A fianco del popolo Saharawi

A.B.
30-11-2009 | 18:53
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Nel deserto occidentale del Sahara, c’è un piccolo e dignitoso popolo, i “Saharawi”, che conduce un’ostinata e poco conosciuta battaglia per la libertà e l’autodeterminazione. Soprattutto nei confronti del Marocco, che ne reprime, con ogni mezzo, anche con la violenza, le legittime aspirazioni di indipendenza e condanna a morte chi attenta all’integrità del territorio marocchino, considerando tale il Sahara occidentale. È una “piccola”, ma emblematica vicenda perché gli abitanti di quella terra, che nel nostro immaginario è un paesaggio arido e quasi ostile alla presenza umana, si battono a rischio della propria vita, dei propri affetti e di terribili vessazioni, per un diritto così insito nella natura umana: governare e darsi gli strumenti di una libera e civile democrazia laddove sono nati e vissuti per generazioni. In questi anni, molti sono stati gli episodi significativi di lotta ed è nato un vero e proprio movimento politico di liberazione che ha proclamato la repubblica araba Saharawa democratica riconosciuta da 80 paesi e membro dell’Unione per l’Unità Africana. Ora i suoi rappresentanti chiedono la realizzazione di un referendum per l’autodeterminazione, sempre negato dal Marocco. Qui a Napoli, e non a caso, è nata a sostegno della causa un’associazione composta da tanti volontari, giovani avvocati, magistrati ed esponenti della società civile. Sottolineo, il non a caso: perché è la riprova della grande e naturale attenzione verso ciò che accade al di là del Mediterraneo, dove noi vogliamo e dobbiamo guardare. Se lì ci si batte per la libertà e per la democrazia noi dobbiamo essere al fianco di costoro. Come Regione Campania, insieme al Comune di Napoli, seguiamo l’evolversi della situazione. A dimostrazione di ciò, Napoli ha insignito della cittadinanza onoraria Aminnattou Haidar, militante Saharawi di 42 anni e madre di 2 figli, a cui il governo marocchino impedisce il rientro in patria. Questo è il vero volto della società civile napoletana, di Napoli città aperta e multiculturale, che sa scendere in campo e battersi contro la camorra e la criminalità e per tutte le cause giuste.

Bassolino al Forum dell’Ansa

Redazione
27-11-2009 | 19:12
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Di seguito vi proponiamo le risposte del Presidente Bassolino divise per argomento, in cinque parti, nel corso del Forum organizzato dall’Ansa

PARTE 1
Mandato Comune – Regione, rifiuti in Campania e Sicilia

PARTE 2
Rifiuti, Pd e Bersani

PARTE 3
Antiberlusconismo, infrastrutture e cultura, ricandidatura

PARTE 4
  Fondi fas, crisi e occupazione, mezzogiorno

 

La cortina di ferro del ministro Brunetta

Utenti
25-11-2009 | 13:27
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di Aurelia del Vecchio

Il ministro Brunetta ci ha abituato all’impetuosità dei suoi convincimenti, di continuo esternati. La qual cosa sarebbe altamente positiva, dal punto di vista della sincerità e genuinità. Ma il ministro, nella frettolosità delle sue affermazioni, si pone spesso fuori dal normale andamento di quello che dovrebbe essere il sereno confronto democratico. Fino a scivolare nell’offesa verso chi gli obietta anche la più piccola critica. Leggi tutto »

L’Anm deve rinascere

Utenti
25-11-2009 | 13:21
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di Giuseppe Martello

Sono un conducente da tre generazioni dell’ Azienda napoletanà mobilità. Vorrei invitarla a fare qualcosa insieme all’assessore competente per la grave crisi che attanaglia il trsporto pubblico su gomma, specialmente dell’Anm. Non ci sono soldi neanche per comprare i pezzi di ricambio per gli autobus Mercedes arrivati da poco da l’Eav. Leggi tutto »

Na cosa a’ vota e proviamoci ancora

Utenti
25-11-2009 | 13:14
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di Pasquale Laudanno 

Na cosa a’ vota… Certo la politica ha i suoi tempi e i suoi misteri, oggi in Campania le persone non sanno da che parte stare. Sarà la sfiducia, la politica, il modo di fare politica, o forse non si sentono rappresentati da nessuno… Leggi tutto »

Sono madre di uno dei tanti “idonei”…

Utenti
25-11-2009 | 13:00
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di Luisa Casertano

Sono la madre di uno dei tanti giovani campani, idonei al maxi-concorso della nostra Regione, indetto da lei qualche anno fa. Solo io so quanto mio figlio abbia studiato per sostenere le tante e difficili prove del concorso, solo io ho visto la sua felicità quando ha saputo che era tra i primi degli idonei, e solo io ho letto nei suoi occhi la fiducia nel futuro, dettata dalla convinzione che, nel giro di pochi mesi, sarebbe stato assunto (così come era stato detto!). Leggi tutto »

Ciao Ernesto

A.B.
24-11-2009 | 14:32
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La sua foto con il presidente Clinton che addenta con gusto gioioso una pizza “a libretto” (per i non napoletani: piegata in quattro per essere mangiata all’impiedi) ha fatto il giro del mondo. Erano i giorni del G7 ed Ernesto Cacialli, pizzaiolo di via dei Tribunali, cuore antico di Napoli, non stava più nei panni dalla contentezza. Nella sua piccola pizzeria, gli uomini dell’imponente sicurezza del presidente degli Stati Uniti erano più che mai agitati per questo fuori programma dal rigido protocollo del G7. Una scena davvero insolita che solo a Napoli capita spesso di vedere. Capi di Stato, uomini di governo, intellettuali che, passeggiando per le sue strette strade del centro antico, rimangono affascinati dalla miscela di rumori e immagini (chiese, palazzi storici, vicoli, pizzerie, laboratori artigianali e così via). Ad appena 60 anni, Ernesto Cacialli se n’è andato. Per tutti questi anni ha continuato a lavorare senza sosta nella sua pizzeria, diventato un luogo cult, incorniciato dalle foto di quella splendida giornata. Ogni volta che passavo per via Tribunali, il suo sorriso, che mi mancherà, e il suo saluto mi accompagnavano sempre. Pur vivendo in un quartiere bellissimo e difficile, dove accanto alla storia e alla cultura si respira disagio sociale e civile, Ernesto è uno dei tanti figli di questa Napoli dalle molte facce. È il simbolo della forte laboriosità, dell’attaccamento alle tradizioni, alle bellezze, alla voglia di fare e di lavorare che anima la maggioranza di questa città. Come raccontano i suoi collaboratori, Ernesto non mollava mai, lavorava anche all’impiedi, come tutti i veri pizzaioli, anche 16 ore al giorno, senza soluzione di continuità. A Ernesto mandiamo un forte abbraccio. Siamo davvero vicini ai suoi congiunti. Il modo migliore per ricordarlo è riaffermare che in questa città, troppo spesso descritta in maniera sommaria per i suoi indubbi problemi e malesseri, vivono e lavorano onestamente migliaia e migliaia come lui. Basta fare il conto delle pizzerie e di tutta la dignitosa micro-economia che si sviluppa intorno a questo storico e popolare pasto, che tutto il mondo ci imita. Spesso l’attenzione si concentra soltanto sui mali della città, ma la realtà di Napoli è anche questa. Ciao Ernesto.

Sulla Stampa di oggi

A.B.
24-11-2009 | 13:52
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Riporto sul blog una lettera pubblicata sulla Stampa di oggi dal titolo Monnezza non olet (e non fa notizia). Un lettore del quotidiano di Torino, Ezio Pelino, si interroga, infatti, sulla diversa attenzione politico-mediatica che hanno avuto la vicenda rifiuti campana e quella siciliana. E cita anche il confronto sul giornale il Riformista tra il sottoscritto e il presidente Lombardo.

Per chi volesse farsi un’opinione più completa può scaricare tutti i testi degli articoli pubblicati 1 2 3 4

 Monnezza non olet (e non fa notizia)

La monnezza è monnezza, fa schifo e basta, non ha colore politico. Ma non nel nostro sultanato centro mediterraneo. La monnezza di Napoli ci è entrata in casa per mesi, attraverso telegiornali, inchieste, interviste, talk-show. Mancava solo che fossimo ammorbati – tecnologia permettendo – dal suo fetore. Berlusconi sulla rimozione della monnezza ha costruito il suo inossidabile consenso.

La monnezza della Sicilia invece non esiste. Ne dubitavo anch’io, l’informazione via Internet non certificata dalla tv non mi era sufficiente. Mi ha illuminato finalmente una trasmissione tv: il giornalista di un settimanale della famiglia Berlusconi non si è permesso di smentire un interlocutore siciliano che descriveva le strade della capitale dell’isola infestate da cumuli di rifiuti e illuminate di notte da sinistri roghi.

Finalmente qualche giornale pubblicando la polemica tra Bassolino-Lombardo, ripropone un film già visto: stipendi non pagati, dipendenti in sciopero, discariche al collasso, progetti bloccati di inceneritori, l’emergenza che si estende a tutte le realtà urbane dell’isola, la malavita organizzata che fa il suo sporco gioco. Ma tutto ciò per la tv non esiste e quindi non esiste nemmeno per noi. La monnezza di destra non puzza e soprattutto non fa notizia.

Cari idonei, buon lavoro!

A.B.
20-11-2009 | 16:35
217 commenti »

Oggi sono davvero soddisfatto perché abbiamo assunto 83 giovani di comprovata competenza, che da tempo chiedevano legittimamente  di essere immessi nei ruoli regionali. Sono pari al 55% degli idonei ai concorsi banditi nel 2002 per le categorie C e D.

In questi mesi abbiamo intensamente lavorato per raggiungere  questo risultato.

A loro auguro buon lavoro, e sono convinto che sapranno impegnarsi con grande professionalità al servizio dell’amministrazione regionale.

Siamo una delle poche Regioni ad aver quasi dimezzato i ruoli dirigenziali e ad aver rinnovato l’organico attraverso concorsi trasparenti. Dal 2002 ad oggi abbiamo assunto diverse centinaia di giovani, che stanno un contributo essenziale alla modernizzazione della macchina amministrativa.

So che ci sono altri ragazzi e ragazze che aspettano di essere assunti. Come abbiamo fatto oggi, dopo le opportune verifiche tecniche e normative, ci auguriamo di poter dare una risposta positiva anche alle loro richieste.

Il colore politico dei rifiuti

A.B.
19-11-2009 | 18:04
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Spero davvero che Palermo e la Sicilia possano risolvere al più presto i loro problemi con i rifiuti. Magari facendo tesoro dell’esperienza vissuta dalla nostra regione e degli sforzi in corso per completare il ciclo integrato di smaltimento. Al tempo stesso, fa riflettere l’assordante silenzio che avvolge l’emergenza siciliana. Lo sottolinea anche Mario Centorrino sul Corriere del Mezzogiorno di oggi, chiedendosi se c’è “una mondezza di destra e una di sinistra”. E’ un dubbio più che legittimo. È vero che i rifiuti non sono né di destra né di sinistra, ma è il loro uso politico-mediatico che può avere un colore. I rifiuti di Napoli, infatti, sono stati per mesi al centro dell’attenzione di tutto il Paese e del dibattito pubblico, in particolare durante le scadenze elettorali. Quante strumentalizzazioni… In quei mesi si scatenò di tutto: dal fuoco avversario al fuoco amico. Ma oggi, dal punto di vista politico sta emergendo un quadro di diverse responsabilità e, sul fronte giudiziario, è sempre più chiaro il ruolo della camorra nel boicottare l’azione dello Stato per riprendersi il controllo sul sistema dei rifiuti. Per la Sicilia, invece, solo silenzio: sui cumuli di spazzatura, sui roghi, sulle proteste, sul ruolo di Cosa Nostra. I rifiuti siciliani non esistono e sulla Sicilia non c’è né fuoco avversario, né fuoco amico. L’augurio è, comunque, che il problema possa essere avviato a soluzione da parte dello Stato.

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