di Lino D’Antonio
Tempo di campagna elettorale. Leggo sull’edizione napoletana di Repubblica due notizie, degne di essere commentate. Una relativa a quanto pronunciato domenica scorsa, durante la messa serale dal parroco di Sant’Antonio a Posillipo, presente Felice Iossa, sulla valenza superiore della destra berlusconiana rispetto alla sinistra di Franceschini. L’altra avente come argomento le rampogne indirizzate al sindaco Iervolino da Alemanno, primo cittadino di Roma in tour elettorale.
Per quanto riguarda le affermazioni del parroco, nessuna sorpresa, ma un’ulteriore conferma della doppia morale, ormai abitualmente usata sia dalla Chiesa che dalla destra. Basta infatti che la compagine governativa enunci semplicemente la sua fedeltà ai valori cristiani e passare poi, con non chalance, tra divorzi e convivenze, dalle piazze del “Family Day” alle alcove segrete, fino all’estremo di leggi razziste ed indegne. Nessun anatema religioso si eleva, allorché proprio il governo di destra è l’interlocutore principe per la salvaguardia del potere e degli interessi della Chiesa.
Relativamente ad Alemanno, mi chiedo se sia lo stesso agit-prop, che qualche anno fa fomentava la gente fuori alle discariche della Campania (governo Prodi), ostacolando e ritardando insieme ad altri soggetti la soluzione della grave emergenza dei rifiuti. O arringava con veemenza alquanto eversiva i tassisti di Roma contro le liberalizzazioni dell’allora ministro Bersani. Oggi egli veste compunto l’abito istituzionale di sindaco della capitale (o doppio petto?). Peccato che la sua sicumera di amministratore venga scalfita dalle dichiarazioni odierne di Berlusconi, che denuncia le condizioni di abbandono di Roma, simile per sporcizia ad una città africana. Per poi, lo stesso primo ministro smentire dopo poco, come gli è solito fare ed addebitare l’incuria attuale alla sinistra. Un anno, dalla elezione di Alemanno a sindaco, vuoto, inutile e completamente privo del germe di valide prospettive per il futuro.
Certo è che questa destra è sempre doppia: doppia morale, doppio ruolo politico (forza di governo e di opposizione contemporaneamente), per cui l’elettore è spinto a chiedersi: “Voto uno e porto a casa due?”

