di Aurelia del Vecchio

Ho visto la puntata di “Ballarò” del 26 maggio con crescente interesse e, lo confesso, con spirito da tifosa. Le mie preferenze andavano agli interventi del Direttore de “La Repubblica” in contrapposizione al giornalista “mondadoriano” Belpietro. Secondo il mio punto di vista dalle stelle alle stalle del giornalismo. E sebbene critica nei confronti del Partito Democratico, ho molto apprezzato l’ironia, la verve e la scioltezza, con le quali il segretario Franceschini teneva testa al ministro Sandro Bondi.

Poi, come a volte accade, si può passare di colpo da un giudizio di parte ad una disanima più razionale e lucida su accadimenti e persone. Questo se nel frattempo subentrano fatti nuovi e particolari degni della massima attenzione. E’ successo a me, ieri sera davanti al televisore ed è stato come se si verificasse un estraniarsi ed un uscire dai convincimenti più profondi e riuscire a scorgere la realtà per quella che è. Al di là delle interpretazioni di comodo, che ognuno si dà. E, guardando attentamente Bondi, ho riconosciuto in lui, non il politico accorto ed il ministro potente della “real casa”. Ma una “donna” appassionatamente presa dal suo “uomo” e che per lui è disposto a tutto: ad ogni lotta contro ogni attacco.

Ho scorto queste cose nell’occhio febbrile ed eccitato oltremodo nella disputa in atto. In alcuni momenti la voce gli si incrinava, al pensiero “dell’amore lontano”, malmenato ed oltraggiato da quegli avversari, ciechi e sordi, presenti nello studio televisivo di “Ballarò”. Istintivamente ho pensato ad Emilio Fede ed ho riportato identica impressione. Pieno sì quest’ultimo di amorosi sensi verso il Cavaliere, ma con sfumature diverse: più molli, più ambigue e lascive, colme di retropensieri e di cose inespresse. Da donna è come se io avessi riconosciuto altre donne, quando sono al culmine della passione e si trovano nella situazione di battersi, anzi di giocarsi tutto per il loro uomo. Potrei mettere in questa particolare lista anche Cicchitto e Bonaiuti, anch’essi con aspetti dissimili rispetto a quelli enunciati, ma preda essi di identici sentimenti.