Nel deserto occidentale del Sahara, c’è un piccolo e dignitoso popolo, i “Saharawi”, che conduce un’ostinata e poco conosciuta battaglia per la libertà e l’autodeterminazione. Soprattutto nei confronti del Marocco, che ne reprime, con ogni mezzo, anche con la violenza, le legittime aspirazioni di indipendenza e condanna a morte chi attenta all’integrità del territorio marocchino, considerando tale il Sahara occidentale. È una “piccola”, ma emblematica vicenda perché gli abitanti di quella terra, che nel nostro immaginario è un paesaggio arido e quasi ostile alla presenza umana, si battono a rischio della propria vita, dei propri affetti e di terribili vessazioni, per un diritto così insito nella natura umana: governare e darsi gli strumenti di una libera e civile democrazia laddove sono nati e vissuti per generazioni. In questi anni, molti sono stati gli episodi significativi di lotta ed è nato un vero e proprio movimento politico di liberazione che ha proclamato la repubblica araba Saharawa democratica riconosciuta da 80 paesi e membro dell’Unione per l’Unità Africana. Ora i suoi rappresentanti chiedono la realizzazione di un referendum per l’autodeterminazione, sempre negato dal Marocco. Qui a Napoli, e non a caso, è nata a sostegno della causa un’associazione composta da tanti volontari, giovani avvocati, magistrati ed esponenti della società civile. Sottolineo, il non a caso: perché è la riprova della grande e naturale attenzione verso ciò che accade al di là del Mediterraneo, dove noi vogliamo e dobbiamo guardare. Se lì ci si batte per la libertà e per la democrazia noi dobbiamo essere al fianco di costoro. Come Regione Campania, insieme al Comune di Napoli, seguiamo l’evolversi della situazione. A dimostrazione di ciò, Napoli ha insignito della cittadinanza onoraria Aminnattou Haidar, militante Saharawi di 42 anni e madre di 2 figli, a cui il governo marocchino impedisce il rientro in patria. Questo è il vero volto della società civile napoletana, di Napoli città aperta e multiculturale, che sa scendere in campo e battersi contro la camorra e la criminalità e per tutte le cause giuste.
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