di Sandro De Luca

E’ da poco che frequento questo blog, e ciò che mi ha colpito è il denominatore comune che caratterizza i vari interventi: l’esigenza, il gusto della visibilità. Intervenire comunque e sempre, anche a costo di dire cose ovvie al limite della banalità; il necessario è che si appaia ed in questo apparire si perpetua il rito dell’autoreferenzialità.

E’ la trappola in cui si rischia di cadere quando c’è una piazza (anche se virtuale) in cui si può liberamente (?) intervenire. E probabilmente è la stessa trappola in cui sono caduto io ed in cui sto cadendo adesso. Da persona “qualunque ed anonima”, quale mi ritengo, avevo suggerito un escamotage, un’opzione razionale e con importante valenza emotiva per superare le sabbie mobili, o meglio per raggiungere la sponda che limita la zona paludosa in cui versa la politica attuale; ed integrare così il forte simbolismo che tracima dalla parola Sudd (vedi primo intervento).

Il fatto che non mi abbia risposto nessun frequentatore / ideatore del blog anche per dirmi che ho scritto stro.., mi fa capire alcune cose. Ognuno interviene non leggendo l’altro, ma per sé, per la sua visibilità, con un linguaggio corretto, ma noioso, con terminologia esatta ma priva di passione. Solo per la visibilità. Solo per l’autoreferenzialità.

Dov’è quella scuola politica che ha cercato di coniugare l’ideale con il reale o meglio ha cercato di cogliere lo “spirito del mondo”? Bassolino sicuramente è stato uno dei migliori allievi di questa scuola; lo ha dimostrato da sindaco e, a fasi alterne, da governatore.  E’ il segno dei tempi; l’ascoltare e discutere con l’altro (Bassolino ha basato una delle sue campagne politiche solo “sull’ascoltare”) forse è considerato un metodo obsoleto.

E lo dimostra la risposta che non c’è stata ad un semplice quesito posto; quesito che nasce dall’inquietudine di uno come me, persona qualunque ma con un proprio trasparente percorso di vita.