di Rosalba D’Arienzo 

Con viva preoccupazione il Comitato degli Idonei Dirigenti sta seguendo le notizie relative al disegno di legge avente ad oggetto “Norme in materia di personale regionale” – in discussione prossimamente in Consiglio Regionale – che potrebbe determinare la stabilizzazione di circa 200 comandati, di cui 66 provenienti da società miste, dipendenti che non hanno mai affrontato la prova dura di un pubblico concorso!

Se tale “manovra” dovesse andare in porto, assorbirebbe le risorse finanziarie allo stato disponibili, dissolvendo ogni speranza di scorrimento delle nostre graduatorie! Eppure, Presidente, proprio Lei ha affermato: «…proprio perché abbiamo fatto il concorso, scontrandoci con tante resistenze e difficoltà vogliamo fare tutto il possibile per avvalerci delle competenze che abbiamo selezionato». Ma per noi idonei dirigenti, lo scorrimento delle graduatorie è ancora fermo!

La Costituzione italiana parla chiaro: nel settore pubblico si entra per concorso. Ma la Costituzione – come ebbe a dire Piero Calamandrei ( Milano 1955 ) nel suo Discorso, ancora oggi attuale, sulla Costituzione – “non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta: lo lascio cadere e non si muove. Perché si muova, bisogna ogni giorno, in questa macchina, rimetterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere quelle promesse, la propria responsabilità….E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte: in parte è ancora un programma, un impegno, un lavoro da compiere.”

Il tempo stringe, Presidente! Buon lavoro!