Vi segnalo volentieri una lettera pubblicata oggi su “La Stampa”, scritta da un professore napoletano (che non conosco). Mi sembra interessante per le considerazioni che svolge e per lo sguardo che esprime sulla città. Negli ultimi anni, infatti, lo stereotipo napoletano tradizionale sole-pizza-mandolino è stato sostituito da un altro, fatto soprattutto di droga-camorra-violenza. Napoli da anni fa i conti con un crescente mix di razzismo e diffidenza, con un Paese che ha guardato e guarda al suo Mezzogiorno con distacco. Chi, invece, come Gennarini, si guarda intorno con uno sguardo libero ha davanti una città con tanti problemi e contraddizioni, ma viva. Capace di esprimere tante energie positive e tante iniziative coraggiose, di grande qualità e vitalità culturale, che attivano tanti cittadini e giovani per bene.