Sono le ore 19.10 di martedì 28 luglio e il decreto di commissariamento della sanità campana non è ancora pervenuto. Eppure sono già passati cinque giorni dalla decisione del consiglio dei ministri. Sembrava tutto di un’assoluta urgenza. Alle 16.30 di giovedì scorso, infatti, mi è giunto, un telegramma urgentissimo firmato dal presidente Berlusconi per invitarmi a intervenire alla riunione fissata per le 9.30 del giorno dopo. Ho risposto: “converrà che non è possibile partecipare a una seduta del consiglio in mancanza dei tempi minimi indispensabili per poter approfondire una documentazione che costituisce oggetto della seduta”. Il governo decide di andare comunque avanti e di commissariare. Venerdì, sabato, domenica, lunedì, martedì…E’ davvero tutto singolare. Ma in questi giorni, poiché il decreto ancora non c’è e manca perfino una notifica formale della decisione del CDM, come si deve agire? Con poteri ordinari oppure straordinari? Quali sono le competenze rimaste ordinarie e quali invece devono essere gestite con modalità straordinarie? Per chi come noi considera i corretti rapporti e la collaborazione tra le istituzioni un bene primario, lo sconcerto è davvero grande. La gestione di un settore così delicato come la sanità ha bisogno di un quadro normativo chiaro. Altrimenti si rischia il caos.
di Anna De Rosa
Salve, sono una pendolare che ogni giorno viene a lavoro a Napoli da Salerno. Ieri, come ogni giorno, attendevamo (io e gli amici pendolari) il treno che arriva a Campi Flegrei e diretto a Salerno. Dopo aver atteso 20 minuti ed essere saliti a bordo apprendiamo dal capotreno che il treno è guasto e non può partire. Prendiamo la metropolitana e ci rechiamo a Piazza Garibaldi; lì i ragazzi che aspettavano il treno per Salerno non sapevano nulla del guasto, siamo noi ad avvisarli. Leggi tutto »
di Tommaso Fonzo
Se dovessimo accostare un volto, un’immagine alla decadenza economica di Napoli e, per certi versi, dell’intero Mezzogiorno d’Italia, ci verrebbe da pensare a Vincenzo Buonocore, l’operaio protagonista de “La dismissione” dell’ Ilva nel noto romanzo di Ermanno Rea. L’ immagine è quella della fabbrica come identità, solidarietà, forza e sicurezza, la cui demolizione non è solo la distruzione di una struttura e della sua attività, ma è anche il disfacimento degli uomini che vi lavorano. Leggi tutto »
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di Pier Angelo Petreri
La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio di Antonio Bassolino e altre quattro persone per un filone secondario delle inchieste sul disastro monnezza in Campania, riguardante le consulenze del commissariato di governo. Ma sul processo nato dall’inchiesta principale, in corso da un anno e relativo alla fallimentare gestione complessiva del ciclo dei rifiuti, incombe il rischio della prescrizione. Leggi tutto »
In questi giorni, sui media, nei partiti e più in generale in tutta una parte dell’opinione pubblica, si è fortemente riacceso il dibattito sul Mezzogiorno. Finalmente. Gian Antonio Stella, sul Corriere di oggi, parlando degli stereotipi negativi del Mezzogiorno, riprende il titolo di un articolo che da me scritto per il Riformista: parliamo anche degli sprechi di Malpensa? Stella cita anche il caso dei Policlinici universitari di Piazza Miraglia, sostenendo che, in quel caso, non siamo riusciti a “stringere i cordoni della borsa”. Giusto per fare chiarezza, vorrei ricordare i termini dell’accordo raggiunto con le università, su cui in pochi avrebbero scommesso, a Napoli e a Roma. Innanzitutto liberiamo una zona storica della città, razionalizzando la spesa sanitaria dedicata ai policlinici. L’attività del Policlinico della Federico II, infatti, è costata, nel 2008, 220 milioni. Grazie all’intesa firmata con la Regione, il costo nel 2009 verrà abbassato a 190 milioni, 30 milioni in meno dell’anno precedente. Il finanziamento è subordinato al raggiungimento di importanti obiettivi di servizio, come la riorganizzazione per dipartimenti d’organo, un migliore utilizzo del personale. E’ un’intesa che consente di realizzare un beneficio sia sul piano finanziario, sia, soprattutto, rispetto ai servizi offerti alla cittadinanza. Questo è un modo giusto per portare avanti lo sviluppo del Sud. Più saremo capaci di far crescere dentro il Mezzogiorno gli esempi positivi, più riusciremo a parlare a tutto il Paese.
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Vi segnaliamo l’intervento di Bassolino pubblicato su Il Riformista di oggi.
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di Luciano Capobianco
Ill.mo presidente prendo atto con piacere di due circostanze:
1) la prima che è stato corretto e doveroso non abbandonare le proprie responsabilità durante la crisi rifiuti;
2) la seconda che i dati dell’Arpac sono diventati di colpo affidabili.
di Aurelia del Vecchio
“Il Mattino” ha pubblicato in prima pagina la notizia del bambino dodicenne, napoletano, oggetto in una scuola di Treviso di un vero e proprio attacco razzista da parte dei suoi compagni di scuola. E con l’avallo tacito dei docenti. Un episodio doloroso di xenofobia, che ormai è da considerarsi nel dna di gran parte delle popolazioni settentrionali, ispirata da un movimento politico quale la “Lega Nord”. E che purtroppo, come un pericoloso virus, sta corrompendo l’animo degli italiani, oltre la dovuta solidarietà e con occhio piuttosto rivolto a meri egoismi di campanile, di censo e di razza.
Trovo alquanto ipocrita che “Il Mattino” dia tanto spazio alla suddetta notizia in prima pagina. Avendo esso perduto ogni connotato di quotidiano indipendente e di opinione (e quindi, non organo di partito) quale è diventato negli ultimi tempi. Basta sfogliarlo e il lettore anche meno avveduto si rende conto che il giornale è diventato la cassa armonica monocorde del governo nazionale, ferocemente contro le amministrazioni locali per precisa scelta politica, tranne la Provincia, in attesa di illuminarci quotidianamente sulle future eroiche gesta del condottiero Cesaro.
A conferma di ciò, sarebbe bastevole la notizia del direttore Orfeo al TG2 nazionale, in quota PdL (precisamente l’ala destra, riconducibile alla vecchia AN), per capire l’aria che tira nel giornale di Via Chiatamone. Detto questo, mi sembra il caso di ricordare a “Il Mattino”, che i principali responsabili dell’odio razzista contro i napoletani, sono i leghisti, alleati preferenziali del Presidente del Consiglio. In un certo senso è come dire che il suddetto giornale, esaltando di continuo l’azione del governo, tira la volata per i nemici giurati della città e dei suoi abitanti. Riservandosi poi, l’atto di dolore e di doglianza della citazione dell’orribile episodio di Treviso, come se il lettore fosse veramente sprovveduto di ogni senso critico e capacità di analisi e quindi, non in grado di risalire ai responsabili del dolo.
A questo punto ci sarebbe un modo per “Il Mattino” di ricondurre la sua linea editoriale nell’alveo di un’informazione non di parte: analizzare con coraggio e nettezza cosa sta facendo di concreto per Napoli e per il Mezzogiorno questo governo di destra, in cui la “Lega Nord” ha un ruolo preponderante, a più di un anno dal suo insediamento e considerando, in tal senso, anche i precedenti cinque anni berlusconiani. A parte il lungo elenco di semplici enunciazioni e le varie patacche, tra cui quella della fine dell’emergenza rifiuti. E forse porrei sotto gli inflessibili riflettori di una inchiesta senza sconti l’operato degli industriali cittadini (Lettieri & company) su quanto in coraggio civico ed imprenditoriale hanno dato per la crescita e lo sviluppo della nostra città. Essendo questi ultimi indicati dal quotidiano in questione come i necessari supplenti della politica cittadina, per la salvezza di Napoli e dei napoletani.
Senza focalizzare tali cose, si assisterà ancora ad un dibattito monco e, ripeto, di parte. Che può anche essere svolto nella sua piega ingannevole, ma, per carità, non in nome della libera stampa.
di Giovanni Mazzocchi
Caro Presidente, in questi giorni sto leggendo con molta attenzione il dibattito politico sul Mezzogiorno, che lei giustamente sta cercando di inserire nell’agenda politica italiana. Apprezzo molto lo sforzo di dare una scossa al sistema politico meridionale; mi rendo conto delle difficoltà che si incontrano nell’amministrare la macchina pubblica, in quanto anch’io, anche se in misura minore, ho avuto un’esperienza politica. Leggi tutto »
di Maria Devnas
Dopo tante segnalazioni per ricevere delucidazioni riguardo al reddito di cittadinanza per tutte le famiglie bisognose, che aspettano, aspettano ma senza sapere che quei fondi staziati sono scomparsi nel nulla, nessuno risponde e sa dare spiegazioni. Addirittura al Comune di Portici si dice che è più facile vincere al superenalotto che ricevere i fondi dalla Regione.
Troppo silenzio, i poveri cittadini campani illusi dalle istituzioni. Hanno preparato tutta la documentazione necessaria. Tutto è pronto, solo i soldi no, pari a 350 euro. Non ci pensate più, adesso andranno al mare e se Sant’Antonio si ricorderà, un giorno quei soldi arriveranno… buone vacanze estive a tutti i signori politici.

