di Lino D’Antonio
Vi invio per conoscenza una mia e-mail ai responsabili del “Televideo Rai” ed alla “Commissione di Vigilanza della Rai”. Sono infatti convinto che se non si interviene in maniera drastica, anche manifestando nelle piazze, contro la cattiva qualità democratica della comunicazione della nostra TV pubblica, in appannaggio alla destra, tutte le proposizioni, gli sforzi ed i progetti di cambiamento risulteranno vani.
Rimbalzando essi sull’impenetrabile barriera di gomma delle TV, schierate (con pochissime eccezioni) a difesa ad oltranza del premier e della sua maggioranza. Lo stesso vale per l’informazione regionale della televisione pubblica, che almeno per quel che riguarda la Campania, risulta essere totalmente di parte e fortemente connotata in senso clericale. Da non dimenticare che il tutto, ovvero la manomissione e l’occultamento dell’evidenza nell’informazione, è ancora più grave per la TV pubblica, in quanto risulta essere essa sostenuta dai contribuenti. Allora, quel che avviene in maniera marchiana sotto i nostri occhi evoca una sorta di appropriazione indebita, proprio perché non sono percorse quelle condizioni di equità verso tutta la platea degli spettatori.
Qui di seguito la lettera da me scritta.
“Gentili Responsabili “Televideo Rai”, giorno dopo giorno mi tocca prendere atto della normalizzazione in casa Rai ad opera ed in favore della maggioranza, che governa il Paese. In tal senso mi sembra vada la decisione di sopprimere dal “televideo”, il giorno dopo una importante tornata elettorale, ogni dichiarazione a riguardo, riconducibile al Partito Democratico, maggiore raggruppamento di opposizione. Come una meteora infatti, è durata l’affermazione di Dario Franceschini, che, dando una lettura politica delle elezioni svoltesi, al di là del dato numerico, aveva parlato dell’inizio di una fase calante per la destra. Allo stesso modo è sparita la dichiarazione di Pier Ferdinando Casini, che aveva vantato per il suo partito il ruolo di ago della bilancia. Va meglio per Di Pietro. Ancora meglio se le sue dichiarazioni recano in sé costante polemica verso il PD e su cosa “esso vuole fare da grande”.
Quindi, in tale ottica si parla di invitta “falange armata” (Rotondi) della destra ed a ciò mal si accosta la parola declino o tramonto, in riferimento al “nostro” premier, che dell’immortalità politica e fisica ha fatto il proprio cavallo di battaglia.
Nessuno vieta l’omaggio continuo e la più ampia deferenza verso l’attuale maggioranza di governo. Ma che non si faccia con i miei soldi di contribuente e quelli di tanti altri italiani. In modo anche abbastanza sibillino, tra le righe, degradando in tal modo il telespettatore ad un ruolo da sprovveduto e distratto.
Contro questo modo di fare mi batterò democraticamente in tutte le sedi istituzionali di controllo, frequentabili (spero ancora a lungo) anche dal cittadino comune.
Distinti saluti, Lino D’Antonio abbonato Rai n°20220906″.

