Repubblica di oggi pubblica una bella lettera di Diletta Bistondi, una giovane di Sesto Fiorentino, che racconta la sua esperienza di volontariato presso il campo di lavoro “Libera terra” di Castel Volturno, attrezzato in un bene confiscato al boss Michele Zaza e riqualificato dalla Regione Campania. È una testimonianza molto significativa di come la camorra si possa combattere efficacemente e in tanti modi.

Il recupero e il riutilizzo dei beni confiscati è una delle strade più importanti per contrastare la camorra su cui abbiamo lavorato intensamente in questi anni in Campania. Alcuni esempi: a Pomigliano d’Arco, in un’altra struttura appartenuta al boss Michele Zaza, oggi ha sede un comando della polizia municipale. A Ottaviano, nel castello di Cutolo si sta svolgendo un master dell’università del Sannio sul riutilizzo dei beni confiscati. A Forcella, nella casa appartenuta al clan Giuliano, c’è un centro di aggregazione per i minori a rischio del quartiere. Nei prossimi mesi, altri 15 beni sequestrati ai clan camorristici campani saranno recuperati e riutilizzati. Tra questi, c’è la villa del fratello di Sandokan a Casal di Principe, che diventerà un centro di riabilitazione sportiva per i giovani.

La collaborazione tra istituzioni, forze sociali, civili, imprenditoriali, partiti politici, mondo del volontariato è fondamentale, ma per combattere la camorra e le altre mafie è indispensabile la presenza dello Stato. Negli ultimi anni, con i governi di centrosinistra e di centrodestra, è stata intrapresa una forte iniziativa di contrasto ai clan. Grazie all’impegno e alla professionalità della magistratura e delle forze dell’ordine, sono stati effettuati importanti arresti di boss e di pericolosi latitanti, mettendo in seria difficoltà i gruppi camorristici. Bisogna andare avanti con sempre maggiore determinazione e continuità nell’azione di contrasto e di repressione alle organizzazioni criminali, che sono l’ostacolo più grande allo sviluppo e alla crescita del Sud.