di Lino D’Antonio
E’ giunta l’ora di porre fine alla leggenda metropolitana della cessazione di ogni emergenza rifiuti in Campania. Cosa vantata in maniera precipitosa già nell’estate dello scorso anno dal Presidente del Consiglio Berlusconi e amplificata oltremodo dai media, tramite un abile e suadente campagna. Ma non del tutto veritiera e piuttosto da ritenersi operazione di facciata e di belletto superficiale per Napoli. Di certo essa non risulta essere risolutiva ed esaustiva, visti i risultati nell’oggi, nonostante il clamore e la lunga lista di soluzioni approntate, tra discariche ed inceneritori “messi in moto” dal premier.
La cosa più inquietante è che del non compiuto miracolo si siano convinti anche esponenti dell’opposizione, autorevoli commentatori, nonché un gran numero di Italiani. In questi giorni di campagna elettorale, allorché, da parte della destra, promesse si aggiungono a promesse e soprattutto si evocano ulteriori mirabilia per il popolo italiano, sarebbe il caso che l’opposizione svelasse in modo definitivo la grande patacca dei rifiuti scomparsi. Per far sì che il PdL ed il suo capo supremo la smettessero di lucrare ingiustamente ancora una volta sui rifiuti e sulle più gravi evenienze nazionali per meri fini elettorali.
Basta essere andati, in tutti questi mesi, di continuo in provincia di Caserta e lungo il Fondo Valle Isclero verso Benevento per ritrovarsi con la convinzione, consolidata, che colà l’emergenza non è mai finita. Né che sia stato fatto molto almeno per iniziare ad arginarla.
Nei giorni scorsi mi sono recato in una zona immediatamente contigua alla città di Napoli, quella flegrea, pregna di storia e di testimonianze greco-romane. Da Pozzuoli a Cuma, dal Monte di Procida a Bacoli e Miseno, da Baia a Lucrino, ho avuto lungo tutto il tragitto il “picchetto d’onore” di grandi cumuli di spazzatura, sotto un sole ed una calura ormai estivi.
Mentre guardavo allibito tale poco edificante spettacolo, istintivamente pensavo alla tuttologia del sottosegretario Bertolaso (alquanto restio ai tempi di Prodi), alla sua sicumera attuale e al suo pronto accordarsi alle incaute dichiarazioni istituzionali di Berlusconi, che, già un anno fa ci ponevano fuori da ogni emergenza. Lungo la falsariga di un progetto perfetto, rapido ed infallibile.
Se nel caso si voglia interrogare Bertolaso sul perché di una recrudescenza del problema dei rifiuti molto ben visibile in alcune zone della Campania, sicuramente il responsabile della Protezione Civile risponderà, come ha già fatto, che la colpa è dei cittadini, della amministrazioni locali, delle ditte preposte alla raccolta. Ma non è Bertolaso l’angelo tutelare, che presiede su tutto? Che dispone di tutti gli strumenti operativi e legislativi atti a superare eventuali difficoltà? Lo stesso non era supportato dall’esercito? Non era stata aperta qualche mese fa, tra lacerazioni e preoccupazioni della popolazione, la discarica di Chiaiano, per superare ogni stallo nella raccolta della spazzatura? E l’inceneritore di Acerra funziona oppure no?
L’emergenza rifiuti, non essendo noti molti siti di smaltimento, rischia di diventare, dalle mie parti, uno degli innumerevoli ed insoluti misteri d’Italia.
Il nostro Paese si trova ad avere attualmente un esecutivo, che ha come propellente il decisionismo di parata, espresso con faccia truce verso i più deboli ed indifesi ed ha come spina dorsale un nulla di incisività politica e quindi, nessuna propensione riformatrice.
Arduo compito spetterebbe ai partiti di opposizione: di ribattere colpo su colpo a tutte le incongruenze e le menzogne di questa destra. E la non cessata emergenza rifiuti in Campania può essere annoverata di diritto tra esse.
Ai semplici cittadini andrebbe invece, l’invito a sottrarsi al più presto alla narcosi berlusconiana ed a prendere atto dello scempio e del millantare continuo.

