Lettera aperta sulla Colombaia

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02-09-2009 | 12:11
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di Franco Iacono*

Leggo su Il Golfo del 27 di agosto di un accordo di programma fra l’Alleanza mondiale del cinema, la Regione Campania e il Comune di Forio, per “lanciare una campagna mondiale per il restauro e la riorganizzazione degli spazi della Villa Visconti col fine di creare un centro internazionale di formazione ed educazione al cinema ed alla creazione audiovisiva. I lavori di restauro della Villa verranno realizzati sotto la supervisione dell’architetto Massimiliano Fuksas in collegamento con i Comitati creati dall’Alleanza mondiale del cinema e con le autorità di Napoli e del Comune di Forio d’Ischia”.

La firma dovrebbe avvenire a Venezia il 3 di settembre. Naturalmente sono favorevole ad ogni iniziativa che tenda a rilanciare la Fondazione e la residenza che fu di Luchino Visconti al fine di realizzare il progetto culturale, ideato fin dal 1989 da Maurizio Scaparro, che fu alla base della volontà di acquisire la storica villa. Debbo tuttavia rilevare che, in ossequio allo statuto della Fondazione, accordi di tale rilevanza devono essere vagliati dal Consiglio generale, anche per verificare l’attendibilità degli stessi e la qualità dei contraenti. Troppe iniziative, troppi impegni sono stati assunti nel passato in spregio al rispetto dello statuto e della stessa legalità, la cui conseguenza è stata la chiusura della storica residenza insieme ad una miriade di decreti ingiuntivi a fronte di spese non sempre legittimamente autorizzate e spesso senza la copertura finanziaria.

Basti ricordare, ma è solo una esemplificazione, il fitto di una sede di rappresentanza a Roma, con i relativi costi di gestione, e il fitto, incredibile a dirsi, di un’altra sede nel Comune di Ischia. Non so se la firma di questi impegni ad opera del Presidente era a fronte di atti legittimamente assunti. Ad ogni buon conto, nel momento in cui si va a riprendere il cammino sarebbe opportuno accertare lo stato finanziario della Fondazione al fine di non far trovare altri partners di fronte a situazioni incresciose. Se la situazione è arrivata ad un degrado tale da determinare la chiusura della Colombaia certamente ci saranno responsabilità che vanno acclarate. Così come va verificato se la Regione ha sempre rispettato l’apposita legge che prevedeva un contributo di euro 250.000/anno.

Ma, a prescindere da tutto questo, che più volte ho segnalato nel passato, le nuove iniziative, certamente finalizzate allo spirito nobile di rilanciare la Fondazione ed i suoi scopi, devono essere sottoposte al vaglio del Consiglio generale, preposto dallo statuto proprio all’esame di argomenti come quello in parola. Evitare questo adempimento renderebbe illegale ed illegittimo l’atto che si andrebbe ad assumere. Pertanto chiedo che, ad horas, venga convocato il Consiglio generale con all’ordine del giorno l’accordo di programma in parola per poterlo esaminare, ed eventualmente approvare, assumendo per la Fondazione gli impegni che sono demandati allo stesso Consiglio Generale.

Dico questo perché interessato a che la Fondazione riprenda il cammino e i sacrifici fatti, anche da me, si trovino i giusti risultati e si eviti, per sempre, l’immagine di una Fondazione vocata agli sprechi piuttosto che a “produrre” cultura nel nome del grande regista.

*Componente Consiglio Generale e socio fondatore 

L’ironia su Franceschini? Ci voleva

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02-09-2009 | 11:56
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di Mimmo S.

La Regione ha attraversato momenti difficili e non è facile dimenticare l’emergenza rifiuti, la camorra, la disoccupazione, la malasanità. Ma di tutti questi problemi Lei di sicuro non è la causa, non so se ha commesso degli errori, ma sono certo che sta facendo il possibile per risolvere tutti i problemi. Noi cittadini possiamo aiutarla confermando la nostra fiducia, non di sicuro votando a destra. Sarebbe certamente un ottimo sindaco per Napoli. In bocca al lupo e complimenti per l’ironia con cui ha risposto a Franceschini.

Vivo in Trentino, che fatica spiegare…

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02-09-2009 | 11:50
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di Giuliana Albarella

Caro presidente, la pregherei di continuare il suo intervento “pulece…” (la rivedrei volentieri sindaco!). Vivo ormai in Trentino e sono una “fortunata” precaria della scuola secondaria superiore, che ha dovuto con dolore lasciare Napoli per lavorare qui. L’abbracciai emozionata quando a piazza Matteotti festeggiò la seconda elezione a sindaco; che speranze e che cambiamenti allora (abitavo a Chiaia). Poi, ritornando a Napoli, ho percepito e registrato gradualmente l’abbandono e il progressivo disfacimento morale ed urbano (qui ci vorrebbe la solerte e vigile riflessione del buon Gerardo Marotta) del mio luogo del cuore.

Le responsabilità sono state registrate da altri come Saviano e non spetta a me qui ripeterle. Credo fermamente che anche lei ne abbia avute; con quanta rabbia e self control ho spiegato qui a Trento ad allievi ignari, imbevuti in parte di cialtroneria leghista ed in grossa parte figli di televisione berlusconiana, che Napoli non era e non è mai stata soltanto quella Beirut di munnezza e falò maleodorante. Con questo, sfiorando ai loro occhi anche il ridicolo. Lei però con gli altri deve operare al meglio senza incertezze.

Caro presidente, la vera realtà è che gente come me laureata a pieni voti in lettere con indirizzo artistico, ha dovuto migrare, cancellare altre aspettative e adeguarsi al nuovo contesto, sentendosi per questo anche privilegiata per la riconferma dell’incarico di docente, ma cacciata da un sistema che fa fuggire da Napoli, perché privi di scelte e amicizie particolari. Non legga tutto ciò come uno sfogo già sentito. Piuttosto è una denuncia di un malessere e un’accusa al suo gruppo politico che per troppi anni a Napoli e fuori ha solo “tossito” o “ragliato”. Non meravigliamoci di quel che ci tocca assistere oggi dall’altro (sic) schieramento.

Precaria e senza diritti dopo anni di studi e sacrifici

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02-09-2009 | 11:30
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di Laura Baccari

Ho 33 anni, sono anestesista rianimatore presso l’asl di Salerno, sono una precaria. Ho un contratto a tempo determinato, vorrei acquistare una casa, sposarmi e fare dei figli. Purtroppo le banche non mi concedono un mutuo perché sono precaria; inoltre il mio contratto di lavoro prevede che durante la gravidanza non solo non mi spetta alcuna retribuzione mensile, ma ho diritto al posto di lavoro per soli 6 mesi dopodiché perdo il lavoro. Molti miei colleghi sono passati a tempo indeterminato con una semplice delibera dei direttori generali non certo per meriti professionali superiori ai miei, ma solo per appoggi politici. Che devo fare? Non so più a quali porte bussare… Ma perché tanta ingiustizia dopo anni di studio e sacrificio come nel mio caso?

Per una parte del Pd c’è solo il Nord, tutto il resto è noia

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02-09-2009 | 11:24
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di Lino D’Antonio

Sono sconcertato dal fuoco di sbarramento delle continue dichiarazioni di Fassino e dal loro contenuto “innovativo”. Tale da poterlo definire, senza incorrere in alcuna iperbole, “svenditore di valori imprescindibili”. Prima Craxi nel suo Pantheon e giù Berlinguer. Poi, “l’alleanza” con l’UdC di Casini come unica panacea ed approdo per il Partito Democratico, l’anatema ingiustificato contro le sacrosante ragioni della CGIL, scagliato come un Brunetta od un Sacconi qualsiasi. Ed in ultimo la possibilità, ventilata da parte sua, di una alleanza del tutto spuria con il PdL, al Nord contro la Lega. A riprova del completo disinteresse di parti consistenti del PD nei confronti del destino del Mezzogiorno d’Italia sotto il tallone berlusconiano.
Prendo atto che la preoccupazione precipua del partito sia il Nord, al momento precluso ad un significativo insediamento democratico. Tutto il resto è noia, nel senso che ci si limita, per il Sud, a semplice enunciazione.
Una simile proposta di alleanza prefigura una sintonia di Fassino con tutto ciò che esprime il “berlusconismo” e che intorbida l’aria del Paese. Tra l’altro mi spiega la tiepida opposizione di questi anni e l’assoluta mancanza di un progetto politico, culturale ed economico alternativo a quello della destra.
Si pensa ad una alleanza con Berlusconi, invece di riempire le piazze e chiederne immantinentemente le dimissioni, per indegnità e per l’incapacità governativa di risolvere le gravi emergenze economiche dell’Italia.
Un consiglio a Fassino: faccia finalmente il salto della quaglia e metta la sua “lungimiranza” politica a disposizione del cavaliere. Evitando in tal modo di rendere ancora più confuso e nebuloso il precario contesto da questa parte. Auspico per il Partito Democratico, che il Congresso ponga davvero fine a questa babele politica a più voci, contrastanti tra loro e funzionale solo agli opportunismi di singoli esponenti politici e mai nel verso del bene comune.
Una vera svolta per un Paese in condizioni drammatiche.

Il Pdl ringrazia

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02-09-2009 | 11:16
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di Walter Arezzi

La posizione dell’ex parlamentare Ranieri, che sosteneva la necessità (dopo i vari scandali) di sciogliere la Giunta della Campania e del Comune di Napoli, poteva risultare -a suo tempo- opportuna e salutare, invece si è preferito andare avanti, producendo ulteriori “guasti”. Il pdl ringrazia, perché nonostante la sua incapacità politica, conquisterà anche l’ente regionale e il capoluogo. L’etica e il coraggio di fare un passo indietro non appartiene a questa “classe dirigente”. Ci penseranno gli elettori.

Le fabbriche che chiudono al Sud non fanno notizia

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02-09-2009 | 11:09
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di Vincenzo Donzelli

Anche oggi Gianni Rinaldini, segretario nazionale della FIOM, è stato dal prefetto di Milano per la vertenza INNSE, e la notizia compare su tutti i media nazionali. Io questo fatto non lo sopporto.
Non per i 49 operai della INNSE, per carità, per i quali è sacrosanto, ripeto sacrosanto, battersi ad ogni costo. Ma perchè per noi, 900 (novecento) dipendenti della Ixfin di Marcianise (ex Olivetti ed ex Texas Instruments di Aversa), non si è mai smosso nessuno dei segretari nazionali di categoria, per non parlare dei media nazionali.

Perché? E’ una domanda affatto banale perché nasconde una storia lunga e intricata, tanto per usare due grossi eufemismi. Abbiamo denunciato tutto e tutti ai tribunali civili e penali di Napoli e Santa Maria C.V. Ma non c’è stata ancora alcuna risposta, dopo 7 anni e mezzo di “indagini” di innumerevoli PM che le hanno “condotte”. Tutti abbiamo perso il posto di lavoro. Nel silenzio impenetrabile di tutte le segreterie dei sindacati nazionali di categoria e, ancor di più, dei mezzi nazionali di comunicazione. Che dire?

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02-09-2009 | 10:52
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di Silvio De Luca

Giugno è passato , luglio anche, fra un po’ andrà via anche agosto, ma nulla e nessuno riesce a dare una risposta certa su che fine faranno tutti i beneficiari del reddito di cittadinanza, che non c’è e nemmeno se ne parla più. Nemmeno nel sito della Regione Campania pubblicate qualcosa che possa rassicurare le tantissime persone. Ormai i fondi servono per Piedigrotta, digitale terrestre, il mare, gli ospedali ….o altro. Ditene almeno una, così queste famiglie finiranno di attendere e pressare le istituzioni locali, tra schiamazzi, urla e tanta voglia di verità, come è successo giorni fa al Comune di Portici. Presidente, se leggete questo intervento fate qualcosa. Grazie

Centro storico di Napoli, ultima occasione

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02-09-2009 | 10:42
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di Franco Rendano

Sarebbe il caso di aprire un dibattito su questa grande occasione (forse l’ultima) offerta alla città.
Le premesse sembrano buone visto l’impegno e la competenza mosttrate dall’assessore architetto Belfiore.
Da anni nella sede del Lanificio25 organizziamo eventi culturali ed il Lanificio rientra nelle zone previste per l’assegnazione dei fondi, ma il piano è ben più vasto. Ho scritto una mail a Bassolino che non ha avuto risposta. Una svista o scarso interesse per il Lanificio?
Che idee ha in merito il Governatore?

Guitti e politica

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02-09-2009 | 10:32
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di Lino D’Antonio

Di guitti al potere, in Italia, basta ed avanza: Berlusconi. Così come riconosciuto anche dalla stampa internazionale, che carica il premier di molti altri record negativi. Che a lui vada ad aggiungersi Beppe Grillo, alla testa di un neonato movimento di “liberazione nazionale”, mi sembra un po’ troppo e culturalmente insopportabile, nonché pericoloso per le sorti democratiche del Paese.
Tra le varie forze di opposizione è l’IdV il partito, che sembra salutare con gioia tale evento, anche se non pochi suoi esponenti e militanti si pongono interrogativi sull’opportunità o meno di tale evenienza. Se Di Pietro esulta alla notizia, pronto a cavalcare l’eventuale onda lunga della discesa in campo del comico, è cosa da ascrivere alla sua assoluta ignoranza politica. E dico questo non con intento denigratorio, ma con massimo rispetto. La realtà comunque è questa e sempre più spesso le esternazioni di Di Pietro vanno nel senso dell’antipolitica, piuttosto che in quello della politica. La quale, con sincero sforzo democratico di tutti, potrebbe ritornare a rifulgere nella sua essenza più genuina. Senza sotterfugi e senza il doversi accontentare giocoforza di un surrogato non risolutivo.
Anche nelle scorse elezioni amministrative, Grillo è sceso in campo con proprie liste e dappertutto ha solo danneggiato il centro – sinistra. Nella città di Prato, per l’elezione del sindaco, al ballottaggio, addirittura la “Lista Grillo” ha dato indicazioni a favore del candidato della destra, che è risultato vincitore. Poi la provocazione senza senso, da parte del comico genovese di volersi candidare alla segreteria del Partito Democratico.
Se trattasi di dissacrazione, per tornare in seguito ad una pratica politica alta e nobile, non ci siamo. Distruggere tutto, per poi ricostruire, dati i tempi, appare velleitario e pieno di insidie. Infatti, a me pare che il problema o l’incubo di Grillo sia esclusivamente la sinistra nel suo insieme, preservandosi egli qua e là, in questo ambito, “qualche utile idiota”.
A parte un solo termine, “psiconano”, usato da Grillo nei confronti di Berlusconi, non sono riscontrabili negli ultimi anni sue dichiarazioni ed azioni, atte a contrastare il capo della destra. Eppure ad un comico di razza (penso a Petrolini, Totò ecc.) sarebbe riuscito bene di ridicolizzare il premier, molto di più dei nostri ineffabili politici. Ma anche nel campo dell’arte egli ci ha abituato a logorroici monologhi, senza passione e lungimiranza.
Se dovessi usare un’espressione a caldo su Grillo, lo definirei all’istante il migliore alleato di Berlusconi. Mentre oggi il più grande problema per l’Italia, in ambito, politico, culturale ed etico, è rappresentato proprio dal cavaliere di Arcore e dal movimento da lui creato, che ormai tende ad occupare ogni ganglio della vita nazionale. Non tralasciando l’alleanza tra “berlusconismo & leghismo), binomio che sta soffocando l’Italia, dando il colpo di grazia al Meridione e sancendo di fatto la “disunità d’Italia”.
Senza la sconfitta di Berlusconi, nessun progetto di società alternativa, potrà essere attuato. Questo pensano la stragrande maggioranza dei cittadini progressisti, siano essi elettori del PD, dell’IdV e delle varie formazioni della cosiddetta sinistra radicale.
Se Grillo afferma che non c’è in Italia differenza tra destra e sinistra, ponendosi egli come futuro demiurgo di civiltà, progresso e libertà, provvedendo a distruggere il passato e la conseguente memoria storica di ciascuno di noi, veramente non ci sarà alcun tipo di futuro. Se a qualcuno possono sembrare iperboliche le mie riflessioni su Grillo, continuando a guardare alle sue gesta con una sorta di considerazione affettuosa e complice, o peggio di considerarlo dotato di poteri taumaturgici nell’attuale scenario italico, non è in grado di avvertire il pericolo mortale in agguato. E quindi, anche il senso di un’eventuale soluzione avventuristica, con l’entrata in scena di un qualche personaggio con le stellette, evenienza pubblicamente evocata dallo stesso Grillo.
Sarà pure il nostro un istrione geniale, al quale non si deve precludere l’avventura politica (o antipolitica), ma è evidente quanto sia estesa in lui l’attitudine propria dell’imbonitore, del piazzista, del predicatore televisivo e telematico. Allo stesso modo di Berlusconi, come dire : due facce della stessa medaglia.
E se il potere di incantatore e di ipnotizzatore nel Primo Ministro sembra che venga gradualmente ad indebolirsi, perché dovremmo subire un’identica proposizione attraverso Grillo e considerare quest’ultimo un ulteriore nuovo o la panacea per il virus, che attacca la politica italiana?
Ho orrore e pena per questo popolo italiano, di cui anch’io faccio parte, che ripudia ogni sua storia, negativa o positiva che sia e che ha necessità, come l’aria che si respira, per ogni passo da compiere, dell’uomo della Provvidenza o del santone di turno. Sia egli il grande proprietario di media, che giorno dopo giorno provvede a plasmare la coscienza degli italiani. O che sia il guitto, il quale sciorina il suo canovaccio e appare come colui che fustiga i potenti ed eccita le masse. Nascondendo il vuoto assoluto di proposta ed un nulla eterno di idee, verso un futuro informe e pieno di pericoli.
Basta dunque, con piazzisti, imbonitori, unti, santoni e demiurghi!
Corsi e ricorsi storici, i risibili risultati del governo, gli scandali vergognosi, ci dicono che, nel breve termine, forse scadrà il tempo politico di Berlusconi.
Allora, più che mai, il Paese avrà bisogno della politica, quella vera, senza più scorie berlusconiane, patteggiamenti, compromessi e piccoli interessi di bottega.
Credo che ogni Italiano di buona volontà e di sincero sentire democratico debba sentirsi impegnato in tal senso. E che finalmente l’Italia possa divenire un paese normale.