di Primo Francesco
Il post del Presidente è chiaro. La campagna politica per congresso Pd ed elezioni è cominciata. E l’intervento di Sandro De Luca è appropriato. Va raccolto il suo invito: cerchiamo di costruire una discussione pubblica e non un vanesio apparire, scrivendo ovvietà e non leggendo che cosa dicono gli altri.
Io comincio da qui: se non si vuole cadere nella trappola di una scelta “primaria” senza contenuti (Bersani o Franceschini, vecchio o nuovo, giovani o pensionati della poltica) occorre raccogliere la “provocazione” di Bassolino, che almeno getta le premesse di un contenitore capace di raccogliere idee. E il contenitore è un partito democratico federalista (cioè non romanocentrico), meridionalista e capace di fare alleanze. Situazione vorrebbe che si aprisse una discussione pubblica sui contenuti, se non vogliamo ridurci tutti a tifare per un astratto partito maggioritario o per un nostalgico ritorno all’Unione impossibile.
Provo a farmi delle domande di contenuto sul Sud. Contratto nazionale o salari lordi differenziati per aree? Meno tasse e meno welfare o riforma del welfare (che al Sud fa tremare i polsi)? Amministrazione pubblica sabauda o una “visione” meridionale e semplificatoria dello Stato nazionale? Opere strategiche coerenti con l’idea di un Mezzogiorno piattaforma logistica euro-mediterranea? Se sì, si dia a quest’idea concretezza e popolarità! Ma sarà sufficiente per appassionare i meridionali? I conti della spesa pubblica ordinaria al Sud e al Nord li vogliamo mettere in chiaro una volta per tutte? Se sono sbilanciati a favore del Nord, vogliamo farne una campagna vera e popolare (che non abbia però il sapore di un leghismo al rovescio)? L’economia verde è una scelta? E allora perché le regioni del Sud non ne fanno un vero cavallo di battaglia, denunciando le farraginosità della legislazione nazionale e avviando un conflitto per la convenienza e semplificazione?
Mi sembra prematuro tifare per Bersani o Franceschini. Piuttosto, il Mezzogiorno sarà capace di avere una “visione” di sé e con essa una “visione” nazionale? Ci sarà un candidato del Pd che si impegna a rappresentarla o si continuerà, nello stucchevole salotto romano, con o senza Vespa, ad accennare a Napoli e al Mezzogiorno come a qualcosa da cui tenersi lontani?

