Al tuo fianco

A.B.
23-06-2009 | 16:46
21 commenti »

Voglio dire alla ragazza vigliaccamente aggredita da un gruppo di teppisti a Piazza Bellini che non è sola. Capisco la sua amarezza. E’ la giusta amarezza di tanti innocenti e persone perbene che restano vittime dell’ignoranza, della violenza, del pregiudizio. Io sto con lei. Non solo come presidente della Regione, ma come cittadino, come uomo. E sono convinto che tanti, al di là di quello che è successo quella sera, sono, come me, al suo fianco. Tanti napoletani, uomini, donne, studenti. L’assessore De Felice è andata a trovarla in queste ore per manifestarle la nostra vicinanza,  che non è scontata e rituale solidarietà.

Io penso che nell’animo di ognuno di noi si faccia strada la sensazione  di vivere in una società dove l’indifferenza e l’isolamento stanno prevalendo rispetto alla solidarietà e al senso di comunità. La solitudine egoista e malsana dell’uomo contemporaneo – per usare un’espressione di Goffredo Fofi che mi ha molto colpito – è uno dei temi principali con cui la nostra civiltà, a Napoli, a Roma, a New York, deve misurarsi. Sono convinto che, nonostante tutti i problemi e le difficoltà, la solidarietà faccia ancora parte del codice genetico dei napoletani, come dimostra l’impegno di tante associazioni, parrocchie, organizzazioni di volontariato.

Questa è una buona base di partenza, su cui possiamo lavorare assieme, istituzioni e società civile, per andare avanti sulla strada della convivenza civile. Ma è fondamentale anche che questo impegno sia affiancato da un’attività di vigilanza e controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Per quanto mi riguarda, voglio continuare a combattere al fianco di questa ragazza e di tanti napoletani e italiani per una società più giusta dove la solidarietà, il welfare, l’aiuto a chi è più debole siano gli assi fondanti di un più giusto modo di vivere.

La doppia morale di Mastella e dei cattolici di destra

Utenti
22-06-2009 | 17:48
1 commento »

di Lino D’Antonio

Il neo-deputato europeo Clemente Mastella, nel suo libro di memorie scritto con la collaborazione del direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco De Marco, ci informa della sua fiera opposizione ai “Dico”, al tempo del governo Prodi. E con quale piglio da combattente avesse egli affrontato l’allora presidente del Consiglio, proprio sul tema dei “Dico”, argomento gravemente lesivo per il suo intenso sentire ed essere cattolico. Giusta e rispettabile questa sua posizione politica, nonché etica e morale. Leggi tutto »

Che fine faremo noi dell’i.so.la.?

Utenti
22-06-2009 | 17:36
commenti assenti »

di Gabriele Esposito

Carissimo presidente, che ne sarà di noi corsisti i.so.la.? Siamo diventati carne da macello. Spero in un suo intervento per mettere una parola fine una volta e per sempre. Presidente confidiamo in lei, ci aiuti. Io con questi soldi ci vivo. Con affetto.

Reddito di cittadinanza, ma quando?

Utenti
18-06-2009 | 14:35
commenti assenti »

di Marco Dente

Caro presidente siamo ormai giunti a metà giugno, ma in alcuni Comuni, specie quelli vesuviani come Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano, non si muove foglia per poter avviare l’erogazione del reddito a tutte le famiglie beneficiare, in attesa da tempo di questi soldi, che sono di aiuto per fronteggiare problemi economici sempre piu gravi. Che succede, si chiedono in molti? C’è stata una proroga di un anno o si riceveranno semplicemente fra un anno? Solo lei con il suo cortese impegno può fare luce su questo mistero burocratico. Grazie.

La partita è aperta

A.B.
17-06-2009 | 16:57
110 commenti »

BERLUSCONI , PROSSIMO ANNO MANDEREMO A CASA BASSOLINO (ANSA) – ROMA, 17 GIU – “Siamo entusiasti delle vittorie ottenute nelle province di Avellino, Napoli e Salerno”. Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nell’anticipazione, fornita dall’emittente, di una intervista registrata ieri sera con il direttore di Telenostra che gli ha chiesto quale può essere il risvolto politico del voto di domenica, in particolare in Campania. “Sono felice – sottolinea – per il successo di Cosimo Sibilia, che in Irpinia ha sbaragliato l’avversario con il 58% dei voti. Ora è logico attendersi che anche al Comune di Avellino, Massimo Preziosi superi il suo avversario con un vasto consenso dell’elettorato. E’’una grande occasione per gli avellinesi, che si libereranno così del malgoverno della sinistra ed usciranno da un passato che ha portato soltanto negatività mettendosi in sintonia con il Governo nazionale”. “Non bisogna poi trascurare il fatto – conclude Berlusconi – che l’anno prossimo cambierà anche la guida della Regione Campania. Manderemo a casa, infatti, Bassolino. Sono perciò sicuro che il popolo avellinese si lascerà sfuggire quest’opportunità”.(ANSA).

Mi dispiace per Berlusconi, ma è uno sfizio che non si può più prendere. Essendo stato eletto già per due volte Presidente della Regione (dopo aver fatto per due volte il Sindaco di Napoli) da tempo penso di non ricandidarmi. Mi sono, invece, tolto io lo sfizio di contribuire a mandarlo a casa due volte. La prima, nel 1996, quando l’Ulivo vinse in tutti i collegi della città di Napoli. La seconda, nel 2006, quando Prodi rivinse con quei 24.000 voti in più che vennero dalla Provincia di Caserta. In ogni caso cercherò di fare il possibile perché non vinca neppure l’anno prossimo contro il candidato di una nuova alleanza democratica e meridionalista.

La partita è aperta.

Le ronde nere? Leggete cosa sono

Utenti
15-06-2009 | 11:10
commenti assenti »

di Lino D’Antonio

Il governo Berlusconi, così come nel passato, ha dato vigore alle più inquietanti pulsioni del Paese. Per cui deve essere dilatata al massimo la vigilanza democratica. Personalmente trovo la istituzione delle “ronde nere” (sulla scia di più generiche ronde permesse dal governo di destra per legge) un fatto gravissimo, che nuoce oltremodo al nostro vivere democratico.

Tocca ai cittadini ed alle forze di opposizione farsi carico della grave evenienza e di manifestare dentro e fuori del Parlamento. Ogni disattenzione a riguardo diventa “colpevole complicità”. Qui di seguito un articolo e un’intervista sulle ronde nere.

Arrivano le ronde nere
di Enrico Piovesana – Peace Reporter 11.06.09
Verranno presentate il 13 giugno a Milano. Si chiamano ‘Guardia Nazionale Italiana’. Intervista al loro fondatore, Gaetano Saya

Quest’estate, salvo imprevisti, i volontari della Guardia Nazionale Italiana (Gni) dovrebbero iniziare a pattugliare le strade delle città italiane in applicazione del disegno di legge sulla sicurezza del governo Berlusconi (approvato dalla Camera lo scorso 14 maggio, ora all’esame del Senato) che all’articolo 3 (commi 40-44) prevede il concorso di “associazioni di cittadini non armati” al presidio del territorio (le cosiddette ronde).
Sono ex appartenenti alle forze armate e alle forze dell’ordine e normali cittadini “patrioti e nazionalisti” pronti a “servire la nostra terra e il popolo italiano” svolgendo attività di vigilanza “per potenziare la sicurezza nei centri urbani” ma anche di “protezione civile” e di “promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane con particolare riferimento all’Impero Romano”.
Hanno un Comandante Generale, il colonnello dei carabinieri in congedo Augusto Calzetta, di Massa Carrara, e un Presidente Nazionale, il giovane ex alpino Maurizio Correnti, di Torino (città in cui si trova anche la loro sede nazionale: le sedi operative sono, per ora, a Sarzana, Reggio Calabria e Siracusa).
Indossano una divisa: camicia grigia (inizialmente era prevista kaki) con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale nera, basco o kepì grigio con il simbolo della Gni: l’aquila imperiale romana.
Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero.
Al braccio portano una fascia nera con la “ruota solare”, simbolo del Partito Nazionalista Italiano (Pni): la nascente formazione politica che sta dietro alla Gni.
Anche i membri del Pni avranno un’uniforme: la stessa della Guardia Nazionale Italiana. Il programma politico del Pni, di stampo statalista e collettivista, prevede tra l’altro la pena di morte per “gli usurai, i profittatori e i politicanti”, la lotta “contro il parlamentarismo corruttore” e la creazione di “un forte potere centrale dello Stato” e di “camere sindacali e professionali”, il diritto di cittadinanza e l’accesso alle cariche pubbliche “solo per chi sia di sangue italiano”, lo stop a “ogni nuova immigrazione di non-italiani” e l’immediata espulsione forzata di “tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977″, il divieto di pubblicazione di “giornali che contrastano con l’interesse della comunità” e l’abolizione di tutte le organizzazioni e istituzioni “che esercitano un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale”.
I paramilitari del colonnello Calzetta e le camicie grigie del Pni debutteranno ufficialmente il 13 giugno a Milano, al numero 5 di via Chiaravalle, angolo via Larga, in occasione del congresso nazionale del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale di Gaetano Saya, che nella sua pagina internet personale si dichiara “l’ispiratore politico” della Guardia Nazionale Italiana”.
Estimatore di Berlusconi e acerrimo nemico di Fini, Saya, che dopo il recente scioglimento di Alleanza Nazionale è rimasto l’unico depositario del simbolo dell’Msi di Almirante, è il sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex ‘gladiatore’ed ex massone che già nel 2003 provò a creare un gruppo paramilitare di ‘camice grigie’ (i Reparti di Protezione Nazionale) e che nel 2005 venne arrestato per l’oscura vicenda dei ‘servizi paralleli’ (il Dssa, Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo, diretto da Gaetano Saya e Riccardo Sindoca): una “banda di pataccari” secondo l’allora ministro degli Interni Pisanu, che però risultò avere rapporti con i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato, in particolare con i servizi segreti militari.
PeaceReporter ha intervistato Gaetano Saya per capire qualcosa di più sulla Guardia Nazionale Italiana e sul Partito Nazionalista Italiano. Ecco cosa ci ha detto.

D: Saya, una breve digressione prima di cominciare: com’è finita la storia del Dssa?

R: L’inchiesta contro di me fu avviata per gettare fumo negli occhi, per sviare l’attenzione dai veri servizi deviati, quelli che facevano e fanno tuttora capo a Marco Mancini, l’allora dirigente del controspionaggio del Sismi. Proprio nei giorni del mio arresto, nel luglio 2005, Mancini e soci stavano rischiando grosso per la vicenda del rapimento di Abu Omar: erano i giorni in cui il capocentro della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, lasciava precipitosamente il territorio nazionale per sfuggire alla giustizia italiana.
Io e la Dssa siamo stati usati come capro espiatorio, sono stato vittima di una trappola, una cospirazione orchestrata dagli agenti deviati di Mancini, come il giornalista Renato Farina, l’agente ‘Betulla’, che su Libero scrisse che io e la Dssa eravamo coinvolti nel rapimento di Omar.
Dopo che, nel 2006, Mancini, Pollari, Pio Pompa, Tavaroli e Cirpiani sono finiti nei guai per il caso Abu Omar e per lo scandalo Telecom-Sismi, la persecuzione contro di me non serviva più e quindi è finita nel nulla. Salvo scoprire, proprio pochi giorni fa, che la Procura di Genova ha chiesto la riapertura del caso. Stavolta questi magistrati e poliziotti eversori, legati ai servizi deviati di cui sopra e appoggiati dalla sinistra, ma anche da Gianfranco Fini, vogliono colpire me per colpire il governo Berlusconi. Ci ha già provato, senza riuscirci, la Procura di Torino, cercando di criminalizzare la Guardia Nazionale Italiana per far naufragare il decreto sicurezza del governo: pochi giorni prima della sua approvazione alla Camera, la Digos di Cuneo è andata a casa mio figlio Dario accusandolo di far parte della Gni e di detenere illegalmente armi. Speravano di scatenare un putiferio. Ma le armi erano tutte regolarmente detenute, inoltre mio figlio non ha nulla a che fare con la Guardia Nazionale Italiana. Adesso, dopo questo buco nell’acqua della Procura di Torino, torna alla carica quella di Genova con la Dssa…

D: Saya, veniamo alla Guardia Nazionale Italiana. Sembra tanto un gruppo paramilitare fascista: le divise, i riferimenti al patriottismo, l’aquila imperiale romana…

R: Queste sono tutte stupidaggini! La Guardia Nazionale Italiana non c’entra niente con il fascismo. Io stesso non sono fascista. Sono di destra, sono un conservatore, un nazionalista: chiamatemi come volete, ma non sono fascista. Se fossi vissuto nel 1943 e avessi visto i fascisti che rastrellavano e fucilavano dei cittadini italiani mi sarei ribellato. Ho appena visto al cinema il film ‘Vincere’, che dà una visione molto negativa di Mussolini e del fascismo, e le posso dire che mi è piaciuto molto. Io mi considero un cittadino fedele, un difensore della Costituzione del 1948, sulla quale ogni membro della Guardia Nazionale Italiana dovrà giurare. Io ho sempre avuto ottimi rapporti con il governo d’Israele e i suoi servizi segreti: pensa che se fossi fascista gli israeliani lavorerebbero con me? Sulle divise, sa che le dico? Se devono suscitare tutto ‘sto clamore, vorrà dire che magari le cambieremo (dopo quest’intervista, la camicia kaki ha lasciato il posto alla camicia grigia, n.d.r.). L’aquila imperiale romana? Bisogna essere ignoranti per non sapere che è un simbolo storico della nostra patria, visibile su tanti monumenti di Roma, e che non c’entra nulla con il fascismo.
La Guardia Nazionale Italiana è un’associazione apolitica nella quale può entrare chiunque si riconosca in questa iniziativa: si figuri che hanno aderito perfino dei comunisti, persone di Massa Carrara.

D: Stento a crederlo. La nostra Costituzione repubblicana si fonda sull’antifascismo, ma sul gruppo Facebook della Guardia Nazionale Italiana, il Presidente Nazionale, Maurizio Correnti, scrive ai sostenitori: “Si prega di astenersi con lo scrivere ‘camerati’ ecc ecc, comunque frasi e slogan tipici di altri tempi. Con questo – precisa Correnti – non vogliamo assolutamente dichiararci antifascisti, sia ben chiaro”. C’è qualcosa che non torna…

R: Questo lo ha scritto lui, ognuno è libero di scrivere ciò che pensa. Nella Guardia Nazionale Italiana ci sono fascisti e non fascisti.

D: Questo, però, lo ha scritto lei, sulla sua pagina Internet personale, lo scorso febbraio, alla vigilia della creazione della Guardia Nazionale Italiana. Cito testualmente: “Migliaia di prostitute straniere schedate e non espulse. Migliaia di zingari che commettono furti nella totale impunità. Milioni di clandestini che si aggirano impunemente nelle città. Migliaia di stranieri che spacciano, rubano, stuprano, uccidono. Un aumento dell’80 percento di scioperi e di occupazione di uffici pubblici e privati. Centinaia di assalti armati contro la proprietà privata commessi da stranieri. Attentati contro la proprietà dello Stato. Gruppi di giovani sovversivi che agiscono al di fuori dei limiti parlamentari. Deputati e Senatori della Repubblica che istigano all’insurrezione armata contro i poteri dello Stato, un ministro dell’Interno dichiaratamente secessionista. Un numero indescrivibile di riviste e programmi televisivi politici che invitano alla rivolta. Giullari e saltimbanchi che oltraggiano e vilipendono i Ministri e il Governo. L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri e le autorità costituite. (…) Il popolo è minorenne, la Nazione malata; ad altri aspetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere, la repressione è il nostro credo. Repressione e Civiltà”. E ancora: “Noi vogliamo ripulire l’Italia dal marcio che vi si annida, vogliamo riportare una ferrea disciplina in tutta la Nazione”. “La Destra snuda la sua spada per tagliare i troppi nodi di Gordio, che irretiscono e intristiscono la vita Italiana. Chiamiamo Iddio sommo e lo Spirito immortale delle migliaia di morti a testimoni che un solo impulso ci spinge, una sola volontà ci raccoglie, un solo pensiero ci infiamma: contribuire alla grandezza e alla salvezza della Patria. Uomini della Destra di tutta Italia, tendete gli spiriti e le forze, bisogna vincere e con l’aiuto di Dio vinceremo!!!”.
R: Ma questi sono solo degli slogan, che faccio un po’ qua e un po’ là! Allora, chiariamo una cosa: gli immigrati sono l’ultimo dei problemi. Non sono loro il nostro obiettivo. Se proprio vuole saperla tutta, per noi il vero pericolo per l’Italia è rappresentato dai secessionisti della Lega Nord. Loro sì che sono contro la Costituzione! Loro che vogliono distruggere la nostra unità nazionale, che offendono continuamente i simboli della nostra patria, che creano impunemente governi provvisori secessionisti e arruolano gente nella formazione anticostituzionale della Guardia Nazionale Padana. E’ questa gente che dovrà fare i conti con la nostra Guardia Nazionale Italiana: se vedremo un leghista che brucia un tricolore lo faremo arrestare! Che la Lega stia attenta a dove va. E’ per contrastare la Lega Nord che alle prossime elezioni ci presenteremo al nord con il Partito Nazionalista Italiano.

D: Quello che per simbolo ha lo schwarze sonne, il sole nero utilizzato da tanti gruppi neo-nazisti? Quella specie di svastica a dodici braccia, antico simbolo pagano germanico, che adorna il pavimento della sala principale del castello di Wewelsburg, il quartier generale delle Ss?

R: Non diciamo sciocchezze! La ruota solare non ha nessun legame provato con il nazismo, tant’è vero che in Germania essa non è vietata, come lo è invece la svastica, e viene liberamente utilizzata come logo commerciale. Questo simbolo, di cui io detengo la proprietà in Italia, è in realtà un simbolo magico dei Maya che evoca il potere…

D: Scusi se la interrompo, ma come appassionato di cultura Maya e mesoamericana le posso garantire che nel simbolismo di quel popolo non c’è traccia di qualcosa di simile.

R: Ma come no! Faccia una ricerca su Google con le parole ‘terra cava’!

D: Torniamo al Partito Nazionalista Italiano: ce ne può parlare? Abbiamo capito, dal simbolo e dalle divise comuni, che è legato alla Guardia Nazionale Italiana. Ma in che relazione sta con lei e con il suo Msi?

R: Il Partito Nazionalista Italiano, Pni, nascerà ufficialmente a Milano il prossimo 13 giugno, in occasione del congresso nazionale del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale. Quel giorno, io lascerò la presidenza dell’Msi-Destra Nazionale a mia moglie, Maria Antonietta Cannizzaro, che è in ottimi rapporti con il capo del governo. Il sottoscritto diventerà quindi presidente del nuovo Partito Nazionalista Italiano, che alle prossime elezioni politiche nazionali si presenterà nelle regioni settentrionali, dove la fiamma tricolore non tira molto, per contrapporre al nazionalismo padano il nazionalismo italiano. Nelle regioni centrali e meridionali, invece, si presenterà l’Msi-Destra Nazionale con il suo simbolo storico. Entrambi, spero, come alleati del Pdl di Berlusconi: se poi qualcuno ce lo impedirà, correremo da soli.

D: Saya, è vero che già duemila persone si sono iscritte alla Guardia Nazionale Italiana?

R: Abbiamo superato ampiamente le duemila adesioni. Ogni giorno ne arriva una valanga di nuove, soprattutto ex appartenenti alle forze dell’ordine. La invito al congresso del 13 giugno, al quale abbiamo invitato anche il presidente Berlusconi, così si renderà conto con i suoi occhi: noi non abbiamo nulla da nascondere.

Enrico Piovesana
Peace Reporter 11.06.09
Azioni sul documento

Il coraggio di parlar bene del Sud

A.B.
13-06-2009 | 18:04
65 commenti »

E’ andato davvero tutto bene. Il vertice Uniti per l’Europa che ha raccolto a Napoli, insieme al Presidente Napolitano, i capi di Stato di Austria, Germania, Portogallo e Ungheria, si è svolto nel modo migliore. Gli incontri politici hanno arricchito il dibattito sul futuro dell’Europa con una riflessione seria e appassionata sul processo di integrazione comunitaria. Ad essi si sono accompagnate diverse occasioni di condivisione, di scoperta e di conoscenza della nostra straordinaria città e della zona Flegrea. Napoli, Baia e altre splendide località hanno accolto e conquistato con la loro bellezza gli ospiti del summit, sia quelli che erano qui per la prima volta, sia chi tornava dopo anni.

Anche per questo ho voluto ancora oggi ringraziare e di cuore il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Portando a Napoli questo vertice, ha offerto alla città e alla nostra regione l’opportunità di intessere nuove e importanti relazioni con interlocutori di grande prestigio e interesse.

In questi due giorni, accanto alle difficoltà, sono emerse con evidenza diverse realizzazioni e significativi risultati dell’impegno per lo sviluppo dei nostri territori. E’ un fatto importante. Di fronte ai pregiudizi e al crescente conformismo antimeridionale – cosa ben diversa dalla seria valutazione critica – ci vuole coraggio per parlare bene del Sud.

In questo senso confrontarci con l’Europa ci aiuta a vedere meglio sia i problemi anche gravi di Napoli e del Mezzogiorno, sia i progressi e i cambiamenti che siamo riusciti a realizzare.

Nel dialogo e nell’apertura internazionale Napoli può dare il meglio di sé, ritrovare le sue radici e costruire il suo futuro.

Napoli in prima fila

A.B.
11-06-2009 | 17:56
34 commenti »

Stasera all’Albergo dei Poveri il Presidente della Repubblica saluterà gli artisti internazionali che in questi giorni stanno dando vita al Napoli Teatro Festival. Tutta la stampa italiana e molti giornali di diversi Paesi stanno dando giustamente grande rilievo a questa manifestazione teatrale fortemente voluta dalla Regione. Grazie al Festival Napoli si pone come una capitale europea del teatro.

La partecipazione del Presidente Napolitano mostra ancora una volta il suo affetto per Napoli e la sua vicinanza a chi lavora per fare di questa straordinaria città un luogo aperto al dialogo e al confronto tra culture, rendendola sempre più capace di aprirsi al mondo e di accogliere e mettere in relazione tradizioni differenti. Con questo spirito il Presidente ha scelto Napoli per ospitare in queste ore il vertice informale multilaterale “Uniti per l’Europa”, a cui parteciperanno i Capi di Stato di Austria, Germania, Lettonia, Polonia, Portogallo e Ungheria. Le sale di Palazzo Reale ospiteranno un confronto al massimo livello sulle prospettive dell’Unione Europea all’indomani di un voto che pone importanti questioni sul rapporto tra cittadini e istituzioni comunitarie.

Napoli, dunque, accoglie in questi giorni ospiti internazionali ed eventi di grande rilevanza e attualità, riscoprendo il suo ruolo di grande capitale europea e mediterranea. Vorrei davvero ringraziare, a nome di tutta la comunità campana, il Presidente Napolitano per l’attenzione e la profonda sensibilità con cui sa essere accanto alla sua città. Grazie Presidente, bentornato nella tua Napoli.

Caro Presidente, fai qualcosa di televisivo

Utenti
11-06-2009 | 10:12
commenti assenti »

di Renato Sansone

Tutto quello che stiamo facendo in questa regione per l’arte e la cultura è encomiabile, ma ha tanto il sapore di “veltronismo”. Facciamo qualcosa che ti renda nuovamente visibile. Non a me, che continuo ad amare una Napoli culturale, ma alla gente che chiede di risolvere il tuo tallone d’achille: la monnezza, che dal mio modesto punto di vista è stata la causa di molti mali! Leggi tutto »

Creare un movimento politico del territorio

Utenti
10-06-2009 | 18:01
commenti assenti »

di Pasquale Cirillo

A seguito delle ultime elezioni è emersa la necessità di capire meglio il progetto politico del PD in Campania. A parte l’affermazione di Andrea Cozzolino, il risultato di una strategia politica poco attenta alla vita del territorio, basata sempre sui soliti noti, ha creato condizioni veramente deprimenti sia in Regione sia al Comune di Napoli, dove il centrosinista governa da più di 15 anni. Leggi tutto »

« precedentisuccessivi »