di Nicola Castaldo
Bisogna dare merito a Berlusconi di aver creato negli ultimi 15 anni un modelio di vita che va al di là di qualsiasi più rosea previsione. Il suo modello di società, ce l’ha propinato, giorno per giorno, indirizzandolo soprattutto ai giovani e bombardandoli con falsi miti e false spranze. Il consumismo, visto come motore fondante di detta società, dove conta avere la scarpa firmata e la moto migliore.
Il raggiungimento dei propi desideri è visto come qualcosa aportata di mano. Sono nate nuove figure professionali, le vallette, le veline, i tronisti, i gieffini. I telegiornali commerciali hanno raccontato un mondo diverso, fatto di cose futili e leggere. I giornali hanno fatto il resto. Con l’occupazione del potere a tutti i livelli Berlusconi ha trasmesso l’idea del comandante in capo, colui che ha la soluzione giusta per tutti i problemi del paese, ma anche colui che può permettersi di tutto, in barba alle regole, alla moralità e all’etica.
Rispetto a questa società virtuale la sinistra e il centrosinistra non hanno saputo trovare la soluzione. Certamente non è scimmiottando Berlusconi o attaccandolo sul piano della vita privata che si riuscirà a sconfiggerlo. Come controbbattere questo fiume in piena che tra l’altro è diventato la barzelletta del mondo?
Resettando le forze sane del paese, dandole una prospettiva diversa, un modello di società basato sulle regole, sui meriti, sulla professionalità, sull’etica sociale. E per far questo occorre sensibilizzare la gente su una proposta di un modello di società socialdemocratico, vedi la Svezia, un grande stato sociale, dove lo stato organizza e aiuta i propi figli cittadini e dove i cittadini sono partecipi dei loro destini, facendo rispettare le regole. Formare la cittadinanza attiva incominciando dalle scuole, educandola alla cultuta della legalità e ad un alto senso dello stato. E’ questa la società che vogliamo.

