Oggi, ricordando la bella e ancora molto attuale figura di Enrico De Nicola sono state dette parole importanti nell’aula di Castel Capuano.

Parole che devono costituire il cuore pulsante, i valori unificanti di un Paese come il nostro. Una sorta di decalogo da consegnare a chiunque sia chiamato a svolgere il ruolo di governo oppure di opposizione.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha giustamente sviluppato la linea già espressa nel messaggio di fine anno, sottolineando il tema centrale della “coesione nazionale”, decisivo per affrontare i problemi più gravi nell’interesse generale. “La libera dialettica di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizione - ha aggiunto Napolitano - non esclude che si riproponga, in momenti di prove serie per il Paese, l’esigenza di non smarrire il senso del comune interesse nazionale” .

Di elevato profilo istituzionale è stato anche il monito lanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini: “In un sistema bipolare ciò che unisce è altrettanto importante di ciò che divide”.

È innanzitutto sul Mezzogiorno, vorrei sottolineare, che si deve esprimere il comune interesse nazionale e si deve mettere in primo piano ciò che unisce.

È tempo di aprire una nuova stagione politica e culturale. Sempre di più il Sud deve rappresentare il banco di prova di un nuovo clima istituzionale e tutti dobbiamo dare un contributo in questa direzione.