Accendo la tv e su un tg di una importante rete televisiva passa un servizio su Napoli. Il tema è l’andamento del turismo nelle grandi città italiane. Butto l’occhio un po’ distrattamente e penso al solito rosario di doglianze. Invece, il cronista parla di ripresa e snocciola una serie di dati buoni e incoraggianti: aumento di presenze, alberghi quasi pieni, soprattutto in città, come non avveniva da tempo. Poi, intervista operatori dal volto finalmente soddisfatto e sullo sfondo fa vedere le immagini di frotte di turisti sereni ed allegri che affollano i monumenti, le strade del centro antico, quelle dello shopping. Così a Napoli e così in costiera e nelle isole. Insomma, non siamo più il fronte di una qualsivoglia emergenza, siamo finalmente raccontati come una città che incuriosisce e attira ancora gente da ogni parte d’Italia e del mondo. Non ho mai avuto dubbi che Napoli e la Campania, nonostante i loro seri problemi, siano luoghi che affascinano sempre per le loro notevoli e varie attrattive. Certo, abbiamo avuto una grave crisi dei rifiuti che, ora, è alle nostre spalle. Poi, c’è stata una grave offensiva della camorra, che ha subito anche gravi colpi. Tuttavia, in questi casi, come hanno rilevato alcuni commentatori, Napoli è stata anche oggetto di una “copertura mediatica straripante”. Che ne ha per lungo tempo offuscato le straordinarie eccellenze e il ruolo di grande e storica città euromediterranea. Riscoprendo e rivendicando questi aspetti positivi, non pensiamo affatto di distrarre l’attenzione di tutti noi, con responsabilità pubbliche, dai guai che assorbono gran parte del nostro impegno quotidiano. È soltanto però quando si parla di Napoli, delle sue bellezze, della sua storia, che scatta un meccanismo perverso ed un approccio singolare secondo cui tutti gli aspetti positivi servono e vengono utilizzati soltanto per “nascondere” i problemi, quasi si volesse depositare sotto il tappeto i nostri mali. Anche da questa ulteriore esperienza, tutti noi dobbiamo imparare ad avere un atteggiamento più responsabile: innanzitutto sapere distinguere. Sapere individuare i guai, combatterli, trovare le soluzioni; dall’altro lato saper valorizzare, con orgoglio, le tante risorse positive di cui disponiamo. Basta con condotte qualunquistiche secondo cui “nelle notti buie tutte le vacche sono nere”, ma bisogna lavorare tutti, l’intero sistema politico-istituzionale, il mondo delle imprese, la società civile, con serietà e determinazione, per far avanzare Napoli e la Campania. Questa città e questa regione sono di tutti noi e a tutti noi spetta di non piangerci addosso e di non essere autolesionisti. Ma di pensare e di agire in positivo. Nei più diversi campi. Per il turismo stesso, la forte programmazione pensata ed organizzata dalle istituzioni locali per le prossime settimane (Natale e Capodanno) e per i prossimi mesi potrà dare la spinta ad un’ulteriore crescita.
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