6 nuove stazioni ai circa 54 km di metropolitana e alle 39 stazioni che abbiamo realizzato dal 2000 ad oggi intervenendo in tutte le aree urbane più importanti della nostra regione. E’ stata ed è una straordinaria trasformazione del territorio e delle nostre città. Un grande lavoro, la più importante opera pubblica realizzata in Italia negli ultimi anni dopo l’alta velocità per un investimento complessivo di oltre 3 miliardi di euro. Abbiamo programmato risorse e realizzato tutte le opere nei tempi e secondo i costi previsti, risolvendo tutti i problemi tecnici e accelerando tutte le procedure burocratiche.  

Adesso bisogna andare avanti e completare la rete della metropolitana regionale a partire dalle altre due tratte della linea di Salerno per le quali attendiamo gli ulteriori finanziamenti dal Governo attraverso la Legge Obiettivo. Le grandi opere indispensabili per la modernizzazione del Paese - e tra queste c’è la nostra metropolitana regionale - devono essere portate avanti e completate con l’impegno di tutte le istituzioni.

Soprattutto nel campo dei trasporti e delle infrastrutture, ma anche in altri campi, è indispensabile avere nei prossimi anni una giusta continuità. Un forte cambiamento, invece, è necessario in altri settori, in particolar modo nelle politiche di sviluppo e di crescita dell’occupazione. È questa la principale sfida che è di fronte alla Campania e al Mezzogiorno, alle forze sociali e al Governo nazionale.

Al mio amico e compagno Bassolino

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25-02-2010 | 16:27
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di Carmine Simeone 

Anche se non milito più nel Pd, non ho mai smesso di stimarti. E’ lunga la mia militanza nella sinistra riformista di scuola socialdemocratica, con la mia personale conoscenza della tua bella ed umana persona. Non ho mai avuto dubbio alcuno che una persona come te -cristallina, onesta e galantuomo capace- potesse anteporre all’interesse generale un proprio interesse di parte.

Io, che ti sono stato avversario nella tua prima elezione a sindaco di Napoli, ritengo assurdi e disgustevoli la maniera con cui ti hanno trattato i media e soprattutto lo squallido e malvagio comportamento del fuoco amico, che spesso senza vergogna si è alleato a registi interessati, abituati alla difesa dei propri unici interessi di ladroni. Come disgustevole è la gogna usata dai tanti e diversi pseudo-rappresentanti della società civile, che, per il loro recondito interesse, si sono mossi, come pupi guidati dal puparo, per abbattere un uomo che voleva democraticamente dare lustro e fiducia alla gente, che non aveva più fiducia nella politica pulita, senza se e senza ma.

La storia e il tempo, tuttora pieni di personaggi che prima o poi smetteranno di infangare persone che hanno lavorato per scelta di vita e non per mestiere, faranno emergere il danno commesso non solo a te ma ad un territorio, che tu volevi farlo risorgere ai meritati albori. Oggi ti ringrazio per aver tu fatto il possibile, lavorando con cuore ed amore, cosa difficile che altri potranno fare. Grazie Antonio.

Risposte concrete ai problemi del Sud

A.B.
24-02-2010 | 16:32
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L’analisi della Cei sulle prospettive per il Mezzogiorno va ascoltata con grande interesse. Chi vive e opera nel Sud sa bene quello di cui parlano i vescovi. La criminalità organizzata rappresenta il vero cancro allo sviluppo economico, sociale e civile dell’intero Mezzogiorno. È una metastasi che cerca di allargarsi sempre di più. Da questa consapevolezza deve partire l’intera classe dirigente del nostro Paese per avere il quadro entro cui affrontare il problema.

La criminalità organizzata sta, infatti, dentro quella più generale questione meridionale, a cui si possono dare le risposte adeguate soltanto se la affrontiamo con un approccio nazionale.

Occuparsi del Sud, dei suoi problemi, delle sue difficoltà e delle sue opportunità, vuol dire occuparsi del futuro dell’intero Paese. Sono, dunque, giuste le preoccupazioni della Cei quando dice che occorre ricostruire la “necessaria solidarietà nazionale”, superando anche “le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti”. È un sentimento di grande valore morale e civile che tutto il mondo politico, economico ed intellettuale deve fare proprio.

In questo senso, “un federalismo solidale, realistico e unitario” può essere una grande opportunità per ridurre il divario tra Nord e Sud e rimettere al centro dell’agenda politica e di governo i temi del lavoro, della legalità, delle donne e dei giovani. Per favorire questa prospettiva, le energie migliori del Mezzogiorno e del Paese sono chiamate a fare la loro parte. È su questi i temi che il Governo è chiamato a dare una risposta al di là delle tante parole che abbiamo ascoltato finora. Mi auguro che anche i candidati alle prossime elezioni regionali si confrontino e diano risposte concrete e non demagogiche a partire dalle questioni reali che frenano lo sviluppo del Sud.

Omeopatia al governo

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22-02-2010 | 16:11
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di Lino D’Antonio

Perché vince Berlusconi? Commentatori illustri affermano che il Paese è allo sfascio, in piena regressione culturale ed economica, ripiegato su se stesso, in una bolla cristallizzata, che ne impedisce ogni crescita. Sembra impensabile che i cittadini comuni, molti tra i quali vivono il dramma del lavoro che non c’è, della precarietà, di nessuna prospettiva concreta nell’immediato, non ne siano consapevoli. Con l’aggravante che, dovunque e pubblicamente, spira un’aria da basso impero, tra corruzione e voglia esplicita di impunità. Leggi tutto »

Lettera a Repubblica

A.B.
19-02-2010 | 16:12
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Caro Direttore,

in un articolo sul suo giornale  e, per di più, in un grande titolo con richiamo anche in prima pagina si scrive che ieri, nel corso dell’inaugurazione dell’outlet di Marcianise, sarei stato contestato.

È un clamoroso falso.

Chi ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione della nuova struttura commerciale di Marcianise sarà rimasto di stucco.

Ma anche chi ha potuto leggere gli altri quotidiani (Roma, Corriere del Mezzogiorno, Mattino) si sarà reso conto della faziosità dell’articolo e del titolo.

Ieri non c’è stata nessuna contestazione nei miei confronti.

Il mio intervento, infatti, è stato seguito con interesse e con evidente consenso dai partecipanti alla conferenza stessa.

Dopo-Bassolino: spero nella continuità dell’azione regionale

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19-02-2010 | 16:03
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di Maurizio Settembre

Gentile Presidente, mi chiedo quando Lei concluderà il mandato chi prenderà il suo posto? Avrà lo stesso entusiasmo di ascoltare, attuare azioni per benessere economico, continuerà il percorso da lei intrapeso? Spero che ci sia lo stesso entusiasmo del fare e, grazie a lei e al suo staff, di risollevare le sorti di questa nostra città. Stiamo recuperando terreno rispetto al nord Italia che si è addormentato sul sacco di soldi fatti negli anni ‘50 e ‘60. Spero anche che Cascetta continui il contributo ponderato sulle infrastrutture (premesse dello sviluppo economico). Quando conclude il mandato, dia un occhio alla città e regione. Buon lavoro.

Posti in Giunta

A.B.
18-02-2010 | 18:48
45 commenti »

Leggo oggi una lunga intervista all’on. Di Pietro sul Fatto, in cui spiega le ragioni del suo appoggio alla candidatura di De Luca. Non ho creduto ai miei occhi, quando alla domanda del giornalista che gli chiede: “Mi dica una cosa che comunque cambia se lei riesce a far vincere De Luca“, Di Pietro risponde: “Che il sistema Bassolino finisce il giorno dopo le elezioni. E non è poco“.

Eppure a quello che lui chiama “sistema” il suo partito non vedeva l’ora di partecipare. Basta sfogliare le rassegne stampa per ricordare come il senatore Nello Formisano, capogruppo dell’Idv al Senato nella passata legislatura e attuale segretario regionale, reclamava, come titolava l’ansa del 19 ottobre 2007, “posti in Giunta”. “I numeri - asseriva il senatore Formisano - assegnano all’Italia dei Valori il diritto di sedere nella Giunta della Regione Campania”.  

Ma questo diritto non l’aveva affatto. In Giunta erano rappresentate le forze che hanno eletto in consiglio regionale almeno due consiglieri, così come stabilito da tutta la coalizione di centrosinistra nel 2005. Italia dei Valori ha eletto un solo consigliere e la situazione non poteva ritenersi cambiata per l’ingresso nel gruppo dell’IdV di consiglieri provenienti da altri partiti.

La “doppiezza” inquietante dell’Udc

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17-02-2010 | 15:55
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di Lino D’Antonio

Reputo l’azione e le scelte dell’UdC la peggiore espressione politica del nostro Paese, negli ultimi tempi. Cosa che raggiunge il suo acme nel sistema di alleanze strette da questo partito, in vista delle elezioni regionali.

Negli anni addietro, il partito di Casini è stato completamente appiattito su Berlusconi e sugli interessi particolari di quest’ultimo, in posizione codina e condiscendente. Nel momento che è apparso chiaro all’UdC (colpevolmente dopo un quindicennio) che non c’era nemmeno un brandello, nel “berlusconismo”, riconducibile ad una “politica centrista”, trattandosi di destra pura, Casini ha deciso di mettersi in proprio, con la velleità di aver conquistato in tal modo, una smagliante verginità politica. Nonché la patente, o meglio la ricetta, tra il magico ed il miracoloso, di poter scompigliare i due poli in campo e porsi, come forza attrattiva e propulsiva di un centro, che rimane, nei fatti, del tutto virtuale.

Gli ex democristiani, che stanno con Berlusconi, rimangono attaccati al Capo come patelle sugli scogli e qualche transfuga del PD raggiunge l’UdC soprattutto per effetto di pulsioni personalistiche e senza seguito elettorale di rilievo. I quali “fuggiaschi” dovrebbero dar conto a tutti quegli elettori democratici, che hanno reso possibile la loro elezione e rimettere il mandato parlamentare. Ma sono queste mie, considerazioni etiche “assurde” e superate, se applicate a questi disinvolti “onorevoli”. Almeno in questo bailamme, spacciato per laboratorio politico, si è concretizzato l’auspicio di tantissimi elettori progressisti: “Vade retro Binetti!”

L’atto politico più inquietante dell’Udc, senza ombra di dubbio, è l’alleanza stretta in Campania per le regionali e le amministrative in genere, con il PdL, di cui sono note le ombre di non poco conto, stando i responsabili locali del suddetto partito, in odor di “casalesi”.

La mia Regione, più che mai, ha necessità di rifuggire da compromissioni malavitose, dal fuoco fatuo di vane promesse di mirabilia, dal solito maneggio dei soliti De Mita e Mastella, mercanti di voti e consapevoli rabdomanti di consenso in favore di Berlusconi.

Ignoro al momento, quanti siano all’interno del Partito Democratico coloro che inneggiano ancora all’alleanza con l’UdC, eludendo la anomalia di questo partito, consistente nella capacità di schierarsi indifferentemente a destra, come a sinistra. Come se i due schieramenti potessero equivalersi nei valori e nella proposta politica. L’ultima dichiarazione pubblica di Berlusconi definisce le elezioni regionali test di valenza nazionale. E’ quindi chiaro che Casini & soci son ben consapevoli di contribuire, in molti casi, all’eventuale rafforzamento del capo della destra. La qual cosa, di fatto rende ridicola tutta la posizione politica dei “centristi”, mentre sarebbe più percorribile e credibile il ritorno “alla casa madre”. E sì che gli verrebbe offerto “il vitello grasso”, così come è accaduto per la designazione del candidato per la Provincia di Caserta.

Per quel che riguarda la Campania e per evitare il drammatico passaggio di essa ad un vero e proprio governo reazionario ed affaristico, è necessario appoggiare con convinzione e vigore il candidato De Luca. Sia da parte dei partiti campani dell’alleanza progressista, ma anche con forte impulso e partecipazione da parte degli organismi nazionali. Allo stesso modo nel Lazio con la Bonino, visto che il conservatorismo cattolico apertamente condanna, tramite i suoi giornali, la candidata radicale. Riservando indulgenze ed appoggi allo schieramento molto composito di destra (compreso conclamati fascisti) in nome di una doppia morale veramente intollerabile, eppure con insistenza perseguita da vasti settori della Chiesa Cattolica.

Il caso della “casa” (abusiva)

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17-02-2010 | 15:24
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di Carlo Giordano

Ho sempre più le idee confuse, più parlo con i colleghi e con i cittadini di Ischia, dove vivo da 9 anni, e più non comprendo, non come siamo arrivati a questo, l’ho capito purtroppo, ma come uscirne. Mi sono fatto un’idea naturalmente, che sinteticamente proverò a riassumere. Leggi tutto »

Il reddito di cittadinanza merita una manifestazione nazionale

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14-02-2010 | 15:02
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di Marco Denvnas

“Loro” parlano di riforme, le riforme che li riguardano: come garantire l’impunità a Berlusconi e così facendo garantire l’impunità e i privilegi di tutta la casta politica. I “loro” problemi sono i problemi dell’Italia e quelli su cui deve incentrarsi il dibattito pubblico. C’è al contrario una riforma che andrebbe messa al centro dell’agenda politica: il reddito di cittadinanza. Leggi tutto »

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