Rompere il silenzio sul Sud

A.B.
29-09-2009 | 17:10
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Le parole della Cei sulla difficile fase che sta attraversando il Mezzogiorno vanno ascoltate con grande attenzione. Chi vive al Sud conosce bene gli effetti del “clamoroso silenzio” di cui parlano i vescovi. La crisi internazionale ha fortemente rallentato l’economia del nostro Paese e, in modo particolare, del Mezzogiorno. Sono sempre più gli operai, i giovani, i padri di famiglia che restano senza un lavoro e, cosa ben più grave, senza la prospettiva di trovarne un altro. A questo si aggiunge un idem sentire – soprattutto nel centrodestra, ma a volte anche nel centrosinistra – secondo il quale è inutile occuparsi di Mezzogiorno, perché tanto è solo fonte di sprechi e di inefficienze.

Oggi invece, più che mai, è venuto il momento di parlare di Sud, dei suoi limiti e delle sue opportunità. Sono d’accordo con la Cei, quando dice che serve “una responsabilizzazione della gente del sud e del Paese intero” e che i problemi vanno affrontati in una logica nazionale. Occuparsi del Sud significa occuparsi dell’Italia.

Quello dei vescovi è un appello di grande valore civile e sociale che tutto il mondo politico e istituzionale dovrebbe fare proprio. Il Mezzogiorno non vuole piangersi addosso, ma vuole mettersi alla prova per svolgere un ruolo determinante nello sviluppo dell’intero Paese. In questo senso il federalismo può essere un utile strumento, a patto che venga applicato per ridurre le distanze tra Nord e Sud e non invece per accentuarle. Le forze politiche, sociali, imprenditoriali, il mondo della cultura e dell’informazione hanno il compito di promuovere una nuova coscienza critica nel Paese che sappia rompere quello che ora è un assordante silenzio.

Un modello di società? La Svezia

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26-09-2009 | 13:21
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di Nicola Castaldo

Bisogna dare merito a Berlusconi di aver creato negli ultimi 15 anni un modelio di vita che va al di là di qualsiasi più rosea previsione. Il suo modello di società, ce l’ha propinato, giorno per giorno, indirizzandolo soprattutto ai giovani e bombardandoli con falsi miti e false spranze. Il consumismo, visto come motore fondante di detta società, dove conta avere la scarpa firmata e la moto migliore. Leggi tutto »

Un solo astro a destra e i pericoli per la democrazia

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26-09-2009 | 13:11
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di Lino D’Antonio

Di solito, quando nel nostro Paese si disserta intorno alla destra berlusconiana ed ex missina, così atipica rispetto a tutte le altre destre europee, si ricorre ad elucubrazioni raffinate. Come se ci si trovasse in presenza di tanti, novelli Mazarino e Richelieu, capaci essi solo di elaborare strategie politiche, tali da passare in modo imperituro alla storia. Ed in grado di spuntare tutte le armi delle opposizioni. Tanto da scoraggiarne per intero l’azione e l’incisività politica. Leggi tutto »

Una battaglia vinta per la scuola

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26-09-2009 | 13:01
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di Costanza Boccardi

Dopo l’incontro con il sindaco Rosa Russo Iervolino, l’assessore comunale Rispoli, l’assessore regionale Gabriele, il direttore generale Bottino, avvenuto mercoledi 16 presso Palazzo San Giacomo, l’accordo tra noi e le Istituzioni, siglato dal rispetto e dal reciproco riconoscimento dei reciproci ruoli, è stato il seguente. Leggi tutto »

L’emergenza sanitaria incombe

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26-09-2009 | 12:49
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di Giorgio De Santis

Anzichè perdere tempo a snocciolare i curriculum degli assessori (il fatto che abbia in squadra un prof universitario o un dirigente pubblico non garantisce di per sé onestà e merito), perché non dedica un pò del suo tempo all’emergenza sanitaria della Campania? Leggi tutto »

Bentornato Davide!

A.B.
24-09-2009 | 18:07
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Ho appena parlato al telefono con Davide Melisi, il giovane ricercatore napoletano che oggi a Berlino ha presentato i risultati del suo lavoro grazie ai quali la cura del tumore al pancreas potrà fare importanti passi in avanti. A soli 33 anni, Melisi è già uno scienziato riconosciuto a livello internazionale.

Il suo studio, realizzato al M.D. Anderson Center di Houston, sarà ora sviluppato al Pascale. Perché Davide fa parte già da alcuni mesi della squadra di ricercatori dell’istituto oncologico di Napoli, e da domani prenderà ufficialmente servizio. Ma quello che soprattutto mi ha colpito di Davide è la volontà di portar avanti il suo lavoro e le sue ricerche nella nostra città dove, dice lui, spera di trovare “terreno fertile”.  Quel terreno lo stiamo curando da diversi anni, attraverso ingenti investimenti sul fronte della ricerca e dell’università.

Siamo la Regione italiana più impegnata su questo fronte, grazie alla scelta di destinare prioritariamente i fondi europei alle infrastrutture e alla ricerca. A Napoli e in Campania ci sono realtà scientifiche di livello internazionale: penso al Tigem di Andrea Ballabio, al Crom di Mercogliano dove lavora Antonio Giordano, al Biogem di Ariano Irpino, al Ceinge della Federico II, all’Anton Dohrn, e a diversi altri centri dove giovani ricercatori di talento si impegnano ogni giorno per creare benessere e sviluppo. Melisi al telefono mi ha ripetuto: “Scommetto su Napoli”, ed io gli ho risposto: “Grazie, per noi è una grande soddisfazione. Scommettiamo su di te e sui giovani ricercatori come te”. E’ su questa strada che intendiamo andare avanti.

Ricordando Giancarlo

A.B.
23-09-2009 | 17:21
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Se oggi Giancarlo fosse con noi, avrebbe avuto cinquant’anni. Ogni tanto penso a cosa avrebbe fatto e scritto, se fosse stato qui in tutti questi anni. Senz’altro avrebbe continuato a fare il suo mestiere fino in fondo. Raccontando le malefatte e  i crimini della camorra e impegnandosi per promuovere gli ideali della legalità, dell’educazione, della pacifica convivenza civile.

Giancarlo Siani è stato un giornalista coraggioso. Armato solo della sua penna e del suo taccuino, si è messo in gioco in prima persona per amore della verità e della sua terra. Giancarlo Siani, Peppino Impastato, Don Peppino Diana, Padre Pino Puglisi. Sono eroi civili, eroi dello Stato. Uccisi perché le loro parole e le loro idee erano un’arma insopportabile per le mafie. Perché con il loro lavoro e il loro impegno hanno fatto capire a tante e tante persone che la mafia e la criminalità si possono e si devono sconfiggere. Le loro idee camminano sulle nostre gambe.

Il mondo dell’informazione, le forze dell’ordine e della magistratura, lo Stato e le istituzioni locali, la Chiesa, le imprese, le associazioni, le forze politico-sindacali devono continuare a impegnarsi assieme, e con determinazione, per combattere la criminalità organizzata e affermare la cultura delle legalità.

Alcuni risultati importanti, per esempio nella lotta contro il clan dei casalesi, sono stati conseguiti. Lo Stato negli ultimi anni ha intensificato gli arresti e i sequestri dei capiclan e di diversi esponenti della camorra.

La Regione sta investendo importanti risorse europee per la conversione dei beni confiscati ai clan. Insieme a Paolo Siani, fratello di Giancarlo, stiamo lavorando alla fondazione Polis, di cui Paolo è il presidente. Polis è la prima fondazione regionale in Italia che si preoccupa di assistere i famigliari delle vittime di camorra. Sul portale della Regione Campania è possibile consultare un diario di bordo sulle molteplici attività svolte da Polis.

Pochi giorni fa la giunta regionale ha stanziato i primi fondi, oltre 300mila euro, che serviranno ad avviare i lavori di riqualificazione del “quadrilatero delle carceri” a Torre Annunziata, che diventerà una zona franca urbana. Non più Fortapasc dunque, ma un luogo dove far crescere lo sviluppo e l’aggregazione sociale.

La strada da fare però è ancora lunga. E su questo fronte l’informazione, la capacità di tenere alta l’attenzione e la coscienza civile, è determinante. Sono d’accordo con Paolo Borsellino, quando disse: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. È un invito giusto, che tutti, soprattutto al Sud, dobbiamo sempre tener presente.

Attenzione però, nel Mezzogiorno c’è una coscienza nuova. Siamo consapevoli che la criminalità organizzata è il peggior nemico dello sviluppo del Sud, ma dall’altro lato siamo convinti che ci troviamo di fronte a un fenomeno non solo locale, ma globale che richiede risorse, strumenti e collaborazioni, diventando una delle priorità, come l’ambiente e il lavoro, da affrontare in sede internazionale.

Italiani, ghanesi, semplicemente giovani

A.B.
18-09-2009 | 17:48
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Oggi l’Italia intera è in lutto per i sei giovani, e tra questi due nostri concittadini, caduti a Kabul mentre erano impegnati in una difficile missione di pace. Un anno fa sei immigrati ghanesi furono massacrati dalla camorra a Castelvolturno dove erano giunti alla ricerca di un lavoro.

Viviamo in un’era di massimo e impensabile – fino a qualche anno fa – sviluppo tecnologico e globale. Eppure migliaia, milioni di donne, uomini e, soprattutto, giovani continuano a morire nel tentativo di cercare un lavoro che li sfami e gli consenta di vivere in condizioni di pace. Si tratta di due bisogni elementari, a cui ognuno di noi aspira, ma che purtroppo, ancora oggi, non sono affatto scontati.

Sui barconi, in mezzo al mare, all’interno di fabbriche e cantieri, nei campi di raccolta, ai varchi di frontiera, in zone militarmente strategiche, si continua a morire. Un esercito sterminato di vittime, quasi sempre anonime, paga col prezzo della vita uno sviluppo globale distorto e non equilibrato.

La piccola folla radunatasi oggi a Castelvolturno è un monito per tutti. E’ la dimostrazione che la nostra memoria è troppo corta. Così come troppo bassa è la consapevolezza, a tutti i livelli e a tutte le latitudini, che pace e lavoro devono essere i due pilastri fondamentali su cui fondare il nostro futuro.

Brunetta attacca i suoi elettori e non lo sa

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16-09-2009 | 11:21
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di Lino D’Antonio

Il crescendo delle sparate del ministro Brunetta portano a domandarsi, in contemporanea, quali siano mai le sue origini politiche. Non è impresa difficile. Per quanto pubblicamente si sa di lui, si accerta subito che non è un marziano da poco capitato, in preda a vergineo stupore, in questo ineffabile mondo. Posizionandolo, infatti, nello scenario politico tra i più corrotti nella storia dell’Italia repubblicana. Ovvero gli anni del craxismo imperante, in combutta con la peggiore Democrazia Cristiana. Leggi tutto »

Meno Asl, noi autisti disoccupati

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16-09-2009 | 11:05
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di Antonio Secce

Con la riduzione delle Asl si sono colpite cinque povere persone che lavoravano come autisti, da volontari, presso il distretto di Portici. Percepivamo 26 euro al giorno per 12 ore al giorno. Noi veri disoccupati e con la disperazione per vivere abbiamo accettato di svolgere questo servizio, ma dal 1 ottobre, dopo otto anni, anche questo ci è stato tolto. Leggi tutto »

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