di Lillo t. F.
Caro Presidente, rassicuri me e tutto il personale dipendente della Regione, ancora in attesa di una possibilità, che nulla sarà compiuto sulla pelle di tutti noi che, dignitosamente, mettiamo a disposizione le nostre professionalità e capacità in cambio di alcun riconoscimento.
Sono certa di poter parlare a nome di un grosso numero di “tecnici” (architetti, ingegneri, geologi ecc.) che, incessantemente, prestano servizio con fiducia nella pubblica amministrazione, ma, le voci che circolano sono davvero preouccupanti: allora siamo proprio come tutti gli altri? Ma qual è la differenza fra destra e sinistra se poi si opera uguale uguale a loro? Di destra, intendo.�
E’ così difficile pensare che anche tra i dipendenti dell’amministrazione ci siano competenze, capacità, aspettative che meritano di essere riconosciute?
E vengo al nocciolo della questione: è vero che si sta procedendo a costruire un percorso amministrativo che consentirebbe l’assunzione (seppure a tempo determinato, ma tre anni direi che non sono pochi, o no?) di professionalità esterne destinate ad occupare posizioni apicali all’interno dell’amministrazione? Sarò più chiara: il regolamento licenziato in Consiglio regionale sarà impiegato per “assumere” tutti coloro che ad oggi, occupano posizioni dirigenziali (così dette di “staff”) e che tornerebbero a casa se i relativi Assessori torneranno, a loro volta, a casa? E allora tutti i colleghi dipendenti che hanno partecipato al concorso per la dirigenza e sono in graduatoria in attesa del relativo scorrimento (possibile che tutte hanno avuto lo scorrimento tranne che quelle della dirigenza?) Quando toccherà a loro?
Ieri, discutendo con un collega architetto di grandissimo valore e capacità, ho avuto un cazzotto allo stomaco quando, commentando le vicende in corso, mi ha detto: “Questa regione ha ucciso il mio futuro”. Non è giusto, non è giusto, non è giusto! Ho sempre votato pci, poi pds, poi ds e, seppure nel mio piccolo, ho contribuito ad assicurare con il mio voto (e non solo il mio: mi ci vede a convincere mamma e papà ultrasettantenni, a seguire le mie indicazioni che noi siamo i buoni e gli altri i cattivi? Se lo immagina che delusione?) che la cosa pubblica fosse gestita da esponenti da me ritenuti onesti, corretti e invece…
All’epoca di tangentopoli ero certa che, finalmente, era il nostro momento, ma che delusione! Un’enorme occasione perduta! Mancano ancora pochi giorni alla gestione cosidetta ordianaria, durante i quali stiamo aspettando di vedere… i botti finali! Sinceramente, spero di non vederne alcuno e, comunque, l’alternativa c’è ed è quella che hanno messo in atto le migliori persone che conosco: emigrare.

