di Giuseppe Tarallo 

Caro Presidente, ti invio questo mio commento-intervento sulla morte di Francesco Mastrogiovanni e ti segnalo la mia intervista su Sudsostenibile.it di Gerardo Russo. Su questo caso credo sia molto importante una tua opinione e/o decisione.
Francesco Mastrogiovanni agli occhi degli adulti era forse un anarchico. Agli occhi dei suoi alunni ‘il maestro più alto del mondo’. Come può essere che il sindaco di Pollica, che ha firmato l’ordinanza di ricovero coatto, non abbia tenuto conto nella sua valutazione del fatto che Francesco, qualsiasi cosa avesse fatto o detto o quale che sia stato il suo comportamento (guidava contromano, suonando il clacson tutto agitato, ha tamponato qualche macchina? Non si sa, lo spieghi il sindaco, visto che sembra essere stato presente al fatto, contestandogli alla base il Tso) era persona conosciuta e insegnava in quel Comune a dei bambini che lo adoravano?

O è prevalso il pregiudizio dell’anarchico agitato, che attenta alla quiete pubblica dorata in una delle località più blasonate della Campania, anzi d’Italia, insignita com’è di bandiere blu e cinque vele? Nello stesso luogo sono successi altri tafferugli più gravi da parte di giovani ultras a danno di malcapitati vacanzieri, ma senza provvedimenti restrittivi della libertà personale (il sindaco avrebbe minacciato il foglio di via).

Perchè questa disparità? Come potrebbe spiegare agli alunni di Mastrogiovanni la sua ordinanza di ricovero coatto? E chi ha attivato il ricovero? Il sindaco stesso o un ignaro medico? Il sindaco sa che il Tso è una misura estrema, quando non ci sono altre alternative? Chi o che cosa l’ha convinto ad adottare un provvedimento così radicale ed estremo. Perché non ha valutato altre misure sicuramente possibili? Ha informato il giudice tutelare e l’ordinanza è stata convalidata come previsto dalla legge che disciplina un atto così straordinario? Ha informato il sindaco del Comune di residenza di Franco, peraltro medico in quell’ospedale e amico del sindaco di Pollica?

Come ha potuto ordinare l’esecuzione della cattura in altro Comune senza informarne, sembra, il sindaco, amico, credo, anche di Francesco? In assenza di questi requisiti il ricovero coatto diventa sequestro di persona, tanto più che è stato eseguito con vergognose modalità da caccia all’uomo. Questo provvedimento così abnorme e sicuramente illegittimo ha aperto le porte del reparto neuropsichiatrico, dove, senza che ciò risulti in cartella clinica, è stato legato in un letto di contenzione per 4 giorni continuati. Francesco è morto per edema polmonare. I medici hanno sostenuto che è stato dovuto a una patologia cardiaca pregressa: non era una ragione in più per accertarlo prima, anzichè legarlo lasciandolo morire?

A un anarchico l’appuntamento con la morte non poteva presentarsi che col volto cattivo dello stato persecutore e barbaro. Le istituzioni, che noi normali cittadini sentiamo più vicine, come il sindaco, i vigili, i carabinieri, la capitaneria di porto, l’ospedale del piccolo centro si sono presentati a lui come orchi assassini: come vorrei che i protagonisti di questa morte lo spiegassero agli alunni di Francesco!

E spiegate, oltre che ai bambini, a noi cittadini perchè è morto un cittadino in vacanza, preso come un delinquente nel campeggio dove pacificamente villeggiava. Ha turbato la quiete pubblica? E nessuno rimane turbato da questa morte nel paese blasonato: vip, intellettuali pronti a parlare su tutto mentre su questo niente. Forse troppo in fretta è stato derubricato a caso di malasanità come ha fatto l’unico che ha parlato, l’avv. Dario Barbirotti, consigliere comunale di Salerno, che ha denunciato l’atrocità di questa notizia. Barbirotti, consigliere comunale di Salerno, ma assiduo frequentatore di Acciaroli e intimo del sindaco, non trova atroce che il suo amico sindaco abbia adottato un Tso per un disturbo alla quiete, trattabile con altri mezzi, dando la caccia alla persona in altro comune e sequestrandolo?

Vorrei tanto che si desse risposta a queste domande. Io so che è morta una persona dolce e fragile e che io, i suoi alunni, la sua famiglia, i suoi amici non potremo più rivederlo. E Lui era passato pochi giorni prima dal ristorante dei miei figli nel vicino paese di Agnone e non trovandomi aveva lasciato insieme ai saluti la promessa di ritornare, ricordando a mia figlia e a mio figlio l’antica amicizia tra suo padre e il mio e tra lui e me e in particolare di mio fratello Alfonso. Una visita che mi aveva rallegrato e che aspettavo insieme ai miei figli, annullata dalla notizia della sua morte, che ci ha colti increduli e ci ha addolorati e poi riempito di rabbia quando i giornali hanno cominciato a far trapelare i particolari agghiaccianti che l’hanno caratterizzata.

In agosto erano in ferie le istituzioni, politici e persone e le loro coscienze. Ora le ferie sono finite e aspettiamo le risposte alle domande che questo caso pone prima della verità della magistratura, che ancora una volta, e questa volta post mortem, gli renderà la giustizia che merita. Ma noi cittadini vogliamo risposte e decisioni su quanto è accaduto, perchè non ci siano altre morti come quella atroce ed orribile di Francesco. Chi può provare solo ad immaginare di essere sequestrato e poi legato per lunghi 4 giorni e notti in un letto di contenzione in un paese civile nel nuovo secolo del nuovo millennio? E’ troppo chiedere che non possono esserci sindaci, operatori della sicurezza e della sanità di tal fatta? C’è da avere paura che esistano e continuino nelle loro funzioni. O sono intoccabili? Finite le ferie, aspettiamo che governi regionale e nazionale mostrino di esserci e diano le dovute necessarie risposte.