Di fronte alla notizia, pubblicata dai giornali, di tagli alle risorse destinate alla sicurezza e all’ordine pubblico, ritengo che sia dovere di tutto il Governo raccogliere l’appello del ministro Maroni ed evitare che ciò avvenga. Allo stesso tempo, penso che sia compito dell’opposizione fare la propria parte in Parlamento, collaborando, con spirito bipartisan, alla ricerca di soluzioni che vanno in questa direzione.La lotta alla criminalità deve essere una delle fondamentali priorità del paese e non si possono tagliare i fondi necessari alle forze dell’ordine impegnate nel contrasto alla malavita organizzata e alla microcriminalità, che affligge soprattutto le grandi aree urbane. Lo stesso procuratore capo di Napoli Lepore ha denunciato la scarsità di fondi anche per il funzionamento della giustizia. Si tratta di fatti che ci preoccupano molto e che possono alimentare delusione tra gli operatori del settore e nell’opinione pubblica.

Nel paese e, in particolar modo, nel Mezzogiorno la camorra e le altre mafie sono il principale ostacolo allo sviluppo, all’occupazione e alla crescita morale, civile e culturale. Perciò abbiamo bisogno di più mezzi, più uomini, più intelligence. La lotta alla criminalità deve andare avanti senza tregua, a 360 gradi. Già col ministro Amato, le forze dell’ordine hanno segnato al loro attivo importanti colpi ai clan, ai loro capi, penetrando nel loro fortilizi. Sulla stessa linea sta proseguendo efficacemente la sua azione il ministro Maroni.

Da una terra di trincea come la nostra, riteniamo che questa offensiva non debba incontrare ostacoli, ma debba essere fortemente intensificata. Soprattutto in una fase preelettorale come quella attuale, con i clan che cercheranno di far sentire il loro peso.

È questa la strada per rafforzare la fiducia dei cittadini e di tante donne e uomini delle forze dell’ordine che, rischiando la propria vita, sono in prima linea tutti i giorni. Non si faranno passi in avanti in questo paese e nel Mezzogiorno se la lotta alla criminalità e il tema di una giustizia più rapida, certa ed efficiente non diventeranno il convinto obiettivo e l’impegno comune di tutte le istituzioni interessate e di tutte le forze politiche.