Una sequenza di vicende negative ha interessato nel corso delle ultime settimane due nostri gioielli turistici come Capri e Ischia. Sono del tutto evidenti i difficili problemi di gestione, sviluppo e tutela di queste splendide isole, come dell’inestimabile patrimonio artistico e ambientale dell’Italia: si tratta senza dubbio, come questi episodi lasciano trasparire, di priorità dell’azione del governo a vari livelli, da quello centrale a quelli locali. Questi beni, che sono la nostra principale ricchezza, vanno considerati un vero proprio simbolo unitario del nostro paese e dovrebbero essere protetti da un sistema istituzionale e civile al di fuori da ogni logica di parte.

Poche aree dell’Italia possono, infatti, dirsi immuni da seri problemi di doverosa tutela: basta ricordare le mucillagini dell’Adriatico, rocce delle Dolomiti che si staccano (a dispetto di quello che dice il razzista Borghezio), il disboscamento pauroso, il Po ridotto in molti tratti a fogna a cielo aperto e sottoposto a continua rapina di sabbia dei fondali. Ma, poi, è soprattutto il Sud a fare clamore: in parte giustamente, perché i problemi si presentano in modo più serio e più grave, ma per altri aspetti in modi forzati, strumentali e spesso superficiali.

Ecco, le notizie sono notizie, vanno date, analizzate e commentate. I pregiudizi, invece, sono pregiudizi, ne vediamo tanti nei confronti del Sud. Quando, infatti, parlo, a proposito di Mezzogiorno, di un nuovo movimento, che è tutt’altra cosa rispetto ad un Partito del Sud, non mi riferisco soltanto ad azioni e iniziative politiche culturali che restituiscano l’orgoglio di essere meridionali e valorizzino le ricchezze del Mezzogiorno. Ma sono convinto che occorra recuperare la capacità di guardare in faccia ai problemi del Sud, così come sono, e dunque ai suoi vizi interni. È così giusto mettere l’accento sui doveri oltre che sui diritti del Mezzogiorno e lavorare per radicare sempre di più una nuova coscienza pubblica, sociale e civile che abbia nel rispetto e nella tutela della legalità il suo valore fondativo e unificante.